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Emigrare in Olanda

C’è chi crede che l’Olanda sia il paese ideale che può dare a tutti la possibilità di una nuova vita, il posto perfetto in cui emigrare.

Ora, togliendo il fatto che ogni espatrio è diverso da persona a persona, per quello che sto passando io, per quello che vedo e che sento, posso dire che non è proprio così.
Ho deciso di scrivere questo post per condividere quel che ho appreso vivendo qui; sicuramente non rappresenta tutto quello che c’è da sapere, ma almeno spero di fare un poco di chiarezza nella mente di chi vuole spostarsi in Olanda e sui primissimi passi da fare. Lo faccio  anche perché, tutti i giorni, leggo sia commenti sui blog sia  ricevo addirittura  personalmente  richieste di aiuto (legittime, intendiamoci).

Per espatriare in questa terra sommersa bisogna innanzitutto sfatare il mito che, con l’inglese e basta, hai un lavoro assicurato.

Questo potrebbe valere ad Amsterdam, dove presumo ci siano più espatriati  che olandesi. Ma come ti sposti da Amsterdam diventa difficile trovare un lavoro senza conoscere l’olandese e, a meno che tu non punti su aziende internazionali che comunque ti chiederanno esperienza nel settore, un’alta educazione scolastica o la conoscenza di più lingue, le possibilità saranno ristrette.
Ristoranti, negozi e fabbriche sono un caso a parte, nel senso che è più facile essere assunti anche se non si parla la lingua del posto, ma le porte chiuse negli altri settori sono veramente tante.

Parliamo del costo della vita: gli affitti sono medio alti sia per le case sia solo per le camere. Il modo migliore per trovare una sistemazione è cercare sui vari siti e pagine fb (houseanywhere, funda, per citarne giusto un paio) o gironzolare per la città, che significa quindi essere sul posto.
Per il lavoro valgono gli stessi principi: per esempio io sono stata chiamata per un colloquio ma ero in italia durante le vacanze di Natale e non ho potuto sostenerlo, perdendo così una possibile opportunità.

Quando arrivi in Olanda la prima cosa da fare è il bsn che è una specie di codice fiscale senza il quale non puoi  lavorare. Puoi richiedere questo codice recandoti direttamente nel comune di appartenenza o prendendo un appuntamento per telefono. Per i primi 4 mesi puoi stare in Olanda dando l’indirizzo di dove alloggi: può trattarsi  anche di un hotel ma dopo un toto di  mesi devi registrarti; per fare ciò devi avere il permesso del padrone di casa che deve rilasciarti i suoi dati personali, oltre che l’attestato di nascita internazionale e l’attestato di matrimonio.

Nel frattempo è bene attivare un account chiamato Digid grazie al quale puoi controllare tutto quel che riguarda le tasse e la famigerata e carissima assicurazione sanitaria. Infatti appena  trovi lavoro, o comunque appena ti registri, la  devi fare in maniera obbligatoria. Ci sono siti come indipendeer dove puoi confrontare le varie opzioni e scegliere.
Tutto questo  può essere attivato online,  anzi, la procedura online viene caldamente consigliata. In seguito puoi trovare un medico andando nella farmacia più vicina che ti indicherà i medici più vicini a te.

Per il resto: la vita è cara, il tempo fa quasi sempre pena ma lo stato ha un sistema che ti permette di sopravvivere se segui le regole, paghi le tasse e ti comporti da onesto cittadino.
Sopravvivere, non vivere: per “vivere”  c’è da lavorarci su.

Se vi state chiedendo perché, nonostante la difficoltà dello stare qui, io sono ancora in Olanda è  perché sto inseguendo un sogno che mi porto dietro fin da quando ero una  ragazzina: lavorare nella logistica, possibilmente in porto. Se non fosse per il mio sogno non credo che sarei ancora qui.

Quindi, se davvero pensate di fare il  grande passo dell’espatrio, provate a scegliere un posto che abbia prospettive migliori rispetto a ciò  che voi potete offrire sul piano professionale. Se più di un grande passe si tratta di un salto nel buio, almeno scegliete di saltare al caldo! Altrimenti good luck e preparatevi a pedalare.. in tutti i sensi!


