Sinterklaas - Due volte Natale - Paola Utrecht - i viaggi della druida (1)

Oggi vi racconto una storia.

Sinterklaas - Due volte Natale - Paola Utrecht - i viaggi della druida (4)

Sinterklaas, il suo fido destriero Amerigo e uno Zwarte Piete in una deliziosa illustrazione di Knight JJ (credits: Deviantart)

C’era una volta San Nicola. San Nicola è un adorabile vecchietto. Con la sua folta barba bianca, il cappellone in testa e un bastone lungo lungo, ogni anno si imbarca con i suoi aiutanti, piccoli simpatici e neri, alla volta dell’Olanda. Arriva a metà novembre e comincia a scandagliare i vari tetti, valutando i bimbi uno ad uno per vedere se sono stati buoni e se meritano doni. I doni sono dolci. Tanti dolci. Fantastici dolci. Ma soprattutto, libidinosa cioccolata. Ogni anno, San Nicola porta ai bambini buoni una bella letterona di cioccolato che corrisponde all’iniziale del loro nome, come quella che vedete nella foto in alto. Tutte le lettere sono della stessa quantità, per evitare le crisi di gelosia tra i bambini con la W e quelli con una misera I, anche se da piccoli non si afferra molto il concetto dell’equivalenza del peso.

Con il passare del tempo, San Nicola ha aggiunto anche qualche tocco commerciale per mantenersi al passo con i tempi, così i bambini moderni oltre alla cioccolata hanno tavoli ripieni di regali. Come se fosse Natale. Ma Natale non è. Sì, perché San Nicola i suoi doni li dispensa il 5 dicembre; i bambini mettono una scarpa all’ingresso del camino, con una carota dentro, perché il cavallo del Santo deve pure mangiare, il piccolo aiutante nero scende nel camino, prende la carota e deposita il cioccolato. Il 6 dicembre San Nicola riparte, pronto a lasciare il posto a Santa Claus.

Ma dove va? Ecco, questa è una domanda interessante.

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Allestimento-tipo per Sinterklaas in un supermercato, tra birre e carote

Tra i miei corsi di olandese e le adorabili vicine di casa (se sapessero leggere l’italiano, le ringrazierei pubblicamente in questo articolo), ho messo insieme i pezzi della storia che vi sto narrando. San Nicola, ovvero ‘Sinterklaas’ in olandese, inizialmente era turco. A un certo punto, ha cambiato paese. Ora viene dalla Spagna. Quindi, Sinterklaas è un befano catalano o giù di lì che dispensa doni ai bambini olandesi, utilizza una nave invece di una scopa (decisamente più pratico della nostra vecchietta), vuole scarpe invece delle calze e chiede carote in cambio di cioccolata. Dolce, tenero, gentile e premuroso, il suo simpatico volto campeggia sulle finestre delle scuole durante il mese di novembre, e i suoi regali nelle corsie dei supermercati, tra una birra e un affettato. Se sei stato un bravo bambino, tutto a posto. Se ti sei comportato male, i piccoli aiutanti elfetti neretti, gli Zwarte Pieten, ti frustano e poi ti chiudono in un sacco e tu vieni deportato in Spagna, e credo che a quel punto Sinterklaas non ti piaccia poi più così tanto.

Inoltre, i Pieten sono neri, quindi Sinterklaas rischia di diventare pure un bianco schiavista che ce l’ha con la gente di colore.

Questo finale è la versione post-moderna di una favola dolcissima, che è quella di un Santo che porta cioccolata in dono ai bambini. Nell’era attuale, in cui tutto deve essere politically correct, anche Sinterklaas e i suoi aiutanti sono protagonisti di dibattiti annuali tra gli olandesi, dibattiti in cui noi expat possiamo solo fare da spettatori, perché siamo ospiti in casa, dobbiamo ricordarlo. Al limite, possiamo adattarci, anzi dobbiamo, perché sapete come la penso se avete già letto qualche altro mio articolo: scegli un luogo geografico, ti adatti alle sue abitudini locali. Altrimenti vai da un’altra parte.

Quindi, forte di questa convinzione, mia figlia ha annunciato che quest’anno avrebbe voluto festeggiare Sinterklaas. Ha quasi 16 anni, ma lei si venderebbe anche me pur di avere della cioccolata. Ho deciso allora di comprarle la sua lettera (sempre quella della foto in alto), mi sembrava più pratico che farmi vendere o farla deportare, per quanto lei parli correttamente spagnolo.

In aggiunta, la sua scuola ha organizzato un Sinterklaas per famiglie olandesi che non possono permettersi di festeggiare. Bisognava portare una scatola, di grandezza non superiore ad una di scarpe, riempita con regali a nostra scelta. Tecnicamente era un contributo volontario, ma i bambini meritano tutti la loro lettera, e sorrisi a profusione. Così, grazie all’aiuto della mia sempre-fantastica vicina che ha fornito Bambi, abbiamo messo insieme questo pacco che vedete sotto, e speriamo davvero di aver regalato un felice Sinterklaas 2016 a qualcuno.

Sinterklaas - Due volte Natale - Paola Utrecht - i viaggi della druida (2)

Il nostro pensierino va a una femminuccia: felice Sinterklaas 🙂

Vi ho raccontato tutto ciò dal salotto di casa; in questo momento è il 12 dicembre, San Nicola è ripartito, io sono a metà strada tra lui e Babbo Natale (e, solo per la cronaca, vi do la notiziona del secolo: Santa Claus viene da Sinterklaas, e non viceversa: ebbene sì!). Nel frattempo abbiamo cominciato a fare l’albero. Ogni giorno aggiungiamo un pezzo, ieri abbiamo messo caramelle a forma di bastoncino. Non c’è presepe, perché non è facile trovarlo a prezzi abbordabili in una terra come questa che ospita tante religioni, dove nemmeno il classico albero è in tutte le case, ma ovunque sono le decorazioni a festa, creative e curate come in pochi altri posti mi è capitato di vedere.

Noi abbiamo deciso che passeremo il pranzo del 25 ad Amsterdam. Per il prossimo articolo, ci sentiamo da lì: vi racconterò della nostra bella capitale.

Per ora, con un po’ di anticipo, faccio gli auguri a tutti: ovunque voi siate, da qualunque punto del globo mi leggiate. Buon Natale!
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