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EMPANADAS DE CARNE

L’empanada è, dopo l’asado – la tradizionale grigliata di carne- il piatto più tipico dell’Argentina che, accompagnato da insalate varie, costituisce un ottimo pasto o un antipasto in cene più elaborate.

L’empanada arrivò in Argentina e in tutta l’America Latina con la colonizzazione spagnola. Gli stessi spagnoli l’avevano probabilmente ereditata dagli Arabi che l’avevano, a loro volta, ereditata dagli antichi Persiani.

Si tratta di una specie di raviolone di pasta lavorata con strutto e farina che viene poi riempita di carne, di manzo o di agnello, macinata o tagliata a pezzi secondo le varianti regionali.

La ricetta che propongo è quella della regione di Buenos Aires.

Questi gli ingredienti:

Empanadas di carne

Ingredienti:

750 g de farina

100 g di strutto

300 cc di acqua tiepida

10 g di sale

1 kg de carne macinata

500 g di cipolla

3 denti d’aglio

250 g di cipollotti

5 uova sode

2 tuorli d’uovo.

Spezie varie:peperoncino, comino, paprika

200 g do olive verdi

  1. g uva passa senza semi

empanadosPreparazione:

La pasta

Fare una piramide con la farina sul tavolo, con un buco nel mezzo. Preparare una salamoia con l’agua bollente e due cucchiai di sale fino, lasciare che si raffreddi per due minuti. Sciogliere in una padella lo strutto, raffreddare un po’ senza che ridiventi solido. Versare nel buco della farina lo strutto e qualche cucchiaiata di salamoia. Mescolare rapidamente, aggiungere, se necessario un altro po’ di salmoia, fino ad unire tutta la farina. Lavorare la pasta fino a che si raffredda e acquista elasticità.

Stendere sottilmente con il mattarello, ritagliare con un tagliapasta o con una tazza da tè dei dischi di circa 10 cm. (o più piccoli per un antipasto o per accompagnare un aperitivo). Lasciar raffreddare.

Il ripieno

Tritare sottilmente la cipolla, i cipollotti e l’aglio. Aggiungere i gambi dei cipollotti tagliati a julienne. Soffrigere con olio d’oliva finché il tutto non diventi trasparente. In una tazza mescolate il  comino ( a me piace abbondante), il peperoncino e la paprika (queste ultime due spezie non sono imprescindibili). Aggiungere tre cucchiai di acqua fredda e  mescolare fino ad ottenere una pasta. Versare sul soffritto e lasciare evaporare un po’ il liquido. Aggiungere la carne, soffrigere, mescolando ogni tanto. La carne dev’essere cotta ma non secca.  Provare e aggiungere eventualmente altre spezie. Tagliare a pezzetti le uova sode aggiungere assieme alle olive tagliate a rotelle e all’uva passa, precedentement fatta rinvenire in acqua tiepida. Salare a piacere.

Far raffreddare per circa due ore prima di cominciare a riempire i dischi. Mettere il ripieno su una metà del disco, ripiegare e cominciare a fare il repulgue, cioè quelle pieghine regolari che si fanno per chiudere e che sono una vera arte.

Mettere le empanadas in una teglia e spennellarle con i tuorli. Infornare a forno caldo, cuocere finché le superfici saranno dorate. Le empanadas possono anche essere fritte in olio di semi ben caldo.

Mangiarle preferibilmente calde (ma sono buone anche fredde o leggermente riscaldate in forno o al microonde)

Naturalmente potrete riempirle a vostro piacere, con carne tagliata a pezzetti (alla moda di Salta), con prosiutto e formaggio o solo con formaggio, con verdure varie. O, ultima moda, tropicali, con ananas, peperoni e salsa agrodolce.

Per fortuna si trovano in ogni supermercato le tapas, cerchietti di pasta sfoglia surgelata di circa 10 cm. di diametro. Il che è un bel risparmio di lavoro e di tempo. Basta quindi preparare il ripieno. Considerando che un Argentino (e anche alcuni miei amici italiani a cui le ho fatte provare) è capace di mangiarsene anche una decina, bisogna armarsi di santa pazienza e se non se ne ha abbastanza meglio ricorrere ai tanti take-away, forni o ristoranti che le preparano, con esiti diversi, e te le consegnano a casa (questo naturalmente in Argentina).

L’ideale sarebbe accompagnarle con dell’ottimo vino rosso argentino, per esempio un Malbec.

E come sottofondo – perché no – un tango di Gardel, se siete nostalgici, o un brano di Astor Piazzolla. O i più vicini Gotham Projects, i re del tango elettronico.

La tavola dovrebbe essere apparecchiata sui toni del  bianco e del celeste, i colori della bandiera argentina. Sperando, però, che fra i vostri ospiti non ci siano tifosi della Roma.

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