La pia illusione della calura estiva dura il tempo di una settimana.

Sette, o forse dieci giorni tutti di seguito, in cui l’Olanda raggiunge improvvisamente temperature di 30 gradi e le supera pure.

La cosa strana è che a giugno e luglio ci aspettiamo una media di 20 gradi, con punte di 26 al massimo, non di 32.

Ma esiste l’estate in Olanda?

Sì, esiste. Un po’ per il buco dell’ozono, un po’ per i cambiamenti climatici, un po’ per, anche qui ci possono essere temperature alte da giugno a settembre. Non sono continue, però, e questa è una caratteristica del tempo olandese: è normale oscillare tra sole e pioggia nell’arco di poche ore, e tra caldo e freddo autunnale nell’arco di pochi giorni. Così, ci si ritrova a passare dal vestito estivo agli stivali, dalla sera alla mattina.

Oggi ho preparato una mini-guida per affrontare l’estate olandese da turista. Se avete Amsterdam & Co. tra le vostre mete di viaggio, prendete appunti.

Se non ci sono sempre 30 gradi, cos’è l’estate in Olanda?

I 25 gradi, e forse anche qualcosa meno. Quando vivi qui, tiri fuori la manica corta e butti le calze anche a 21. A 16 vai solo di giacchino che ti copre le braccia. È sempre tutta una questione di prospettive (e di abitudine corporea). Ritenetevi fortunati se trovate giornate calde per tutto il tempo che stazionate nei Paesi Bassi, la continuità è davvero un’eccezione.

Consiglio per la valigia: portatevi cambi misti, inclusa una maglia di lana. Chi vive qui, a giugno sinceramente non la usa, ma chi viene dall’estate italiana potrebbe soffrire l’escursione termica improvvisa. Inoltre, aggiungete un ombrello da borsa: il vero italiano non lo lascia mai a casa, e al 99% servirà.

 

Il sole picchia in Olanda?

Avoglia. Basta andare in bici, lavorare in giardino, sedersi all’aperto e vi ritrovate abbronzati. Io stessa al momento sfoggio una splendida tintarella modello muratore, nera in viso e sulle braccia, con il segno delle bretelle davanti, le spalle bordeaux, e pancia schiena e gambe mozzarì.

Solo che io sono italiana, non mi scotto con 25 gradi e ho un rapporto con le creme solari molto diverso dai miei vicini di casa. E qui andiamo al punto successivo.

 

Si vendono le creme solari in Olanda?

Si vendono e sono un vero business, come le biciclette. Non dimentichiamo che gli olandesi sono commercianti nel dna e sanno come speculare sullo speculabile. Le creme solari rientrano in questa categoria, perché l’olandese medio è di base mozzarelloso e si scotta in due minuti, sotto un raggio solare o sotto uno sguardo intenso. Per evitare problemi e cancro alla pelle (“perché il sole fa male, dobbiamo proteggerci”), si unge al comparire dei 19 gradi e non concepisce come noi non lo facciamo (“ma il cancro non ti preoccupa?”).

Con cosa si unge? Prodotti di marche varie ed eventuali, ma anche in questa nazione non mancano Nivea e Garnier. Attenzione ai prezzi, però, guardate questi:

non ricordo Nivea, ma quelli di Garnier qui indicati sono già a metà prezzo. Li ho visti al supermercato a 35 euro l’uno. Lo giuro.

Consiglio per la valigia: non sottovalutate il potere dei raggi olandesi, portatevi un solare. Se siete fortunati e trovate giornate calde, vedrete che vi servirà. Anche perché qui c’è vento e il vento, si sa, inganna il calore.

 

Posso fare il bagnetto in Olanda?

Italiano? Ahi ahi ahi. Italiano trapiantato? Il bagno se po fà. Mia figlia lo ha fatto in piscina aperta con 19 gradi, senza provare freddo. È la solita questione delle prospettive e dell’abitudine.

Piscine nella nazione, comunque, ce ne sono quante ne volete. Supponiamo che siete qui e andate al mare, oppure a un beach club locale; magari avete la piscina in albergo, oppure siete dei pesci nati e avete disperato bisogno di nuotare; o ancora, volete tentare il rimorchio di pseudocrucco e pseudocrucca sfoggiando il fisico. Per tutte queste eventualità, vi servirà un costume e acquistarlo qui è un incubo paragonabile a cercare il famoso ago nel pagliaio. Se infatti di solari è pieno, lo stesso non si può dire dei costumi. Potete trovarli sicuramente da H&M, in negozi di articoli sportivi, o in una catena di negozi di biancheria intima che si chiama Hunkmoller: con quel che costano ci pagate una cena al messicano e tutti i bikini sono venduti rigorosamente spaiati. Se tentate in altri negozi: buona fortuna, io non sono riuscita a trovare nulla e ne ho girati almeno altri dieci.

