elena magliettaQuesto dell’estate è il periodo secondo me più difficile dell’anno per gli expat. Tutti gli amici in vacanza, tutti i parenti al mare, foto di piedi, cosce e ginocchia su sfondi marini o di montagna, sempre assolati e guarniti di cocktails o gelati… Tutti si ritrovano nelle classiche località di villeggiatura, tutti si organizzano per il meritato riposo e divertimento estivo. Tutti tranne te, che sei nuovo nuovo in questo paese di adozione. Non hai ferie perché hai iniziato a lavorare da poco, non hai ancora tutti i permessi quindi magari non puoi nemmeno passare il confine per i prossimi 2 o 3 mesi e molto probabilmente non hai un soldo da parte perché li hai messi tutti in questa avventura migratoria e stai facendo dei sacrifici per rifarti una vita.
Io di estati così ne ho già passata una e ora arriva la seconda. Ti tiene in piedi l’obiettivo che ti sei data, i risultati che stai ottenendo e il pensiero che, magari, la prossima estate toccherà a te postare su facebook foto di paradisi tropicali. Ti tiene in piedi l’idea fissa che ti ha supportato anche a Capodanno, a Natale, a Pasqua… quando tutti a brindare e te con altri fusi orari a festeggiare con la tua piccola famiglia in una casa nuova o solo con un paio d amiche appena conosciute, lontana lontana dalla cena profumata e la tavolata con 40 parenti, le sere con gli amici, il troppo cibo e le vie del centro intasate.
L’idea fissa che non è importante dove passi i pochi giorni festivi dell’anno, ma dove trascorri tutti gli altri. Non è importante ora trovarsi al baretto della spiaggia con le tue cugine, mettere il costume nuovo preoccupandosi di superare °la prova°, che tra parentesi supereresti alla grande perchè è un anno che corri più veloce della gazzella e con più coraggio del leone tra responsabilità vecchie e nuove. Non è importante il sacrificio di oggiElena cane e piedi vedi chiaramente dove le piccole e le grandi rinunce di adesso ti stanno portando. Certo, ti pesa. Ti pesa perchè ti senti un po’ derubata della vita che avevi pensato per te e che ora stanno vivendo gli altri. Forse una vita troppo uguale a se stessa ma così rassicurante, forse una vita che a guardarla bene ti pare anche un po’ banale ma fatta dipiccole cose buone….
Invece eccoti qui. Sciarpa a luglio, pallida come una geisha giapponese, consapevole che più di un weekend di pausa non avrai, diventata improvvisamente un giocoliere per non far mancare nulla in questa lunga estate ai bimbi che ti sei portata dietro. Quindi costosi campi estivi per imparare un nuovo sport all’aria aperta, babysitter che ti eri ripromessa di non avere più e i classici sensi di colpa….
Così mentre il tuo piccolo mondo virtuale parla solo di dove prenotare l’ombrellone, i tuoi ti mandano su whatsapp immagini di amici abbracciati nel paesino delle ferie di sempre e tutti fotografano senza pietà piatti di spaghetti alle vongole e calici di vino bianco, tu tieni duro. Ti godi i momenti belli e tranquilli che hai al parco con i piccoli, sei felice per ogni buona giornata di sole che fa sembrare Vancouver un po’ più italiana, ti organizzi con le amiche per ingannare il tempo e far terminare le giornate di lavoro con una passeggiate al sole che fa quasi vacanza.
E’ la vita che abbiamo scelto, un po’ per forza, ma la abbiamo scelta e sapevamo che non sarebbe stato facile. Allora ripetiamocelo come un mantra: non sono importanti quindici giorni di vacanza…sono importanti tutti gli altri trecentocinquanta.

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