Prima di parlare delle tre escursioni da fare nei dintorni di Barcellona, vorrei fare una premessa.

La città di Barcellona è visitata ogni anno da molti turisti, “guiris”, come li chiama la gente di qui. Pensavo che questa parola avesse una connotazione affettiva ma, in realtà, non è esattamente così. La gente locale è sempre più maldisposta nei loro confronti perché si sente invasa, specialmente nei mesi estivi. Sono dappertutto, nella metro, nelle piazze, nei bar, nei negozi, al mare.

A me fa piacere vedere turisti per la strada, soprattutto se li sento parlare nella mia lingua. Mi piace aiutarli quando mi chiedono informazioni e mi danno fastidio i cartelli contro il turismo che spesso tappezzano la città.

Tuttavia, comprendo a pieno le lamentele dei catalani davanti a episodi di inciviltà. Ho visto con i miei occhi giovani irrispettosi girare per la città quasi nudi, come se anche i quartieri residenziali fossero “playa”, gente ubriaca che sporca le strade del centro storico, vomito nella metro e residenti adirati perché non riescono a riposare. Camminare per le Ramblas il fine settimana, di notte, non è uno spettacolo edificante, io lo evito e, come me, tanti altri.

Il fenomeno è molto complesso e ha a che vedere con il capitalismo e con questioni economiche legate agli affitti delle case. Essendo un’espatriata, non mi sento né una residente al 100% né una turista, anche se, ovviamente, mi identifico molto di più con la prima categoria. Per questa ragione, mi fa ancora più male scoprire che, a volte, i responsabili di qualche scempio sono proprio gli italiani, peggio ancora, se sono italiani residenti a Barcellona.

Nonostante l’introduzione, il tema di questo articolo è meno impegnativo. Voglio parlare di tre posti che ho visitato qui in Catalogna e che mi sono piaciuti. Il primo è in una zona periferica di Barcellona, il secondo è una località di mare e il terzo è una località di montagna.

Quest’articolo è dedicato a residenti e a turisti, purché siano educati e rispettosi, sia in Italia che all’estero.

Il parco del labirinto di Horta

Se si ha voglia di lasciare il centro e stare in un luogo fresco e tranquillo per poche ore, consiglio di andare a visitare questo parco che piace a tutti, adulti e bambini.

Escursione a labirinto di Horta

Si tratta di un giardino storico in stile neoclassico appartenente originariamente alla famiglia nobile Desvalls. Fu disegnato nel 1791 da un architetto italiano, Domenico Bagutti. E’ romantico, con cipressi, agapanti e camelie, laghetti con pesci rossi, fontane, statue di pietra e un labirinto in cui perdersi. Una volta aiutai una bambina a uscirne e a ritrovare sua madre. Quando le chiesi il nome, mi rispose che si chiamava “Ariadna”. E allora, per calmarla, le raccontai la storia di Arianna, di Teseo e del labirinto. Tra le varie statue del parco, ovviamente, non può mancare quella dedicata a questi personaggi della mitologia greca.

Al parco di Horta si arriva con la linea verde (fermata “Mundet”). La metro di Barcellona è efficientissima e, in pochi minuti, ci si ritrova in una zona residenziale immersa nel verde e con qualche grado in meno rispetto al centro della città, il che è graditissimo d’estate.

Il biglietto costa poco più di due euro e le domeniche l’accesso è gratuito.

Sant Pol de Mar

Prima di parlarvi del paesino di Sant Pol de Mar, vorrei fare due considerazioni generali riguardanti la vita balneare in Catalogna. Entrambe valgono sia per le città che per i dintorni.

