Donne trucidate

Quando la gogna mediatica, forse, non è poi così una tragedia

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Negli ultimi mesi Ginevra è stata lo scenario di crimini orrendi compiuti, ancora una volta, ai danni delle donne.

Qualche mese fa una giovanissima ginevrina è stata ritrovata morta nei pressi di un lago a Friburgo.

Poco prima, una donna era stata freddata da un colpo di pistola proprio dietro la stazione dei treni e pochissime settimane fa una giovane studentessa di medicina è stata ritrovata morta in casa sua.

Tutto ciò accade nella serenissima,  civilissima e – per non dimenticare – “ricchissima” Ginevra.

Circa due anni fa anche una giovane italiana, Valentina Tarallo, fu trucidata a Ginevra.

Chi l’ha visto?”, Quarto Grado e Amore Criminale sono solo alcuni dei tanti media che in Italia si occupano di femminicidio.

Non tutti meriterebbero di essere chiamati giornalisti, non tutti fanno informazione, alcuni fanno della morte e della sofferenza altrui un guadagno. È disgustoso.

Ma quello che trovo ancora più disgustoso è il silenzio.

Ho provato a cercare più informazioni su come si fosse conclusa la vicenda della povera Valentina Tarallo: niente.

Ho cercato più informazioni sulla giovane uccisa: nulla.

I miei conoscenti svizzeri sono d’accordo: ai giornalisti ginevrini non interessa occuparsi di femminicidio a meno che non ci sia di mezzo la politica sporca. A quel punto tutti vorranno occuparsi del caso.

Un esempio?

Tutti i giornalisti si sono impegnati nel caso Adeline, l’educatrice uccisa da un detenuto durante un’uscita a cavallo. In quel caso la questione faceva gola a molti, viste le alte cariche politiche coinvolte.

Ma, quando si tratta di comuni mortali, tutto cade troppo velocemente e troppo tristemente nell’oblio. Non si hanno abbastanza notizie, o solo notizie frammentate, anche e soprattutto sulla pena inflitta al colpevole.

In Italia, ci si continua ancora ad occupare dei comuni mortali.

In Italia esiste la giustizia mediatica.

Quei cattivoni di giornalisti che non ti mollano, ti sorvegliano, si piazzano sotto casa tua… ti stalkerizzano.

Non è il miglior modo di fare, ma in assenza di una giustizia adeguata mi sembra sicuramente meglio dell’oblio.

Almeno per la sua altissima funzione preventiva: in Italia esiste anche la vergogna mediatica, prima del famigerato rispetto dovuto alle donne. Su quello ci dobbiamo ancora lavorare parecchio, anche qui in Svizzera!

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Fonte: Zhen Hu/Unsplash

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