henne-indiano-maniLa mia vita, negli ultimi due anni, è cambiata completamente.

Sono partita dall’Italia passati i trent’anni, lasciando una vita che mi stava stretta, una situazione economica stabile ma insufficiente a “vivere la vita”, un appartamento dove regnavano il silenzio e la pulizia maniacale.

Ero io, con il mio lavoro, la mia casa, i miei sabati sera con una pizza e CSI a farmi compagnia, e le domeniche spese tra lavatrici e muffin alle mandorle che preparavo per chiunque mi facesse da cavia.

E l’amore? Gli amici? I 5-6 figli che avrei voluto?

Doveva esserci altro fuori, oltre CSI, il bucato, la spesa settimanale e le bollette.

Dopo oltre quattro anni in India, sono ancora convinta che la scelta di trasferirmi qui non sia stata dettata dalla voglia di fuggire da tutto quanto avevo (o non avevo) in Italia.

L’India non rappresentava assolutamente la soluzione al malessere generale che mi avvolgeva.

Piuttosto, sono venuta in India perché attirata da tanta curiosità, da una forza che è più forte dell’amore passionale di coppia, più forte della paura dell’ignoto che ci accompagna quando ci si trasferisce in un luogo semisconosciuto.

Senza voler passare in rassegna le mille e una fasi che ho attraversato qui a Delhi, sono gli ultimi due anni a condizionare il mio umore in questo periodo.

Ho conosciuto mio marito nell’ottobre 2015.

Sei mesi dopo, sono andata a vivere a casa sua, dove vive anche la madre.

matrimonio-india-rituale

A dicembre 2016 ci siamo sposati con rito civile, ad aprile 2017 abbiamo celebrato il rito induista a Delhi, a giugno ci siamo sposati in Chiesa a Napoli e, a settembre, ho scoperto di essere in dolce attesa, a quasi 39 anni.

Quando è successo tutto questo? Panico.

Lo ammetto, ho sempre voluto una famiglia numerosa.

Ma quando a 33 anni molli tutto e cambi continente, ripartendo da zero, metti in conto che potrebbe non accadere così facilmente.

A volte è difficile persino fare amicizia in un nuovo paese, figuriamoci stabilire relazioni profonde, sposarsi, mettere su famiglia.

Insomma, le prospettive non erano così rosee. Ma a Napoli abbiamo un detto: “in un’ora Dio lavora”.

Oggi, mentre mi accarezzo la pancia che inizia ad ingrossarsi, sono mille i dubbi e i timori che mi attanagliano.

Voglio sorvolare sulle difficoltà oggettive di cosa significhi partorire un bambino italiano cattolico, con un cognome induista, in un paese che non riconosce la doppia cittadinanza (e per questo ci vorrà un capitolo a parte).

Ora è il momento di affrontare tutte le problematiche relative alla ricerca di un ospedale adatto allo standard europeo, ai costi scioccanti della sanità privata in India, all’iter seguito dalle ginecologhe indiane (ovviamente solo donne) e soprattutto al tipo di educazione che si vorrebbe impartire, così come i valori etici e morali che si vorrebbero trasmettere.

La mia adolescenza non è stata molto facile. Ne ho combinate tante, non sono mai stata veramente serena e mi porto dietro quintali di rimorsi, quelli che poi ti formano e che, speri, un giorno, di risparmiare ai tuoi figli.

Oggi, per la prima volta, sento tutto il peso emotivo della differenza tra Occidente ed Oriente.

Sento il peso tra il modo di crescere i figli nel benessere di una società capitalista e quella secolare, anche retrograda, di un paese contraddittorio come l’India.

Sono in bilico tra il voler insegnare la libertà di pensiero in un paese, che, piano piano, si sta avvicinando sempre più ad una dittatura, e il silenzio stampa sempre e comunque perché “se non sei del partito giusto o della religione giusta” ti può costare caro.

Sono combattuta tra l’insegnare ad apprezzare un buon bicchiere di Falanghina o di Aglianico, immancabile sulle tavole dei napoletani ed il divieto di consumare alcolici fino ai 25 anni, in un paese che non consente il picnic al parco con il classico vinello, perché c’è l’arresto o una multa.

E sono confusa su come spiegare il sesso a mio figlio – che sia maschio o femmina – da cattolica, da donna, da ragazza che l’ha conosciuto troppo presto e che ora vive in un paese spesso in prima pagina per episodi di efferata violenza contro le donne, dove giovani adulti non sposati in cerca di sesso consenziente devono vedersi spiattellati sui giornali e dove l’amore non è ancora in cima alla lista dei motivi per sposare qualcuno, non più della posizione sociale, del cognome, del conto in banca.

Questo mio post, oggi, non è una richiesta di consigli, perché di quelli ne ricevo anche troppi.