Il fascicolo del Ministero degli Affari Sociali e del Lavoto Olandese (in Italiano) per sapere tutto quello che serve per andare a vivere in Olanda

  Per chi è nuovo dei Paesi Bassi Lavoratori migranti europei 

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10 commenti
  1. Giovanna
    Giovanna dice:

    Ciao, finalmente qualcuno che sfata il mito olandese! Non conosco bene l’Olanda ma conosco molti olandesi e soprattutto conosco la scuola olandese. Quello che vedo è un popolo convinto di essere superiore agli altri, molti credono di avere figli superdotati e sono bravissimi a vendere e a vendersi. Cosa vendono non importa, importante è come lo presentano. E questo è il loro motto anche nell’insegnamento quindi pochi contenuti molto marketing. Parliamo poi del loro inglese, che molti conoscono come noi italiani possiamo arrangiarci con lo spagnolo. Essendo le due lingue vicine per loro l’inglese è piuttosto accessibile, ma ci sarebbe da lavirare parecchio anche sulla pronuncia. Unico problema è che sono convinti di saperlo alla perfezione. Punto a favore sono in genere persone abbastanza aperte e socievoli, considerato che sono germanici.!

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    • Lorena
      Lorena dice:

      Non voglio entrare nel merito delle sua analisi sociopdicologica, ma dell’ inglese parlato in Olanda noi italiani non possiamo proprio dire nulla di male! Non so dove sia stata lei in Olanda ma mi stupisco di questo commento.

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    • Dalila Rotterdam
      Dalila Rotterdam dice:

      Ciao Giovanna, io non volevo gettare brutte cose sull’Olanda, ma tanti mi scrivono dichiarando di non sapere l’inglese, ne l’olandese e chiedono aiuto per poter venire qua a lavoro. Ho voluto scoraggiare un po’ le persone che la pensano cosi.

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      • Giovanna Pandolfelli
        Giovanna Pandolfelli dice:

        Esatto e condivido la tua posizione, poiché purtroppo noi italiani siamo sempre pronti a denigrarci, gli altri popoli ci sembrano sempre più avanzati e sicuramente per alcuni aspetti lo sono ma per altri meno, come dappertutto. La nostra esterofilia ha radici profonde di miseria e di emigrazione che non ci permette di sentirci alla pari degli altri, con pregi e difetti come gli altri. Sull’inglese degli olandesi certo che rispetto all’italiano medio è sicuramente migliore ma questo perché l’olandese (cosi come in genere le lingue germaniche) è più vicino all’inglese e quindi per loro è più facile apprenderlo. Parlo per esperienza diretta , professionale e personale: proprio in virtu’ di questa vicinanza lignuistica il loro livello potrebbe essere (e loro sono convinti che lo sia) quasi perfetto ma non lo è. Immaginatevi se la lingua veicolare mondiale oggi fosse lo spagnolo, noi italiani ce la caveremmo alla grande e loro balbetterebbero:) Insomma non è tutto oro quel che luccica e come dice bene Dalila bisogna valutare tanti aspetti senza mitizzarli, e poi magari partire ugualmente ma con consapevolezza!

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  2. Elena
    Elena dice:

    Grazie per l’articolo. Spunti molto interessanti. Finalmente qualcuno che molto in sintesi e molto chiaramente spiega cosa significa trasferirsi in Olanda… che sicuramente non è la panacea di tutti i mali (passami il termine!) quindi prima di fare il grande passo e diventare purtroppo Emigranti pensare bene a dove si vuole trasferirsi, chiedendo consiglio a chi è già lì. E’ logico che ogni caso è un caso a se’ ma ciò non toglie che l’articolo è utile. Lo utilizzerò per dare una mano ai miei amici in Italia che iniziano ad avere purtroppo questa esigenza per la purtroppo sempre più pessima situazione italiana !!!! Grazie Dalila spero di incontrarti in giro per Rotterdam… ti offro un espresso!!! o se preferisci un cappuccino.., se ti accontenti!!! ?

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    • Merry
      Merry dice:

      Carissima Elena. A nessun modo non fidarti alle persone che rispondono sotto i nomi non esistenti. Vedi bene la bici, questa foto con la scatola di legno è una di tanti con le quali “nuovi fascisti” si comunicano. Ciò significa LA MORTE e BARRA. Spero che te saresti salva per via della propria prudenza. Stai attenta, te trovi nella situazione quale loro preparavano i secoli.

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  3. Carlo
    Carlo dice:

    A mio avviso, l’autrice del suddetto articolo non ha demolito nessun mito nei confronti dell’Olanda, e’ stata semplicemente realista!

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