Diventare visibile in tempi di vacche magre
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Durante un viaggio di lavoro a Parigi di alcuni anni fa, mi imbattei in un cartellone pubblicitario che recitava a caratteri cubitali “DIVENTA VISIBILE“.

Mi aveva colpito forse per la banalità del messaggio, ma soprattutto perché andava dritto al nocciolo della mia questione… ero io visibile?

Mi trovavo in una situazione lavorativa difficile.

Il settore del mobile era stato messo in forte crisi anche a causa delle sanzioni che l’Europa aveva impartito alla Russia. Ciò, di conseguenza, aveva messo in crisi la sicurezza del mio posto di lavoro.

Nel ricercarne uno nuovo, mi sono interrogata spesso su come essere maggiormente visibile ed appetibile per le aziende.

Parecchia acqua è passata sotto i ponti da quel periodo: un’altra esperienza lavorativa in una nicchia di mercato, nuovi colleghi, nuove competenze acquisite, e un lasciare tutto di nuovo.

Negli ultimi mesi mi sono sentita spesso chiedere: “Allora, hai trovato lavoro?”.

La mia risposta è stata, finora, la stessa. “Veramente no, sto studiando tedesco, intanto”. Troncando qui il discorso, perché ciò a dire il vero non è stato tra le mie priorità.

Non lo è stato perché ho avuto la fortuna di potermi fermare ad osservare questa nuova realtà che mi circonda, decidere come e dove presentarmi. Quando ci siamo trasferiti infatti, non avevo un lavoro che mi attendesse e non sapevo come si sarebbero evolute le cose.

Ma di una cosa ero certa: non sarei rimasta con le mani in mano ad attendere chissà quale manna dal cielo.

Ecco le modalità con cui ho deciso di diventare più visibile.

Il Blog di Donne Che Emigrano all’Estero.

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Mi sono messa all’opera facendo una delle cose che mi riesce meglio: riempire i buchi con un’occupazione. Ed eccomi approdata a Donne che Emigrano all’Estero! Ho visto che, tramite la scrittura, riesco a far emergere parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste dietro a quel velo di riservatezza che mi contraddistingue.

Ho pensato che in questo modo avrei potuto affinare la presentazione di me stessa, migliorando la mia lingua madre, sebbene ora sia in una terra straniera.

Per me è importante perché dà un senso ad un viaggio, iniziato più di 4 anni fa, di presa di coscienza di sé. Un cammino accompagnato dalla psicoterapia, dalla “scrittura curativa” densa di vissuti impressi sulla carta, da un corso di coaching lavorativo, fino ad un nuovo viaggio.

Dove mi trovo ora.

L’insegnamento dell’Italiano.

Poco dopo il trasferimento a Norimberga, lessi su Facebook un annuncio rivolto ad insegnanti madrelingua per l’insegnamento dell’italiano agli adulti. Sebbene non lo facessi di professione, pensai che potesse essere un inizio… un modo per buttarmi nella mischia. Mi candidai e venni accettata!

Avrei iniziato i corsi a settembre. Mi dissi “Dovrò studiare bene il tedesco per poter comunicare con i miei studenti”.

Imparare il tedesco.

Ho iniziato così a seguire dei corsi intensivi di tedesco, raggiungendo il livello B2.

Finora l’apprendimento di questa lingua mi è risultato sorprendentemente facile. Molti liquidano la cosa con una mia particolare propensione all’apprendimento delle lingue. Dal canto mio penso che, rispetto all’esotica lingua russa, la strada sia decisamente spianata.

Faccio anche un tandem linguistico con un professore di madrelingua tedesca. Siamo passati dal correggere le mie mail settimanali a conversazioni sui massimi sistemi. Beh, generalmente lui parla più di me, io lo ascolto, annuendo ed esprimendo il mio pensiero con frasi semplici.  E udite udite… io e Matteo siamo stati invitati a casa sua per un tè e per conoscere i rispettivi partner!

Il profilo LinkedIn.

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In un’ottica futura, ho dato una svecchiata al mio profilo LinkedIn, aggiornandolo con i nuovi progetti in corso e non vergognandomi di avere come professione “available for new opportunities”. Già da parecchio tempo, lo scrivo in inglese e l’immagine di sfondo è il ponte di Rotterdam.

Chissà… sarà stato un segnale eloquente del mio aver dimenticato la porta aperta verso l’estero. Fatto sta, che negli ultimi mesi, ho ricevuto delle proposte di lavoro concrete tramite questo portale.

Ho fatto ad esempio da interprete per una ditta italiana in una fiera a Norimberga. Per un giorno mi sono immersa di nuovo nel mondo del commerciale, delle fiere, degli incontri B2B e delle cene con i clienti.

Contaminazione.

Questo termine riassume la miriade di attività collaterali a cui sto partecipando per conoscere persone, apprendere cose nuove e farmi conoscere, quindi diventare visibile.

Mi sono iscritta ad InterNations, un social network che ritengo molto utile soprattutto quando si è appena arrivati in una terra straniera. Agli eventi non partecipano solo i classici expats, ma anche tedeschi locali.

A Norimberga poi ogni sabato mattina alle ore 9 c’è la Wöhrder See Parkrun, l’appuntamento fisso per gli amanti della corsa molto diffuso, soprattutto nel mondo anglosassone perché gratuito. A volte corro i miei 5 km, a volte faccio l’aiutante.

In questi ultimi due mesi ho avuto un’alta concentrazione di workshop e seminari sul mondo del lavoro qui in Germania e sulle metodologie didattiche per l’insegnamento di una lingua straniera. Il posto giusto dove essere quando per te è tutto nuovo.

Dulcis in fundo, partecipo ad un gruppo di colleghe insegnanti di italiano in cui ci confrontiamo su tematiche culturali, a me tanto care, riguardanti l’Italia e la Germania. Ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta!

6 commenti
    • Giulia - Norimberga
      Giulia - Norimberga dice:

      Ciao Maria Tania, wow mi viene da dirti… “if there’s a will, there’s a way!” 😉 in bocca al lupo e un abbraccio

      Rispondi

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