Consigli dalle madri italiane che ti dicono di “mantenere le tue origini ed i valori acquisiti nel mio paese” e consigli dalle madri indiane che sembrano direttrici di scuole di comportamento naziste a cui non sfugge neanche un minuto della vita dei propri pargoli.

Mi piacerebbe però condividere questo momento tutto mio con chi si trova nella stessa situazione, a cavallo di due mondi tanto diversi, senza ripudiare quello in cui si è nate e continuando a rispettare quello che si è scelte.

So che, oggi, sono “solo” incinta e che non devo prendere tutte queste decisioni domani mattina.

Ma quando tanti pensieri ti frullano nella testa, forse è meglio tirarli fuori e chiedere una mano a chi, là fuori, ti può capire.

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36 commenti
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao, grazie per il messaggio. Effettivamente immagino che quando diventi madre, insieme al bambino nasce quel legame che-no-so-cosa-sia per cui alla fine, dentro di te, trovi le risposte ai dubbi. sicuramente non le formule magiche ma qualcosa di simile.
      Un caro saluto

      Rispondi
  1. Wabi Sabi
    Wabi Sabi dice:

    Grazie della condivisione. Ti auguro che anche il padre del bambino o bambina si faccia le stesse domande tue con uguale onestà intellettuale e insieme parliate e prendiate decisioni. Una bellissima lettera la tua!

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao, grazie per il messaggio. In realtà mio marito è molto più sicuro di me, sia lui che la sua famiglia non fanno altro che rassicurarmi su quanto sarò una brava mamma e sul fatto che, proprio perchè le mie esperienze non sono sempre state positive, io ho conosciuto anche l’altro estremo e saprò bilanciare meglio. Speriamo hanno ragione 🙂
      Un caro saluto

      Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      ahahaha ciao cara. si in realtà in un paese in cui la mortalità del feto femminile è ancora un dilemma, tutta la famiglia vorrebbe una femmina. Io però sento sarà maschio. Lo saprò in Italia.
      Un caro saluto

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  2. Laura
    Laura dice:

    Auguri! Ci vuole tanto coraggio! A parte il paese scelto, ho un’esperienza simile: emigrata già grandicella, a 36 anni, ho incontrato mio marito qui dove abito, in Francia. Abbiamo due bimbi di due e di quattro anni. A differenza di quanto descritto nel post, prima di emigrare io non volevo figli! La vita può essere sorprendente! Ancora auguri!

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    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao, grazie per il messaggio. Beh, anche mio marito, non pensava di volerne, io ne volevo sei. Ora lui ne vuole tre ahahaha. Stiamo a vedere cosa ci riserverà la vita.
      Un caro saluto

      Rispondi
  3. Tiziana
    Tiziana dice:

    Bellissime considerazioni nel tuo articolo. Io credo che il tuo bambino sarà….quasi un misto di voi. Quasi perché, crescendo in India, assorbira’ moltissimo della cultura indiana, tanto diversa dalla nostra, ma con una mamma italiana amerà profondamente ritornare ogni tanto in Italia dai parenti (2 mesi d’ estate x forza 😉) e magari anche la cucina italiana visti che tu cucinerai anche prelibatezze tutte nostrane. Non è assolutamente facile pensare ora a come sarà il suo futuro ma tu e tuo marito siete ad un passo avanti rispetto alla mentalità retrograda spesso dominante in India ….x cui vedrai che non avrai problemi. Di certo sarà….un cittadino del mondo….come voi ….e come tanti altri. Magari poi decuiderete x un percorso scolastico con l’ inglese come lingua principale, oggi fondamentale!! Ma ora é presto….x cui….step by step. Un bacio grande

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    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao. Concordo su tutto. La scuola deve essere per forza quella internazionale. Il sistema scolastico pubblico in India è pessimo, quindi tutti – expat e non – mandano i figli alla scuola privata. Ovviamente la scuola americana ha costi proibitivi mentre quella francese più accessibili. Tuttavia in quest’ultima, si parlano inglese e francese al 50% e chissà, dopo italiano, inglese e hindi mi sa che pure il francese è troppo per un bambino!
      Un caro saluto

      Rispondi
      • Grazia
        Grazia dice:

        Ciao, siamo italiani e i nostri bambini sono in sistema francese (50% lezioni in FR e 50% in ENG) e una studia Cinese e l’altro Spagnolo. Una volta che il bambino ha la testa allenata ad una seconda lingua, che ne studi 3 o 4 il suo cervello non fa né fatica né confusione. Te la consiglio pienamente…in più se un giorno doveste cambiare Paese il sistema francese lo ritrovi ovunque.

