Un’estate in cammino

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Ero tanto ottimista quando ho iniziato la mia ultima avventura lavorativa che ho cercato di tirare avanti il più a lungo possibile.

Purtroppo, ad aprile, dopo nemmeno un anno, le nostre strade si sono dovute separare.

Per una serie di situazioni non riparabili, sono dovuta andare via.

E’  iniziata subito la ricerca di un nuovo impiego.

La mia attenzione è caduta su un annuncio di una ditta che si occupa di walking tours.

Gite giornaliere senza l’ausilio di autobus da turismo, solo a piedi.

Cercano personale multilingue per fare da accompagnatore locale ai turisti. Nessuna pretesa di fungere da guida autorizzata. ovviamente, ma  si necessita una profonda conoscenza della città.

Ho avuto in testa l’idea di prendere il patentino da guida per tanti anni, ma mai le risorse per farlo, sia economicamente che per il tempo che serve a seguire il corso.

Decido che mi voglio buttare in questa avventura.

Partecipo al colloquio con altre venti persone e veniamo scelti in dieci.

Personaggi assolutamente differenti uno dall’altro.

La maggiorparte sono persone di etnie miste con almeno due lingue madre.

Nelle ultime tre settimane mi sono concentrata nelle riscoperta di quei musei che avevo visto tempo fa.

Mi sono accorta di aver trascorso ore in biblioteca a studiare.

Poi, ho camminato decine e decine di chilometri per vedere cose che non avevo mai visto prima in modo approfondito.

Infine, lunghe passeggiate per tutta la lunghezza del fiume Aker che divide, idealmente, Oslo in due.

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Sono rimasta sbalordita: negli ultimi anni c’è stata una rivalutazione della maggior parte dei musei di Oslo.

Tutto è molto più tecnologico di quanto mi ricordavo.

Sembra che tutti puntino al 2.0.

Il museo della marina ha giochi di ruolo ai quali si può partecipare.

Quello della tecnologia è indirizzato ai bambini ma divertente anche per gli adulti.

Queste settimane ho avuto il piacere di parlare con tanti addetti alle visite guidate interne dei musei. Ho scoperto tantissime nuove cose.

Abbiamo grandi rivoluzioni in vista per quanto riguarda le  attrazioni della città.

Si sposta il Museo di Munch in centro e la Galleria nazionale diventerà molto più grande e moderna di quella di oggi.

Quindi, siamo pronti, si può partire, ora si aspettano le richieste dei turisti.

Il mese scorso è stato eccezionalmente caldo in Norvegia, abbiamo toccato i 30 gradi e questa temperatura è anche stata superata in un paio di occasioni.

Si spera che anche questo sia un incentivo per l’inizio dell’estate.

Sto ovviamente cercando anche un lavoro fisso.

Questa, però, è proprio un’esperienza alla quale tengo tanto e mi auguro che, per me, sia un’estate faticosissima 🙂

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