Il diritto al voto agli emigrati italiani all’estero

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Lo scorso 4 marzo ci sono state le tanto discusse elezioni elettorali in Italia e un fortuito caso ha voluto che si votasse anche qui, a Ginevra.

Ora succede questo: all’estero, posso votare per l’Italia, ma essendo qui a Ginevra da meno di otto anni non posso votare per la Svizzera né a livello locale, né nazionale, né regionale.

(Piccola parentesi per emigrati italiani all’estero: iscrivetevi all’AIRE e continuate ad esprimere la vostra voce per l’Italia. Anche se vi dicono che non serve a nulla, votate! Esercitate questo potere democratico! La perdita di un tale diritto è davvero l’inizio di una possibile dittatura. Quindi fatelo, votate. Polemiche a parte, brogli o non brogli. Non perdiamo questo diritto fondamentale di esprimere liberamente la nostra opinione.)

Succede dunque che alcuni dei miei connazionali italiani non siano d’accordo: perché una persona che ha lasciato l’Italia dovrebbe ancora esercitare il diritto di voto?

E dall’altra parte i Ginevrini: perché uno straniero che è appena sbarcato e non capisce niente della Svizzera dovrebbe votare?

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Stando a queste considerazioni, noi, emigrati all’estero, non dovremmo più esercitare il diritto di voto. Né in Italia, né nel Paese ospitante.

Giusto! Lasciateci qui nel nostro limbo. In questo spazio di mezzo.

Potremmo organizzarci come repubblica a parte: la Repubblica degli emigrati italiani all’estero.

Con Parlamento proprio, leggi proprie.

Ma davvero siamo arrivati a tanto?

Davvero aver lasciato il proprio paese è una colpa cosi grande da meritare la perdita di un diritto fondamentale come quello al voto, il diritto all’esercizio della democrazia, dove il voto è uno degli ultimi strumenti rimasti? Davvero meritiamo di essere trattati come i peggiori criminali? Davvero vivere in un Paese che non è il proprio è una colpa?

Davvero la politica locale non ha bisogno del parere di noi stranieri?

No! No, carissimi italiani rimasti in Italia e carissimi amici svizzeri. Io voto!

Perché credo che questa politica, italiana o svizzera, abbia bisogno del mio parere. Non nascondetevi dietro il “non ne capisci, non vivi più in Italia o non ne capisci sei appena sbarcato in Svizzera”, perché, essendo dotati di una buonissima capacità di discernimento, noi, italiani emigrati, forse ne sappiamo molto più di voi. Forse proprio il fatto stesso di essere emigrati ci consente di avere una visione più lucida di entrambi i paesi, quello di partenza e quello ospitante.

Mi piacerebbe poter votare per la Svizzera perché ci vivo, ci lavoro. Mi piacerebbe continuare a votare per l’Italia perché è il mio Paese di origine ed ho un sogno nel cassetto: renderlo migliore di come l’ho lasciato.

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4 commenti
  1. Tatiana
    Tatiana dice:

    Mi trovi assolutamente d’accordo.Io ho vissuto circa sedici anni all’ estero facendo avanti e indietro con l’Italia .Ho una casa e un conto in banca in Italia, sui quale pago le tasse .Ritengo che le questioni economiche italiane che fanno si che io le paghi e quanto, siano assolutamente affari miei.Ritengo che le politiche sociali siano essenziali per me.Per ora non e’ cosi’,ma non si sa mai nella vita,volessi tornare vorrei avere la sicurezza che da anziana sarei trattata decentemente, vorrei avere la sicurezza di avere una pensione che mi facesse vivere senza problemi.Ci sono decine di esempi di cose alle quali tengo per cui vale la pena votare anche quando non si vive in Italia.

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  2. Giulia - Giappone
    Giulia - Giappone dice:

    Devono solo provarci a togliermi il diritto al voto nel MIO paese.
    Posso anche non viverci piu’ ma sono sempre italiana, la mia famiglia vive li’, i miei amici vivono li’ e non e’ escluso che magari un giorno tornero’ a viverci pure io.
    Per queste elezioni mi sono informata piu’ di tante persone che conosco: non solo mi sono letta tutti i programmi elettorali, ma ho discusso con piu’ persone sia all’estero che in Italia per avere tutti i punti di vista e le idee piu’ chiare possibili. Al contrario insomma, se uno ha una coscienza, se vivi all’estero ti informi molto piu’ e vai meno di pancia e piu’ di testa.
    Poi per quel che riguarda il voto nel paese dove vivo, non lo avro’ mai, quindi non si pone il problema.

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