amiche-cuore

I meandri della Rete

 “Le amiche del cuore non esistono, Catia.

Con voce leggermente insolente e l’atteggiamento lasciato cadere un poco dall’alto, ascoltavo, sbalordita, le parole della donna che, fino a quel momento, pensavo essere una delle mie più care amiche a Singapore.

“Alla nostra età non esistono le amicizie speciali, le amiche del cuore come quando eravamo ragazzine: esistono le amiche del caffè, quelle dell’aperitivo, quelle della scuola del bambino e si sta con tutte, a seconda delle occasioni.”

Quest’affermazione, enunciata in maniera precisa e diretta come il testo di una regola diffusa e, solo a me sconosciuta, dal mio cervello era recepita come sinonimo di relazioni cordiali e rispettose, veloci e superficiali e talvolta di convenienza.

La conversazione prendeva luogo al telefono, una mattina di pochi mesi fa, nei minuti normalmente dedicati al relax di una buona tazza di tè o di caffè. Io avevo telefonato alla mia amica per confidarmi di un importante fatto personale ma, il dialogo, inaspettatamente, aveva preso altre pieghe e, in quel momento così sensibile ho preferito prendere atto delle sue parole senza commentare. Dopotutto, forse, poteva avere ragione.

In verità, però, non riuscivo a fare del tutto mio il suo punto vista e, ormai, ero mentalmente lontana da quel dialogo che, comunque, stava continuando; ero già voltata via, assorta in un altro pensiero, prestavo attenzione al distacco che, istintivamente, stava facendosi spazio fra me e lei. Ma non ero triste, al contrario, ero alquanto divertita di me stessa; mentre lei continuava a parlare, io, confusa fra i miei pensieri contrastanti, ho all’improvviso realizzato una grande verità e, quasi burlandomi della mia intelligenza, mi son chiesta: “Non avrò mica sbagliato ancora?”

Eh sì, perché a quanto pare ho un incredibile difetto, un’imperfezione di cui sono molto consapevole, ma che ogni tanto dimentico presa dal mio entusiasmo e dalle mie passioni. Un’irregolarità nei miei dati genetici, la definirei, programmati, purtroppo, per elargire affetto alle persone con cui mi trovo particolarmente bene e, che molto spesso, non ricambiano con altrettanto sentimento: parlo del solito affetto non corrisposto o, semplicemente, di parametri e valori di amicizia diversi; errori di valutazione quotidiana abbastanza diffusi, apparentemente, lamenti che ho potuto sentire grazie a voci ascoltate sia nella comunità a Singapore, sia in quella in Italia.

Per l’amor di Dio, ho preso coscienza di me tanti anni fa ormai, poiché io, di delusioni, sono una grandissima collezionista!

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa!
Lo ammetto!

Sono troppo sensibile, mi dice un’altra carissima amica! Ma oggi sono cambiata e, salvo non si tratti di importanti sgarbi o cattiverie, prendo queste situazioni con mooolta più filosofia di una volta e mi faccio pure la ramanzina quando per un attimo ci ricasco.

La mia bella ramanzina, a seconda dell’umore quotidiano, può esaltare la scanzonata autoironia romagnola oppure la sorridente e sanguigna cantilena napoletana e, per questa storia in particolare, ha vinto il mio amore per Napoli:

“Ma che stai facènn? Sarrà che tu fuss’ scèma? U’ bbene s’à da rà a poco a poco, mai se po’ sciupà troppo.
E poi, distanza! Mantién’ e’ distanze!”
Distanze adeguate con gli uomini aggia tené: mai che li sfiori con un dito, questi si fanno un viaggio erotico!
E stesse distanze anche con le donne aggia tené: mai che con loro stai bene, queste ti rimandano subito al via col doppio delle distanze di partenza! E cù i passi luòng e spartut’!

E ho continuato a rimproverarmi divertita: “Come hai fatto, piuttosto, a non accorgerti che sei stata l’amica del telefono? La spalla del bisogno? Ma che per andare a divertirsi lei è uscita con altre persone al posto tuo?”
“A spassatélla e sta’ o’ posto tuio,  hé capito?”

