“It has been said that something as small as the flutter of a butterfly’s wing

can ultimately cause a typhoon halfway around the world.”

– Chaos Theory –

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Quello che sto per raccontarvi potrà sembrare qualcosa di “irreale” ma è realmente ciò che mi è accaduto.

Oggi è il 29 gennaio ed è il mio terzo anniversario da expat.
La data della mia rinascita, la data in cui è iniziato il mio viaggio verso e dentro una nuova vita.
Sono stati anni intensi, ho vissuto esperienze che non avrei mai pensato, ottenuto risultati e progressi inaspettati.
Ma cosa è successo?
A distanza di tre anni sono riuscita a capire che, con la prima decisione di trasferirmi a Londra, si sono mosse delle energie.
Quelle che mi fanno sentir bene, che creano brividi sulla pelle e che mi hanno fatto ottenere tutto ciò che mi mettevo in testa.
Delle energie, che hanno iniziato a dipingere, di mille colori, la mia vita.
Non ci credete?

Lasciate che continui.

Negli anni antecedenti al mio trasferimento all’estero, avevo riempito le mensole della mia cameretta di libri motivazionali, avevo assistito a svariati corsi sulla crescita personale e professionale.
Lo scopo era diventare una persona di successo. La chiave era il pensiero positivo.
Ammetto che in Italia non riuscivano ad avere troppa efficacia: avevo, come consigliato da tutti questi libri, elimianto le cattive abitudini, stilato una lista di obbiettivi, puntavo sempre in alto e guardavo il lato positivo delle cose.
Ma, molto probabilmente la mia vita aveva bisogno di qualcosa in più; aveva bisogno di una scossa.
Prendere quell’aero che mi allontanava da Milano fu la risposta a questo bisogno.

Andai a Londra con un unico obbiettivo: la carriera immobiliare. Mettendo in pratica tutti i consigli appresi, i risultati inizavano ad arrivare.
Non mi scoraggiavo ai no, nonostante ne ricevessi molti; non mi accontentavo; rischiavo, lasciavo impieghi se non erano di mio gradimento, con la convizione che ne avrei trovato un altro – e cosí succedeva.
Finché arrivò il giorno che si realizzò tutto quello per cui avevo lottato: il mio lavoro dei sogni.
Coincidenze? Magia? Fortuna?
No. La verità è che mi ritrovai nel mezzo di un flusso di energia che correva rapido come un fiume in piena.
Scelsi di nuotarci dentro e comincia ad ottenere tutto quello che desideravo.

Nel frattempo, anche le idee e pensieri erano in continuo movimento e la vita stessa mi mandava dei segnali ai quali cercai sempre di dare ascolto.

Mentre lavoravo presso la nuova agenzia immobiliare, mi trovai coinvolta in un progetto volto a migliorare la qualita di vita; un concetto al quale, fino ad allora, non avevo troppo pensato.
Rispolverando un vecchio cassetto ritrovai un sogno che era rimasto là, un po’ abbandonato dopo essere partita per Londra. Era un desiderio che avevo elaborato su quella scrivania dell’ufficio di Città Studi a Milano, mentre ero alla ricerca di immobili per i miei clienti: vivere in Spagna.
Se ero riuscita a conseguire tutto quello che volevo in Gran Bretagna, perché allora non coronare quel sogno che, nel frattempo, diventava sempre piu grande?
Tolta la polvere, preparate due valigie e via: anche questa volta all’avventura con una decisione presa su due piedi.

