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Leggere libri che profumano d’Italia… per ricordarci la nostra storia e la nostra identità e renderci ancora più ricettivi alla cultura della differenza.


“Delitto d’onore”, un romanzo di Simonetta Delussu

Un bacio e una pistola.

Una promessa e una pistola.

Un grembiule che asseconda le forme di un ventre che si arrotonda e una pistola.

Vita e morte in una danza, seguendo un cerchio.

Un “ballo tondo” dove non ci si può fermare.

Simonetta Delussu, nel suo romanzo “Delitto d’onore”, edito da Parallelo 45 nel 2015, racconta una storia vera che si snoda in Sardegna nella prima metà del Novecento e che ha come protagonista una donna, Irene Biolchini, la cui esistenza divenne destino e, infine, leggenda.

Attraverso una puntuale ricerca di testimonianze e una scrittura fluente come un corso d’acqua che sgorga dalla sorgente della memoria e delle tradizione di un popolo, quello sardo, le parole dette, e quelle non dette, riportano alla luce l’essenza di un antico codice etico che non era imposizione, ma identità.

Si tratta del codice barbaricino, che svettava sulle norme dello Stato assente e trovava i suoi eroi nei “balenti”, ossia in coraggiosi protettori della giustizia violata, che dovevano darsi alla macchia.

Irene è figlia di tale legge non scritta secondo la quale una donna incinta, che viene abbandonata dal proprio uomo, deve essere uccisa o deve essere ucciso colui il quale non ha tenuto fede alla sacra promessa del fidanzamento, per ristabilire un ordine ancestrale, che non ammette altre strade, se non quelle cosparse di sangue, per mondare l’onore macchiato.

Raramente, nella storia sarda, sono le vittime dell’offesa a vendicarsi, ma, stavolta, il compito viene affidato dal padre direttamente alla giovane, con un aut-aut che non contempla mediazioni: «o lo uccidi, o ti uccido».

Con questo monito paterno la narrazione ha davvero inizio, attraversando premonizioni, segni, passaggi di anime defunte, abiti da sposa e veli neri da lutto. La Sardegna diviene un limbo di realtà e sovrannaturale, funzionale al continuo sfiorarsi di vita e morte che sono legate da un patto indissolubile.

Irene, come una dea e una parca, mostrerà forza, coraggio e saggezza, impartendo una lezione sul senso dell’esistere e dell’essere Donna, sempre e comunque fedele alla propria natura, lunare e accogliente, e non mutilata, come un’amazzone, dal possesso di un’arma.

Un romanzo per chi conosce l’Isola, per chi la ama, per chi non la dimentica, per chi ha voglia di scoprirne i misteri celati all’ombra dei nuraghi.

Emma Fenu

http://donnecheemigranoallestero.com/libri-parole/diario-viaggio-lettrice/                                                   

 

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Copertina del libro “Delitto d’onore”, di Simonetta Delussu

 

 

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