Ah! Ah! Ah! Mi sento proprio come in una commedia di Eduardo:
“Figlia, figlia mia, ma che fai? Sta’ addritta si nò piglio u’ battipanni!”
E mentre, metaforicamente, mi sculaccio nel sedere “cu’ battipann”, molte altre donne, sotto sotto, piangono la solitudine, mentre il problema sociale dilaga:
“Chiàgn, chiàgn ca a mamma ha fatt’i gnocchi.
Abbasta mò! Nun me chiàgn’r
 tropp vicino ca me rai fastidio e poi ò’ccafé cu te nunn’o veng a bevere chiù!”

Problema sociale? Forse non è un problema sociale, perché alla fine gli anni passano e poco cambia di questo discorso che ormai è cotto e ritrito, forse le persone amano lamentarsi senza impegnarsi troppo o, forse, è proprio il mio entusiasmo a essere eccessivo e, infatti, piano piano, lo frusto e lo imbriglio calmandolo, cercando di contenere anche le mie strane idee, ma soprattutto, le mie strane aspettative: sempre troppo esigenti!!!
“Mamma mia cumm sì difficile! Mamma mia! Nun m’ ce fa penzà! Sì esaggerata!”

Quasi istantaneamente, quindi, ho ri-focalizzato le mie priorità e, senza dimenticarmi di riempirmi gli occhi della mia splendida Singapore e del suo verde lussureggiante, mi sono catapultata nei miei impegni, serena come non mai, senza farmi più sentire né dalla mia amica, né da tutte le altre presunte tali.

Sono tante le conoscenti, invece, che ultimamente si sono fatte spazio nella mia vita grazie a opportunità di progetti interessanti.

Donne in gamba con cui ho il piacere di condividere il mio tempo prezioso, un gruppo di belle persone con cui, a Singapore, condivido progetti di vario genere e con le quali non c’è troppo tempo da perdere, anzi, siamo felici quando riusciamo a rendere concrete le nostre idee in poco tempo, con grande soddisfazione di tutte.

Conoscenti, non le amiche del cuore, quelle, infatti, non esistono…

Ma è proprio vero che bisogna essere così sobrie e asettiche per portare avanti le relazioni? È proprio vero che non bisogna concedersi troppo per non rimanere deluse e sprecare affetti, limitandosi alla dimensione della conoscenza?
I parametri categorici di questa nuova realtà si rifanno vivi fra i miei pensieri.

Eppure, io considero già speciali queste mie conoscenti e ho anche persone davvero importanti nella mia vita, persone da cui ricevo tanto e a cui penso di dare altrettanto e, che ho la pretesa di chiamare amiche o amiche vere o amiche del cuore. E come dovrei chiamarle altrimenti?
“Accuminciamm’ nata vota ancora?”

Quando tutto sembrava accettato e decantato, però, ecco che nuove sorprese non si sono fatte aspettare…

Recentemente ho partecipato a un corso creativo online, via Skype, un progetto a cui tenevo in maniera particolare, un’esperienza nuova. In questo reale spazio virtuale ho incontrato quattro ragazze che sono state capaci di mostrarmi che, invece, tutto è relativo e, a volte, positivamente sorprendente.
Il progetto creativo a cui abbiamo aderito ci assegnava settimanalmente dei compiti che avremmo, di volta in volta, corretto assieme. Questi esercizi, ci hanno dato la possibilità di esporci a livello personale e nessuna di noi si è tirata indietro, ma tutte hanno collaborato e dato il massimo di sé, in piena libertà di esporsi come di trattenersi, fra sorprese, pianti e risate a crepapelle.
“Zitta! Zitta! Nun parlà tropp’ ca si sent’n pigliano e’ distanze. Fatti furba. Fatt’i cazzi tuoi!  Ridi chiàn’, nun  t’ fà sentì tropp’ si no e’ spavient’ e se ne vanno…”, il riverbero della ramanzina saggiamente riecheggia.

