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A Dublino 12 anni fa ho conosciuto l’uomo della mia vita: Tomás, spagnolo anzi manchego.

Ci siamo visti la prima volta ed è stato colpo di fulmine. Ma non ero pronta a seguirlo. Lui lo sarebbe stato ma non ero pronta neanche per quello. Così  ci siamo detti addio e ognuno ha proseguito per la propria strada anche se di tanto in tanto ci sentivamo via mail.

Due anni fa lo contattai via whatsapp dopo aver trovato il suo numero per pura casualità. Ci siamo rivisti ed eravamo cambiati ma non era cambiato niente tra di noi. Da quel momento non ci siamo più lasciati. Era agosto ed essendo entrambi insegnanti, misuriamo gli anni in anni scolastici. Così ciascuno per quell’anno ha dovuto rimanere al proprio posto di lavoro, quindi ci sono state lunghe telefonate via Skype e molti viaggi durante le vacanze.

L’anno scorso ho chiesto l’aspettativa che mi è stata concessa e a 43 anni ho lasciato l’Italia per vivere con lui. Sono partita da Scorzè (Venezia) con la mia Peugeot 107 stracarica di cose e vestiti e con mia sorella Caterina, la più piccola dei miei cinque fratelli. Abbiamo viaggiato 3 giorni e siamo fermate in Francia e in Spagna a Figueres, la cittadina di Dalí.

dublino-spagnaDopo una settimana lei è ritornata in Italia ed io ero qui sola. Mi sentivo spaesata e un’estranea dato che la cittadina in cui vivo è molto piccola.

Economicamente e moralmente non potevo stare senza far niente e così mi sono messa alla ricerca  di un lavoro. Ero disposta a fare qualsiasi cosa, anche qualcosa di diverso che non fosse l’insegnante: sarebbe stato un anno sabbatico. Casualmente, mio suocero incontrò una sua conoscente che ha una academia de inglés, come dicono qui e, in un batter d’occhio, ho cominciato. Proprio in un batter d’occhio perché il martedì mattina ho avuto il colloquio e il martedì pomeriggio ho cominciato.

Così tutti i giorni, nel pomeriggio, insegno in questa academia e, al mattino, posso dedicarmi alle faccende di casa o a leggere o a studiare (quest’anno ho fatto anche il concorso insegnanti e il DELE C1).

Non è stato facile inserirsi e vivere in Spagna: mi ci vuole tempo per sentirmi a casa e qui è stato un po’ difficile. Un po’ per questioni burocratiche (come si dice “tutto il mondo è paese”) e un po’ per  ragioni diverse tra cui la lingua: in Italia sono insegnante di spagnolo e quindi ritenevo che la lingua non fosse un grande problema ma finchè non si vive sul posto e si è costretti a parlare un idioma diverso tutto il santo giorno non si può sapere se ce la caveremo davvero bene. Inoltre in paese tutti conoscono tutti e io vengo sempre osservata per essere “la straniera ” e per il mio accento.

Le cose con il tempo sono notevolmente migliorate e adesso adoro stare qui in Castiglia La Mancha, a La Roda precisamente. Amo il tempo senza umidità (io cresciuta in Veneto ancora non la sopporto), amo andare al mercato del sabato e sentir la gente che grida per vendere i suoi prodotti e i commercianti che ti gridano “Hola guapa!”, amo il fatto di prendere tutto con MOLTA lentezza, amo poter andare a prendere una caña con le tapas senza dover spendere un patrimonio, amo il mio lavoro e i miei alunni (ho lasciato i miei alunni per incontrarne altri che sono diventati “miei”!) con i quali parlo spagnolo e inglese ma neppure una parola di italiano, amo entrare nei negozi o al mercato centrale e salutare la gente che ricambia perché oramai ti conoscono, amo la mia famiglia acquisita che fa di tutto per non farmi sentire la mancanza della mia famiglia italiana e naturalmente amo il mio compagno che si fa in quattro per farmi sentire a mio agio.

Ero anche insegnante di italiano ma lo scorso giugno, dopo mille esitazioni, mi sono licenziata dal posto fisso e ho deciso di rimanere qui in Spagna. L’ho fatto per tutte le ragioni elencare sopra e anche per il fatto che qui mi sento apprezzata, stimolata e valorizzata sul lavoro: cosa che non accadeva da un po’ di tempo.

Ritornerò in Italia un giorno? Forse sì o forse no. Ancora non lo so! Non ho la cittadinanza spagnola ma ho una piccola “targhetta” verde dentro la mia carta d’identità che mi fa sentire un po’ spagnola e per adesso mi basta.

3 commenti
  1. lella
    lella dice:

    bellissimo! tu hai due cose necessarie per essere felici e che a me mancano…l’amore e il coraggio!
    complimenti!

    Rispondi

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