        Rispondi
  4. Stefania
    Stefania dice:

    Cara Susanna, il tuo bimbo /a ti ha scelto perché sa già che sarai una Grande Mamma, e sarà fiero/a di Te.
    Stai tranquilla…. ad ogni problema c’è sempre una soluzione.
    Un caloroso abbraccio! Baci

    Stefania

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao, grazie per il messaggio. Effettivamente, è stata una liberazione scriverlo, ne avevo proprio bisogno, ma se lo rileggo, continuo ad emozionarmi. Saranno gli ormoni?!

      Rispondi
  5. Valentina
    Valentina dice:

    Cara Susanna, nel leggerti penso un po’ a me. 37 anni, expat da 5, vagabonda da 2. Amore non pervenuto. Amo i bambini ma inizio a pensare che potrei non avere figli per mille ragioni. Non sono qui per dispensarti consigli ma per augurarti ogni felicità. Preoccupati solo di insegnare a tuo figlio di essere una persona onesta, rispettosa, gentile. Questo vale per qualsiasi religione e cultura. Ti abbraccio. Valentina Portogallo

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao, grazie per il messaggio. Innanzi tutto ti auguro che la tua strada ti porti dove desideri. Per quanto riguarda i principi da trasmettere, quelli da te citati, onestà, rispetto, gentilezza sono quelli a cui tengo maggiormente. Mio marito li incarna e l’ho sposato per questo e spero prenda da lui.
      In bocca al lupo a te

      Rispondi
  6. Giovanna
    Giovanna dice:

    Quante parole e quante paure. Eccomi, una che ti capisce anche se la mia storia e’ meno complicata, visto che vivo in Europa (anche se il concetto di Europa, non e’ quell’ora che ci fanno credere). Vivi ogni momento come se fosse il più importante della tua vita e lascia che la vita stessa ti dia le risposte per ogni momento… il mondo è grande e luoghi diversi c’è ne sono tanti, forse non sarà né l’Italia, ne’ l’India. 💞

    Rispondi
  7. Alessandra
    Alessandra dice:

    Tanti auguri Susanna! Io vivo in Turchia con mio marito e l’idea di avere dei figli in un paese così diverso mi fa paura…immagino come debba sentirti tu in un ambiente culturale, economico e politico così distante dall’Italia. Sicuramente riuscirai a trovare la formula più giusta per te e la tua famiglia! Un grande in bocca al lupo!

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao, grazie per il messaggio. In questo, conto molto sul supporto della famiglia di mio marito. Ammiro molto le sorelle e vedo come hanno tirato su i figli, dolci affettuosi, rispettosi della figura genitoriale o degli anziani, capaci di prendere decisioni ponderate e soprattutto, onesti ed aperti al dialogo con i genitori. E’ bello avere intorno una famiglia che sai ci sarà per aiutarti a risolvere i dubbi quotidiani.
      UN caro saluto

      Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Grazie Katia, bel complimento. Credimi, mi smuove ancora, ogni volta che mi rileggo ma sono contenta di averlo tirato fuori, perchè tenersi tutto dentro, a volte fa danni.
      Un caro saluto

      Rispondi
  8. Katia
    Katia dice:

    Ciao Susanna,

    Un post vero e forse caldo di qualche lacrima, che versa chi vive momenti topici nei dubbi più profondi. I tuoi dubbi sono gli stessi di ogni mamma, ad ogni latitudine della Terra. Non crucciarti se puoi. Vivi come la tua Madre India ti insegna, nel momento. E momento dopo momento, vivi questa gravidanza meravigliosa. Se questo bimbo o bimba hanno scelto voi due genitori e questa situazione c’è tutta una vita di motivi. Ti rasserenerai quando vedrai il suo volto perfetto e saprai tutto attimo dopo attimo.
    Auguri!!!

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Grazie per il messaggio Katia. In realtà non interagisco molto con le mamme, ho sempre voluto dei figli ma non nascondo che tante cose della maternità mi sono un po’ ostiche e quindi ecco, finora, non ho avuto un confronto con le mamme. Da qui il pensiero di essere un po’ matta e pensare che solo io mi son ritrovata in questa fase ed è il motivo per cui ho voluto tirarlo fuori. Un saluto

      Rispondi
      • Katia
        Katia dice:

        Carissima Susanna, io sono mamma da 14 anni. Potrai sempre trovare una persona su cui contare in me ogni volta che ti andrà. Per parlare di cose “da mamme” e non. Non resterai sola a meno che tu non lo voglia!

        Concentrati sulla tua totale connessione con il frutto del vostro amore che stai portando dentro te! Apri il tuo corpo, il tuo cuore e la tua anima a tutto il candore e allo stupore che il miracolo della Vita sta compiendo attraverso te!
        Tu sei stata creata e adesso stai creando una piccola persona che nascendo, venendo fino a te ristabilirà ogni convinzione, priorità, principio che possedevi. Lo farà comunque. Che venga al mondo in Italia, in India, in Brasile.
        Tieniti solo pronta ad accogliere, a fare “posto” per lei/lui. Il resto verrà piano piano.