Ma nell’ascoltare i nostri racconti, settimana dopo settimana, non solo abbiamo imparato a conoscerci ma anche ad apprezzarci, a stimarci profondamente e, udite udite, ci siamo anche affezionate!
“S’ntite, s’ntite ca chesta è n’ata  farsa. Sì a solita che crér’a tutto, a solita che s’ venne a nu surris’ e’ complicità. Statti zitta, mantién’e distanze e nun penzà tropp’…”

E, invece, abbiamo creato una certa sorellanza che mi ha dato la possibilità di assaporare un aspetto speciale nella complicità fra noi donne, a me prima sconosciuta.
“E stai a véré ca sta figlia ha  truvat’ l’amiche dò core! L’amiche dò core 2.0!”

 «2.0: …insieme di tecnologie e interazioni sociali da tali tecnologie rese possibili che si sviluppa attraverso la rete in quanto specifica piattaforma connettiva…»
Cit. Treccani

Proprio così, un’interazione sociale fra un’amica in Francia, due in Svizzera, una in Danimarca e una a Singapore, che si è sviluppata grazie alle tecnologie attraverso la rete. Un’esperienza imprevedibile, che nessuna di noi cercava espressamente, né tanto meno pensava possibile in questa dinamica virtuale.

Invece, proprio in quella rete, oltre alla connettività delle tecnologie, si è mosso anche il nostro tessuto connettivo, quello più profondo: sono corse le nostre emozioni, i brividi, la comprensione, il supporto, la vicinanza, la sorellanza, l’affetto e tutte quelle sensibilità che, troppo spesso, le persone che si trovano a due passi di distanza reale non sono capaci di offrirsi.

La distanza ci unisce

Le Amiche del Cuore 2.0

È stata elargita la generosità e la spontaneità d’espressione, nella più totale libertà di lasciarsi andare come di trattenersi, di raccontare come di lasciare in sospeso, creando ogni volta piccole, grandi opere che, spesso, abbiamo regalato al nostro pubblico in rete.
Siamo cresciute, siamo migliorate e siamo pronte per una nuova avventura assieme, espressamente desiderata assieme, prossimamente.

Infine, abbiamo un altro grande progetto riservato al nostro primo incontro reale, che avverrà nel paese di una o dell’altra o, in Italia. Faremo una bellissima foto dei nostri piedi nudi: gli uni sugli altri, mescolati o mentre si danno i calci, con le dita stirate o arricciate e le unghie colorate, proprio come fanno le ragazzine.
Sì, proprio loro, le ragazzine che ancora vivono in noi, quelle ragazzine che ancora sognano, che non hanno paura di scambiarsi affetto, di concedersi, di parlarsi apertamente di ogni cosa e di credere che l’amicizia, anche se a distanza, può esistere.

Noi siamo ancora ragazzine, cresciute nelle vere donne che siamo oggi, con tutti i nostri piccoli e grandi problemi che prendiamo in mano e che risolviamo, per poi tornare le ragazzine di sempre che continuano a vivere e a sognare liberamente.

È proprio la libertà di questo spirito, la libertà di poter essere se stesse senza sentirsi giudicate, potendo vivere il proprio carattere confrontandosi in maniera propositiva, ragionando e valutando, di volta in volta, le eventuali sfumature da raffinare, che rende unica questa nostra esperienza virtuale diventata realtà; per poi tornare a ridere, tirando fuori quell’ironia che, a volte, è così difficile da strappare alle situazioni.

E mentre scrivo, ogni tanto mi distraggo, rapita dal pezzo di foresta tropicale che si affaccia alla mia grande finestra in soggiorno; divago, riflettendo sui contrasti fra la natura più vera e primitiva di questo mondo a confronto con la natura dell’attuale futuro, la rete: due dimensioni così divergenti e indispensabili al contempo, capaci, a sorpresa, di emozioni inaspettate in un mondo che cambia troppo velocemente per poter essere compreso appieno. E, mentre rimango senza tutte le eventuali risposte, torno col pensiero alle mie amiche del cuore 2.0, a come ci siamo trovate e, alle vere donne e splendide ragazzine che siamo.