Il primo mese sull’isola avevo trovato un lavoro in un’altra agenzia immobiliare ma, a causa delle mie scarse capacità linguistiche nell’idioma spagnolo, lo persi a distanza di un paio di settimane.
Non ci rimasi male e lo stesso giorno decisi di andare ad allenarmi, dicendomi che l’indomani mi sarei messa all’opera per cercare un altro impiego.
Quel giorno non era nei piani la lezione di Crossfit delle 17:30. Mi fermai a fare due chiacchere con una compagna che, al raccontarle quello che mi era successo, mi disse: “da noi cercano personale”.
E pensate che il prossimo Maggio compirò due anni nella stessa impresa.
Coincidenze? Magia? Fortuna?
No, quella era l’energia che avevo smosso io per non essermi scoraggiata, scegliendo di proseguire, con determinazione, la strada che avevo scelto di intraprendere. Non sarebbe stato un licenziamento a fermarmi o buttarmi giù.
Con il nuovo lavoro, che non aveva nulla a che fare con le case, inizai ad avere più tempo libero a disposizione (a differenza di un agente immobiliare che deve essere disponibile 7/7) e orari più flessibili.

Cominciai a pensare che il successo non doveva essere, obbligatoriamente, legato al lavoro ma avrebbe potuto essere associato al tipo di vita.

Ho cominciato a considerarmi una persona realizzata e felice.
In tre anni ho fatto un grosso lavoro sulla mia persona: ho imparato a prendermi cura di me, a mettermi al primo posto e star bene in mia compagnia.
Ma esiste una linea sottile che segna il confine tra la solitudine con cui convivi sereno e quella che inizia a ferirti.
A un certo punto della mia esperienza mi sono ritrovata proprio su quel margine, iniziando a sentire il bisogno di persone che riempissero la mia vita.
Avendo un carattere riservato e introverso, a volte fatico a creare nuovi rapporti, ma tutto dipendeva da me. Così, una mattina, mi sono svegliata e mi sono detta: “devi farti degli amici!”
In seguito ad un allenamento mi sono avvicinata per fare un po’ di stretching ad un gruppo di ragazze, con le quali quasi non avevo mai parlato; loro stesse mi invitarono ad un pranzo e, da allora, sono state le mie compagne di serate e divertimenti.
Coincidenze? Magia? Fortuna?
No, quella era l’energia che avevo smosso io.

A volte credo che la mia fortuna sia non essere stata fortunata.
Non aver avuto nessuno che potesse aiutarmi nelle mie scelte e avventure ha reso tutto più complicato ma, allo stesso tempo, mi ha fortificato: ogni esperienza è stata per me una sfida, me la sono sudata e credendo in me stessa ho gustato il sapore della vittoria.
In questi anni, ho superato i miei limiti e le mie paure, io, che a Milano non prendevo neanche un autobus a mezzogiorno, ho girato sola per mezza Europa e per qualche città giapponese.
Sono cambiata e voglio continuare ad evolvermi: migliorando la mia vita e la mia persona, ogni anno cerco di pormi un piccolo obbiettivo di “crescita” e per questo quarto anno all’estero ne ho uno, ma ve ne parlerò strada facendo.

C’è da dire, per concludere, che le energie non mi hanno mai abbandonato e le sento sempre come corde vibranti attorno a me.
Da una piccola decisione può nascere qualcosa di grande e, una volta che muovi le energie, ogni piccolo gesto o pensiero positivo aumenta questo grande vortice.

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4 commenti
  1. Roberta Lista
    Roberta Lista dice:

    Ti ringrazio per questo articolo, sei riuscira ad esprimere a parole quello che sentivo prima di partire per l’esperienza expat. Un immobilismo, un limbo fatto di pantano fisico e psicologico. Io che dovevo mettermi 5 sveglie per alzarmi ora sono pimpante alle 7 per i progetti di volontariato. Io che dovevo essere pregata in tutte le lingue per fare una passeggiata non vedo l’ora di andare nei boschi e camminare per ore. Tutto per la scossa che questa decisione mi ha dato, come se avesse risvegliato meccanismi perduti e polverosi che si sono messi finalmente in moto. Il tuo articolo mi ha dato molto coraggio, solo solo all’inzio della mia avventura! In bocca al lupo per tutto!

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Roberta,
      Grazie a te!

      Credo che queste decisioni innescano certi meccanismi che ti fanno sentire viva e piena di vitalitá.

      Vedrai che sará un avventura straordinaria!! Tanta fortuna anche a te!

      Un abbraccio

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi

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