Consiglio per la valigia: se siete già ad Amsterdam, potete tentare da Primark. Ma davvero, fatevi accuort’: passate dal cinese sotto casa prima di partire. Anche i disegni stampati saranno migliori.

 

Gelatino?

“Ijsje?” Se leggete questa domanda, la risposta può essere sì come no. Se la domanda è affiancata a un nome italiano, di norma dite sì. E ora sveliamo il mistero: ijsjie sta per “gelatino”. Ijs è il gelato. Ci sono anche quelli della Algida, a proposito, che qui si chiama Ola. Li riconoscete perché il logo del cuore è sempre lo stesso.

Per finire

Chiudo questa carrellata estiva che mette calore solo a leggerla con suggerimenti extra per il vostro bagaglio. Più una considerazione finale.

Cose insospettabili da mettere nella valigia estiva

Oltre al solare e alla maglia di lana, mettete scarpe non di tela, perché se piove altrimenti non le usate per due giorni e poi non potete uscire (anche se qui non frega niente a nessuno se andate scalzi). Alle donne consiglio anche dei collants.

Aggiungete delle infradito: se fa caldo, rimpiangerete di non averle portate. In alternativa, potete comprarle qui a basso costo, ma dal momento che l’estate viene introdotta anche intorno ai 20 gradi come abbiamo visto, le infradito si vendono da fine aprile e tra poco le tolgono, per fare posto al “benvenuto autunno”.

Completate con un abito sfacciatamente estivo, di quelli da spiaggia che avete comprato al negozio di Riccione. Fatelo sul serio, o la vostra unica alternativa potrebbe essere questa:

Munitevi di contanti. Se uscite dal circuito turistico vi serviranno, perché quasi tutti i supermercati e anche diversi negozi non accettano carte di credito estere. In alternativa, cercate un bancomat: si chiama Geldautomaat e si trova ovviamente nelle banche, in tutti i supermercati e, di tanto in tanto, infilato nei muri.

Ah: pillole per il lattosio, se siete intolleranti.

Ah, e pure un antiacido. Pare che molti italiani abbiano difficoltà a digerire la cucina locale.

 

Cose da dimenticare a casa (in qualunque stagione)

Il paracetamolo, che con quella scatola ingombra e basta. In Olanda infatti si vende in qualunque supermercato o nelle catene tipo Etos e Kruidvat, quindi in versione fai-da-te e senza passare dalla farmacia.

I tacchi a spillo: la pavimentazione locale è perfetta per far incastrare gli stiletti.

 

La considerazione finale: e gli italiani trapiantati in Olanda come vivono l’estate?

Festeggiamo con trombette, frizzi, lazzi e cotillons.

Nah.

Scopriamo di esserci olandesizzati, in un misto di disappunto, gioia e timore. Disappunto perché, da bravi italiani, ci teniamo a ribadire il nostro amore per le alte temperature e a prendere bonariamente in giro gli pseudocrucchi che chiedono chili di ghiaccio sopra i 25 gradi. Gioia perché possiamo dire anche noi “evviva, è arrivata l’estate” appena il termometro passa i 24, e le nostre ascelle sono capaci di autoconvincersi del concetto.

Timore perché stiamo sudando. A 28 gradi. In Italia squaglieremo.

E comunque, lo faremo felicemente.

 

 

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4 commenti
  1. rossella
    rossella dice:

    Ciao Paola, leggo sempre con molto piacere i vostri articoli, soprattutto in vista del mio trasferimento in Olanda. Vorrei chiederti se il tuo suggerimento di portare pillole per l’intolleranza al lattosio (io sono altamente intollerante) deriva dal fatto che in Olanda non si vendono i prodotti senza lattosio. Neanche il popolare Albert hijn? Dankjewel 🙂

    Rispondi
    • Paola - Amsterdam
      Paola - Amsterdam dice:

      Ciao Rossella! Grazie per il tuo messaggio. Stai tranquilla, nei Paesi Bassi si vendono i prodotti senza lattosio, anche nei normali supermercati, incluso il popolare Albert Heijn. Il mio suggerimento è dedicato a chi vive questa terra da turista, magari solo per qualche giorno, e non riesce a resistere a tutte le tentazioni culinarie. In bocca al lupo per il tuo trasferimento! 😉

      Rispondi
  2. Carla
    Carla dice:

    Ciao Paola,
    Molto carino il tuo articolo, l’ho letto con molto piacere. Essendo nata qui, certe cose non le noto quasi più ed è divertente leggerle.

    Rispondi

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