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Espatrio a Dubai e pensieri sull’Italia

Penso che un po’ tutte noi, donne – e non solo – residenti all’estero proviamo un mix di emozioni quando pensiamo e parliamo dell’Italia.

Se si tratta di argomenti gioviali, subito un sorriso si manifesta sul nostro viso.

Il bel paese, il nostro paese, così amato e apprezzato all’estero, ci rende orgogliosi di poter dire di essere italiane. Ci chiedono consiglio su dove andare in vacanza, su cosa mangiare e visitare. E subito ci mobilitiamo per sfruttare il nostro network affinché possano loro avere una bella esperienza turistica.

Se invece si parla di politica, futuro, disoccupazione, opportunità, tasse, giovani (e chi più ne ha più ne metta) quel sorriso non si fa proprio vedere sul nostro viso.

Anzi, un insieme di considerazioni negative prende il sopravvento e (almeno io) iniziamo a parlare per ore di quanto sia un peccato aver raggiunto questi livelli di difficoltà e di come sia difficile trovarne una via di uscita.

Sarò sicuramente retorica, ma provo molta rabbia e dispiacere quando penso alle potenzialità che noi tutti abbiamo, alle risorse che l’Italia possiede e a quanto poco queste vengano valorizzate ed apprezzate nei nostri confini natali.

In Italia, alla mia età, non potrei mai sognare di avere ciò che ho qui. Anche se lavorassi il doppio, non potrei permettermi lo stile di vita che invece in soli 24 mesi sono riuscita a raggiungere.

Non tutti i Paesi esteri permettono di crescere così velocemente, forse è anche per questo che gli Emirati Arabi – e Dubai in particolare – suscitano molto interesse. Per questo ci sono cosi’ tanti expats qui e molti di loro fanno poi fatica a tornare “alla vita normale” quando lasciano il territorio emiratino.

glenda-piscina-dubaiPerò, finché possibile, io starò qui.

A Dubai sono riuscita a crearmi una cerchia di amici veri, ad essere apprezzata sul lavoro, a comprare una macchina con le mie sole forze, a visitare posti meravigliosi che molti di noi non sapevano neanche esistessero.

Il Middle East è una regione davvero unica, variegata, con le sue logiche e regole. Ciò che conta è sempre apprezzare la diversità piuttosto che giudicarla. Abbracciarla anziché respingerla, provare e non rifiutare a priori. Che si tratti di ricette culinarie o di vita, di certo ci si arricchisce in tutti i sensi.

Dubai è costantemente in crescita, il suo governo vuole essere tra i primi posti per benessere, tecnologia, sviluppo e turismo.

Ci sta riuscendo molto bene, visto che fino a 30 anni fa qui c’era solo sabbia e adesso ci vivono più di due milioni di persone, di 200 nazionalità diverse, circondati da ospedali di eccellenza, attrazioni turistiche invidiabili, facilities per ogni tipo di bisogno e richiesta. Qui c’è tutto, tutto ciò di cui si ha bisogno. La città è stata pensata e costruita per accomodare le necessità della gente, e viene mantenuta e curata nei minimi dettagli.

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Sapete cosa sarebbe bello?!

Poter copiare alcune delle politiche locali, le più affini ai nostri bisogni, le più adatte al nostro paese. Copiare non potrebbe di certo far male, e noi italiani siamo bravi anche in questo. Siamo bravi in quasi tutto, basterebbe volersi migliorare sinceramente.

Ci vorrebbe un cambiamo culturale in ognuno di noi, che vada dal non sporcare le proprie strade al non votare sempre gli stessi individui.

Sarebbe importante mettere le nuove generazioni al primo posto, prima di ogni business e partito politico. Persone competenti, oneste e sinceramente volenterose di poter aiutare a fare la differenza per tutti, non soltanto per loro stessi. Dovrebbero tutti parlare almeno l’inglese, aver vissuto all’estero, aver studiato ciò per cui adesso si battono. Non disposti di certo a fiacchi compromessi, a far finta di niente, a non denunciare in caso di necessità, a gridare a squarciagola i problemi ma, soprattutto, proporre delle soluzioni credibili e realistiche. A non perdere tempo, anni interi, ad accusarsi tra loro senza poi far nulla di concreto.