Spiaggia, escursioni

  1. Non esiste la concezione del lido o stabilimento balneare. L’Italia ne è piena e, spesso, si paga solo per entrarci e poter distendere l’asciugamano a terra. Se poi si vogliono anche lettini e ombrellone i prezzi lievitano. Da queste parti, ci sono coste bellissime e libere. Ci si porta l’ombrellone, il telo e il frigorifero portatile e ci si può stare tutto il giorno gratis. Sulle spiagge più affollate e più grandi ci sono i “chiringuitos”, ovvero chioschi con gelati, bevande, tapas e, a volte, anche sedie e tavolini. Le spiagge sono provviste, spesso, di docce, bagnino, giochi per bambini e reti per il beachvolley. A parte il chiringuito, che in genere è più caro rispetto a un bar ordinario, il resto è tutto gratis. In queste spiagge, mi è capitato di comprare “empanadas” (specialità argentina) offerte in una cesta da ragazze argentine, ma non ho ancora trovato nessuno che venda la focaccia pugliese. Italiani che siete qui, pensateci, potrebbe avere successo.
  1. Non ricordo come siano le spiagge nel resto della nostra penisola, ma nel Sud Italia non si vedono donne in topless che prendono il sole; inoltre, ci sono spiagge specifiche per i naturisti. Da quando vivo in Catalogna, per me è diventato normalissimo avere come vicini di ombrellone persone che prendono il sole “come mamma le ha fatte”. La prima estate qui ero un po’ a disagio ma tutto, come sempre, diventa una questione di abitudine. Il topless è molto comune. Il nudo integrale si vede un po’ ovunque, indipendentemente dal fatto che una spiaggia sia considerata nudista o no. Inoltre, è facile imbattersi in un pezzo di spiaggia nudista senza saperlo e senza indicazioni che lo segnalino, non essendo questa separata con lunghi paletti dalle altre. I nudisti sono persone di ogni età e genere e con corpi diversi, dall’atleta all’obesa, dal bambino alla coppia di anziani. Suppongo che qui si viva con meno senso del pudore e con più libertà, e la mia non è affatto una critica, tutt’altro.

Spiaggia e mare, escursioni

Fatte queste considerazioni, torniamo all’escursione fuori porta.

Se siete amanti del mare ma, come me, trovate che quello della città lasci molto a desiderare, vi consiglio di prendere un treno regionale “Renfe” e di andare a nord di Barcellona. I paesini sulla costa, senza arrivare necessariamente alla Costa Brava, offrono un mare più pulito e molto meno contaminato dallo smog cittadino dove ci si rilassa più facilmente. Uno di questi si chiama “Sant Pol de Mar” e si trova a circa 50 km da Barcellona.

La gita si può fare in un solo giorno, con pranzo al sacco e spendendo poco. Il treno ferma di fronte al mare e, camminando sul bagnasciuga, si possono raggiungere delle graziose calette più isolate. Il paesino è delizioso e consiglio di andare a visitare anche la Cappella (“Ermita”) di Sant Pau, che risale al X secolo.

Monastero della Vergine di Montserrat

Questo monastero è un eremo che spunta tra le montagne della Catalogna. Si tratta di un santuario religioso dove pare che, verso la fine dell’800, ci siano state delle apparizioni divine. Non importa se siete religiosi, agnostici o atei; se non siete pellegrini ma amate l’arte, la montagna e le escursioni in mezzo alla natura, visitatelo perché ne vale veramente la pena.

Oltre al monastero benedettino, dove si possono ascoltare i canti gregoriani nella Basilica, vi è la possibilità di prendere la funicolare e raggiungere gli ondulati massicci montuosi, disposti quasi come un anfiteatro. Da qui si dipanano diversi cammini con viste maestose. Sedetevi da qualche parte e meditate.

Escursioni, Montserrat

Consiglio vivamente di dare un’occhiata al tempo prima di organizzare questa gita. Quanto più limpido sarà il cielo, più emozionante sarà la vista del paesaggio tra le montagne. Suggerisco, inoltre, di vestirsi a strati perché, quando si va lassù, la temperatura scende.

Il Monastero di Montserrat si trova a circa un’ora di treno da Barcellona e l’escursione può effettuarsi in una sola giornata partendo dalla fermata di Plaça d’Espanya.

Buona estate e buone escursioni a tutti!

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