Una premessa è d’obbligo: io non ho mai sofferto il caldo. Mai.

Da una vita amici e parenti mi prendono in giro per essere la più freddolosa al mondo.
Da ottobre, ogni anno,  mi si vede vagare in giro per casa con la copertina come Linus , soprannome che giustamente mi ha affibbiato mio fratello.
A Parma  ho sempre dormito almeno col lenzuolo anche con 35 gradi e il 90% di umidità.
Alla prima accensione del condizionatore in ufficio negli ultimi tre anni in Italia ho preso la bronchite.
Nell’estate del 2003, la più calda di sempre, in una soffitta della Croazia con circa 45 gradi dormivo coperta.
Ad Agosto in campagna alla sera esco con il maglione di lana e in inverno passo le serate attaccata alla stufa con il pannetto sulle gambe.
Ad Essaouira non ho mai indossato una t-shirt, sempre con la sciarpa, i calzini ed almeno un maglioncino.

A maggio mi sono trasferita a Marrakech e a quel punto tutto è cambiato, non so se sono i 40 anni che avanzano, una menopausa precoce o se davvero qui fa caldo e basta.

Estate

Dicono che quest anno siamo stati fortunati perché parrebbe essere il più fresco da tempo immemore, in effetti fino a fine giugno credevo di aver trovato la mia temperatura ideale, 30 gradi di giorno e 15 la sera, ero la donna più felice del mondo, una pacchia per me che finalmente potevo andare in giro in maglietta e sandali aperti e uscire a cena senza dover prendere su il piumino.
Poi è arrivato luglio e ho iniziato a sentire un po’ il caldo, soprattutto tornando a casa dal lavoro in bicicletta verso le 18.00 quando un vento bollente mi soffiava addosso. Ma, incredibile, non sudavo.
Ho iniziato a credere a quelli che dicono che essendo il clima di Marrakech molto secco al caldo ci si abitua velocemente.
Poi è arrivato agosto e ho capito che quelli che dicono così mentono.

Il più del giorni è comunque sopportabile ma poi se ne infilano tre di seguito in cui la sera non si scende sotto i 30 gradi e lì diventa infernale, non so più dove stare.

Quando alla sera ci sonò 30 gradi

I panni asciugano in mezz’ora; l’acqua fredda dai rubinetti esce tiepida; bevo tre litri d’acqua al giorno e non riesco a mangiare pietanze calde, per non cucinare mi nutro di estratti di frutta e verdura, bacche, muschi e licheni ma quando la fame attacca infilo lo scafandro, avvicino l’estintore e metto su una pentola d’acqua per la pasta; dopo pranzo è impossibile fare qualcosa che implichi un minimo movimento quindi la pennichella è diventata un obbligo.
L’altro giorno, durante un attacco di fame, ho voluto impastare la pizza: la pasta dopo venti minuti era già raddoppiata, alla sera era un blob che teneva mezza cucina e al momento di infornare sembrava di essere in un girone dell’inferno dantesco.
Vago in giro per casa in un vestitone largo e fresco che “Marzotto, spostati!”.
Abbiamo due gatte: Blu, la mangiona, è diventata inappetente mentre Gilda, la chiacchierona, ha perso la parola.
Faccio almeno quattro docce al giorno, partendo dall’acqua calda per arrivare al getto più freddo possibile tenendolo sulle gambe in modo da riattivare la circolazione che si blocca intorno alle quattro.
Se dobbiamo uscire calcoliamo l’orario migliore per poter prendere un taxi senza dover aspettare troppo in strada sotto al sole quindi lontano dall’orario della preghiera e delle partite in tv, ma nel dubbio usciamo con bottiglia d’acqua e salviettine umidificate per bambini.
Io ho un altro trucco, se esco a cena la sera metto una t-shirt bianca sotto a qualsiasi cosa indossi in modo che se inizio a trasudare come una gestante durante il parto non si veda la pezza.
Nei giorni più caldi mettevo delle salviette bagnate a terra, in modo che le gatte potessero rinfrescarsi. Dopo aver letto dei consigli su una rivista ho iniziato a mettere delle bottiglie di plastica nel congelatore per poi infilarle in un asciugamano e posargliele vicino per alleviare loro il calore. Non le hanno mai usate quindi le uso io: la notte dormo abbracciata ad una bottiglia d’acqua congelata.
Ho imparato anche ad addormentarmi nella posizione del loto, così, se per sbaglio mio marito si avvicina gli arriva una ginocchiata in mezzo alla schiena e se ne va.
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