Forse questo è solo un (mio) sogno, forse non ho ancora capito molto della vita, sono solo illusioni e speranze che mai si materializzeranno. Visto che ho solo una vita a disposizione però, non posso permettermi di aspettare che tutto ciò un giorno si verifichi.

Forse anche io, egoista, sono andata via per codardia, per stanchezza, per frustrazione. Ma i numeri parlano da sé: tanti (troppi) italiani stanno andando via e a qualcuno di certo questo non dispiace.

Uno in particolare, il migliore tra tutti vista la posizione che ricopre, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Poletti che cito: “…molti italiani vanno all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi”.

E noi che siamo italiani andati all’estero, di certo siamo più sereni a non avere lui tra i nostri piedi.

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4 commenti
  1. Eleonora
    Eleonora dice:

    Come mai hai scelto Dubai? Sono sinceramente incuriosita dalla velocità di crescita e sviluppo…ma é “umano” vivere lì? Mi spiego: La natura fa parte della tua vita quotidiana o é un vago ricordo sommerso dai grattacieli? Inoltre, devi lavorare 24/7 per avere uno stipendio decente per vivere e risparmiare qualcosa, o hai un “balance” che ti permette anche di coltivare i tuoi interessi e avere tempo libero?
    Grazie per le tue risposte 🙂
    Eleonora

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  2. Glenda
    Glenda dice:

    Ciao Eleonora, grazie per il tuo commento. ad Aprile 2015 sono venuta in vacanza a trovare un’amica che viveva qui a Dubai. Io allora vivevo a Dublino e non mi trovavo molto bene in Irlanda (per vari motivi, non voglio annoiarti). Quindi, ho mandato una sola application nella branch della mia banca a Dubai. Dopo 7 colloqui e vari mesi di attesa mi e’ arrivata l’offerta e son partita. A ripensarci, e’ stata la cosa migliore che potesse capitarmi e ne sono molto grata ancora oggi 🙂 E’ umano si, si vive bene, almeno io vivo molto bene qui. Amo il sole, il cielo azzurro, la multiculturalita’, la mancanza di tasse sullo stipendio (e solo il 5% di IVA). Ci sono molti parchi, e si va al mare (ogni weekend per circa 8 mesi l’anno). Fa molto (troppo caldo) in estate ma lo preferisco al gelo. Sono siciliana e quindi non mi lament 🙂 Qui lavoro molto meno che in Italia e guadagno circa 5 volte in piu’ (non solo io eh, ci mancherebbe). Conosco tantissime persone, non solo italiane, che lavorano in diversi settori, che possono dirti la stessa cosa. Ci sono paesi vicini meravigliosi. Esempio: Maldive, Seychelles, Mauritius, Giordania, Lebanon, Sri Lanka, Thailand. Australia (Perth) a “soli 10 ore” etc etc. Io viaggio spesso per piacere e questa cosa mi rende molto felice.

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  3. Barbara
    Barbara dice:

    Ciao glenda io sono.un medico, cardiologa, hai notizie per il mio lavoro?
    Ho 4 figli al seguito, potrebbe essere fattibile??

    Rispondi
    • Glenda
      Glenda dice:

      Ciao Barbara, sono certa ci siano possibilita’ in ambito medico. Io purtroppo pero’ non so dirti molto perche’ non lavoro in questo settore. I medici che mi seguono qui sono entrambi italiani (marito e moglie) e lavorano all’American Hospital of Dubai.
      Qui tutti i centri sono privati, efficienti ed eccellenti e siamo tutti coperti da assicuzioni private pagate dalle aziende in cui lavoriamo. Ti consiglio di contattare altri medici, magari italiani, che stanno qui.

      Rispondi

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