        Rispondi
  9. chia
    chia dice:

    Prima di tutto AUGURI! Dopo aver letto il tuo post la faccenda sembra abbastanza complicata in effetti, sicuramente ti trovi in un Paese per alcuni versi diametralmente opposto al nostro. Tuo marito cosa ne pensa? Complimenti comunque per la tua scelta di vita!

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao e grazie per il messaggio. Mio marito non pensa o non vede tutto ciò che vedo io. Per lui è tutto più naturale ma perchè il bambino/a vivrà qui e questo “problema” non lo avverte neanche. Sono io che mi sento un po’ tagliata in due per aver vissuto una vita completamente diversa in Italia fino ai 30 anni passati e quello che invece mi ritrovo ad essere oggi in India. E con questo voglio dire che, ne ho combinate tante, spesso non sono contenta di ciò che ho fatto o non fatto in passato. Per farti un esempio…mi sento un po’ come una mamma incallita fumatrice che con un sigaro gigante in mano dice alla figlia di non fumare perchè fa male ed è sbagliato. Come si fa ad insegnare qualcosa di buono, un valore etico, morale ecc se per primi non lo si segue?
      Ecco, non so se riesco a spiegarlo.
      Un saluto

      Rispondi
  10. Sofia Barelli
    Sofia Barelli dice:

    Sat Nam Susanna. La tua testimonianza è davvero emozionante e mi viene spontaneo ammirarti perché hai avuto ed hai un coraggio incredibile!! Io sono sposata da un anno e mezzo con un uomo indiano. Abbiamo celebrato il matrimonio con il rito Sikh in India, poi siamo stati per un breve periodo in Italia, dove siamo tornati e viviamo ancora da quest’ estate, ma il nostro progetto è quello di vivere in India. Ritieniti una privilegiata cara perché hai un lavoro e la possibilità di gestirti con autonomia. Io ho molte perplessità per il mio futuro e un po’ come te, mi sento in mezzo tra due mondi con realtà profondamente diverse. So già che il mio lavoro, se decideremo di trasferirci in futuro là, sarà quello di casalinga, mamma e moglie stop!! Mi sento in equilibrio precario per tutto ciò perché ho bisogno sì di quei valori radicati che loro hanno, come famiglia e religione, ma ho anche tanta paura di ritrovarmi a vivere limitatamente la libertà che ci siamo conquistate qui in Italia. Sono sicura che hai fatto la scelta giusta per te e la tua famiglia. Poi quando una donna diventa mamma, ha tutte le risposte giuste dentro di sé, non temere andrà bene qualsiasi cosa. Io dico sempre: “Guru Ram Das whit us”(“Guru Ram Das e’ con noi”). Ti abbraccio con affetto. Sofia

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao Sofia, grazie per il tuo messaggio.
      Non conosco la tua situazione ma mi chiedo perchè dici che la tua vita si limiterà al ruolo di nuora/moglie/madre? Ovvero, perchè credi di non avere la possibilità di scegliere di essere altro oltre questo? Io penso che finchè rappresenta una scelta propria, va bene, mentre nel to caso sembra di leggere un’imposizione.
      Se hai voglia di parlarne, contattami pure, troveremo occasione per sentirci.
      Un caro saluto
      Susanna

      Rispondi
  11. Melissa Corbella
    Melissa Corbella dice:

    Susanna sarai una madre spettacolare, ti farai guidare dall’istinto quando lo stringerai fra le braccia e tanti pensieri voleranno via… poi pensa che avrai più di altre madfi da dare avendo in te più culture…. 6 mitica

    Rispondi
  12. Sion
    Sion dice:

    Ciao Susanna grazie del tuo articolo bellissimo sono una madre di 3 bimbi italiani pakistani io di origine coreana ma ho partorito in italia tutti e tre quindi non ho avuto ancora grandi problemi.ma posso immaginare cosa stai passando dovrei partire in pakistan x vedere i suoceri cn i figli speriamo bn!!! India e in pakistan le madri cm dici tu su “consigli dalle madri indiane che sembrano direttrici di scuole di comportamento naziste a cui non sfugge neanche un minuto della vita dei propri pargoli.” e’ assolutamente l’espressione giusta che condivido!!

    Rispondi
  13. SusIndia
    SusIndia dice:

    Ciao Sion, grazie per il messaggio. Wow che mix interessante, Korea + Pakistan = Italia ehehehehe
    Man mano che la gravidanza procede, acquisto fiducia nel senso materno che ogni donna sviluppa naturalmente. Spero di mantenere l’umiltà nell’accettare i consigli di chi ha più esperienza, che siano da parte di indiani, italiani o koreani, non importa. Sicuramente ne farò tesoro. Grazie e tanti auguri anche a te
    Susanna

    Rispondi

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