Ce vulimm’ bene assai ovéramente!

Dedicato a Emma, Katia, Annalisa e Valentina.


Traduzioni del Napoletano in Italiano

Ma che stai facènn? Sarrà che tu fuss’ scèma? U’ bbene s’à da rà a poco a poco, mai se po’ sciupà troppo. E poi, distanza! Mantién’ e’ distanze!
Ma che cosa fai? Non sarai mica stupida per caso? L’affetto si da poco a poco, mai ne venga sprecato troppo. E poi, distanze! Tieni le distanze!

Aggia tené
Devo tenere

E cù i passi luòng e spartut’!
E a passi lunghi e distanziati!

A spassatélla e sta’ o’ posto tuio,  hé capito?
A divertirsi al posto tuo, hai capito?

Figlia, figlia mia, ma che fai? Sta’ addritta si nò piglio u’ battipanni!
Figlia, figlia mia, ma che fai, riprenditi o uso il battipanni!

Cu’ battipann
Con il battipanni

Chiàgn, chiàgn ca a mamma ha fatt’i gnocchi. Abbasta mò! Nun me chiàgn’r tropp vicino ca me rai fastidio e poi ò’ccafé cu te nunn’o veng a bevere chiù!
Piangi, piangi che la mamma ha fatto gli gnocchi. E basta! Non piangermi troppo vicino che mi dai fastido e poi il caffè con te non vengo a berlo più!

Mamma mia cumm sì difficile! Mamma mia! Nun m’ ce fa penzà! Sì esaggerata!
Mamma mia come sei difficile! Mamma mia! Non mi ci far pensare! Sei esagerata!

Accuminciamm’ nata vota ancora?
Ricominciamo un’altra volta ancora?

Zitta! Zitta! Nun parlà tropp’ ca si sent’n pigliano e’ distanze. Fatti furba. Fatt’i cazzi tuoi!  Ridi chiàn’, nun  t’ fà sentì tropp’ si no e’ spavient’ e se ne vanno.
Zitta! Zitta! Non parlare troppo che se ti sentono prendono le distanze. Fatti furba! Fatti i cazzi tuoi! Ridi piano, non farti sentire troppo, altrimenti si spaventano e se ne vanno.

S’ntite, s’ntite ca chesta è n’ata  farsa. Sì a solita che crér’a tutto, a solita che s’ venne a nu surris’ e’ complicità. Statti zitta, mantién’e distanze e nun penzà tropp’…
Udite, udite che questa è un’altra farsa. Sei la solita credulona, la solita che si vende a un sorriso e alla complicità. Stai zitta, tieni le distanze e non pensar troppo…

E stai a véré ca sta figlia ha  truvat’ l’amiche dò core! L’amiche dò core 2.0!
E stai a vedere che questa figlia ha trovato le amiche del cuore! Le amiche del cuore 2.0!

Ce vulimm’ bene assai ovéramente!

Ci vogliamo davvero tanto bene!

amiche-cuore

concorso-letterario

Concorso Letterario per Racconti:

“Expat, le paure ed il coraggio delle Donne”.

Leggi il bando

14 commenti
  1. Annalisa
    Annalisa dice:

    Catia ti adoro!!!
    Meraviglioso, poesia pura, come solo tu puoi fare. Mi sono emozionata, intenerita, ho riso a crepapelle, ho ricordato le nostre confidenze, la nostra spontaneità e la semplicità nel mettere a nudo la nostra anima. Un’esperienza davvero unica e meravigliosa che mai avrei creduto possibile con un mezzo che, a detta di tutti, sembra essere così freddo e spersonalizzante come il web. Leggendo questo testo stupendo un’emozione ha prevalso su tutte: l’orgoglio e la felicità di far pare di tutto questo. Sono davvero fiera di essere un’amica del cuore 2.0.

    Rispondi
    • Catia Singapore
      Catia Singapore dice:

      Ecco, vedi, mi commuovi. Sappi che io penso lo stesso ogni volta che leggo o ascolto i tuoi racconti e quelli delle altre nostre amiche del cuore 2.0.
      Ogni volta vorrei essere un po’ come voi, che siete magiche nello scrivere e nell’esprimervi.
      La nostra storia è stupenda. Sono felice che ci appartenga!
      Ti abbraccio forte.
      Catia

      Rispondi
  2. Katia
    Katia dice:

    Grazie Catia!

    Che bel riassunto emozionante della nostra amicizia nata in rete. Una “rete” di piccole e grandi confidenze nella quale siamo finite tutte un po’ á turno, senza deciderlo, in modo naturale e spontaneo, che ci ha “protette” invece di farci scivolare giù in qualche caso, e ci ha dato quel vigoroso rimbalzo verso l’alto, dove volano tutti i nostri divertiti entusiasmi, le nostre battute ironiche e dove risuonano le nostre risate, i nostri sospiri e la commozione che di tanto in tanto abbiamo condiviso!

    Con amicizia,

    Katia con la K.

    Rispondi
    • Catia Singapore
      Catia Singapore dice:

      Amica Katia con K! Che belle cose e che bella avventura. La nostra rete l’abbiamo intessuta piano piano, e quando si è aperta, tesa, si è presentata robusta. L’abbiamo poi decorata di risate ed eccoci qua. Entusiaste e contente, ma anche serie e concentrate quando serve. Una sorpresa stupenda, che merita di essere raccontata, perché questa è la bellezza di cui le persone possono essere capaci.

      Ti abbraccio.
      Grazie.

      Con Amicizia.
      Catia con la C.

      Rispondi
  3. Valentina valvo
    Valentina valvo dice:

    Carissima Catia, come sempre le tue parole sono riuscite a far passare un brivido sulla mia pelle. Quelle parole che sgorgando così fluentemente dalla tua tastiera sono riuscite a rendere perfettamente chiaro e nitido quanto sia importante al giorno d’oggi l’micizia 2.0 e in barba a tutti i diffidenti … ti posso confermare che … noi ci vulimm’ bene o’veramente!!! Grazie di ❤️

    Rispondi
    • Catia Singapore
      Catia Singapore dice:

      Amicaaaaa! Non c’era molto da pensare per scrivere questo articolo, è venuto molto spontaneo, dovevo solo star dietro alla mia mente e al mio cuore che dettavano. Noi ci vulimm’ bene o’veramente! In barba a tutti! 😀 Grazie a te!!!

      Rispondi
  4. Valentina
    Valentina dice:

    Testo magnifico, Catia. Esprimi concetti importanti e mai banali in modo chiaro, intelligente. Nelle tue parole c’è pancia testa e cuore.
    Hai stile, e io credo questo sia solo l’inizio di un periodo di grandi sorprese e soddisfazioni per te. 🙂 Ti abbraccio

    Rispondi
    • Catia Singapore
      Catia Singapore dice:

      Evvivaaa! Grazie Elsa!
      Mi fa molto piacere aver trovato il tuo riscontro. Io credo sia importante far conoscere e condividere, la vita mette spesso alla prova ma regala anche tante opportunità, bisogna saperle cogliere!
      A presto!
      Un abbraccio
      Catia Singapore

      Rispondi
  5. Margherita
    Margherita dice:

    Mai celebrazione fu più appropriata visto che oggi anzi ieri era la giornata mondiale dell’amicizia. Ma VIVA le cadute perché senza quelle non saremmo in grado di assaporare a pieno certe conquiste… del cuore.
    E con un ironia e autoironia così ne prevedo tante di 2.0 .
    Buona fortuna.. in napoletano non mi viene peccato😉

    Rispondi
    • Catia Singapore
      Catia Singapore dice:

      Grazie di cuore Margherita. Davvero gentile in questo tuo commento! Grazie per avermi scritto! Le cadute del cuore sono difficili da comprendere all’inizio, poi crescendo, riescono ad avere una loro dimensione e comprensione. L’importante è rimanere sempre aperte a nuove possibilità e realtà. Le belle persone esistono e ci arricchiscono. Un grande abbraccio! Catia Singapore

      Rispondi

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