Expat in Belize: 6 cose da sapere più 1 curiosità

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Nel momento in cui ho messo piede in terra beliziana, per la precisione, in aeroporto, la mia impressione ed esclamazione è stata: “Ma è così vecchio il Belize?”.

Con “vecchio”, intendo arretrato e, su certi punti, ancora antico e bigotto.
In internet non trovi molte informazioni su questo piccolo Stato in Centro America. Così, senza averci mai messo piede prima, con una casa trovata, per caso, su internet, abbiamo deciso comunque di iniziare la nostra nuova vita un po’ alla cieca e senza conoscere minimamente il paese, i costumi, le tradizioni e le persone che ci vivono.

Ad oggi ci siamo quasi adattati completamente alla vita del posto, ma questi primi mesi non sono stati facili.
Con il senno di poi, consiglierei a chiunque volesse espatriare di vedere prima il luogo che lo ospiterà.

Trasporti e strade

strade-belizeIl Belize è un paese vecchio e arretrato perchè qui non esistono le comodità.

Se pensi che troverai un treno o qualcosa di simile, ti sbagli. Per muoverti devi avere una macchina o una bici; altrimenti, puoi scegliere un taxi, ma solo nelle grandi città – dove vivo io non ci sono.

In alternativa: gli autobus. Avete presente lo scuolabus giallo dei Simpson? Ecco, identico, cambia solamente il colore; qui li abbiamo blu, marroni o rosa.

Per fare circa 150 km in bus ci vogliono più o meno 4 ore e questo viaggio non è una passeggiata, perché le strade asfaltate sono solamente due e sono quelle che tagliano il paese a metà. Tutto il resto è strada sterrata piena di buche.

Il primo giorno che abbiamo preso il bus per arrivare alla nostra destinazione e alla nostra nuova casa, abbiamo riposto le valigie, che contenevano tutta la nostra vita in quel momento, nella parte terminale. Non esistono scompartimenti porta-valigie dove riporre al sicuro i tuoi bagagli, ti devi accontentare di non avere l’occhio costantemente attaccato al tuo bagaglio.

Il bus, con il sopraggiungere della notte, aveva spento le luci per permettere a chi volesse di dormire, ma anche, a chi voleva, di mettere le mani dentro ai nostri bagagli. Fortunamente, in quei rari secondi in cui la luce si accendeva, mi giravo di scatto verso i bagagli, e proprio in quell’istante ho notato un ragazzo ubriaco che

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 frugava valigie. Ci sono stati attimi di tensione tra noi che difendevamo le nostre cose e lui che assieme ad altri amici ubriachi affermava di non aver toccato niente. Tutto questo è successo perché gli autisti e i controllori permettono di far acquistare e bere alcolici, in un mezzo pubblico, senza nessuna limitazione.

Fortunatamente abbiamo perso solo due bastoni da trekking, tutto il resto è filato liscio. 

Oltre ai bus abbiamo gli AEREI, ma dal nostro aereoporto partono solo voli super costosi, per fare all’incirca 2h di aereo, verso gli Stati Uniti, i prezzi sono alle stelle, sfiorano i 500€; quelli interni sono un pò più economici, all’incirca 250 €. Cosi, per poter viaggiare, non ti resta che trovare un volo che parta dal vicino Messico (per la precisione CANCUN), solo che per arrivarci devi fare all’incirca 10 h di bus, per niente comoda nemmeno questa alternativa.

Case

case-belizeArrivati nella nostra nuova casa, a pochissimi metri dal mare, noto subito un particolare: non esistono le finestre. Ogni mattina sei svegliato dal cinguettio degli uccelli, ma soprattutto dalla luce, perché non esistono balconi o tapparelle ma degli “scuri” (che non fanno buio) che si aprono e chiudono tramite una rotellina: sono un po’ difficili da spiegare perché non hanno un nome tecnico.

La nostra è una casa in muratura e con lo stretto necessario per vivere. Ma le case non sono tutte in mattoni: i locali vivono nelle baracche di lamiera.

Il nostro piccolo villaggio è ricco di pescatori che lavorano solo una parte dell’anno, per il resto del tempo sopravvivono come riescono. Questo, dal mio punto di vista, non è un bene, perché nella stagione degli uragani potrebbe esserci un rischio, anche se remoto, che vengano spazzate via. Per legge, se c’è un allarme uragano, chi ha le case in mattoni deve ospitare chi vive nelle baracche.

In casa abbiamo l’acqua calda, siamo fortunati. Il gas lo abbiamo solo per cucinare, attraverso una bombola riposta fuori dalla casa che solitamente dura un mese; ci viene ricaricata dai camion che passano tutti i giorni nel villaggio.

Su ogni porta e finestra ci sono le zanzariere. Ai Tropici, le zanzare sono portatrici di malattie gravi.

Abbiamo già avuto degli ospiti interessanti e paurosi, come serpenti velenosi, scorpioni, ragni, gechi e formiche giganti!

Clima

Il clima in Belize è umido, la percentuale è molto alta, sudi spesso. E’ sempre caldo, raramente si raggiungono temperature sotto i 20 °C. Da gennaio ad oggi non ha praticamente quasi mai piovuto, ma siamo anche nella stagione secca. La temperatura massima che fino ad ora abbiamo raggiunto è di 34°C, ma quella percepita era molto di più.

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Sanità

Il primo mese per me non è andato molto bene: mi sono presa una brutta infezione. Fortunatamente, con le cure mediche l’ho superata, ma riceverle non è stato facile.  
Il primo ospedale e medico disponibile è a due ore di bus, in una strada sterrata, che quando stai male diventa un incubo. Mi sono diretta in una farmacia che mette a disposizione un dottore ogni giorno, il quale ti visita e ti prescive le cure necessarie a pagamento. Così, tra antibiotici e antidolorifici, sono stata meglio.

Cibo

burrito-centro-americaIn Belize il cibo tipico è un po’ come quello messicano: abbiamo burritos, fryjack, tortas, empanadas, tortillas. 

Abituarsi a questa nuova alimentazione non è stato facile. Le prime settimane sono stata male, inevitabile tra il cambio del clima e quello dell’alimentazione. In un paese come questo, non si troveranno ristoranti italiani tanto facilmente; bisogna fare ore di strada, ti devi adattare.

In questi primi tre mesi ho mangiato la vera pasta italiana a Caye Caulker, un’isoletta turistica famosa per la barriera corallina. Ci siamo stati solo una volta e devo dire che la nostra cucina mi manca.

Supermercato

Io abito in un villaggio e ,per i primi tempi, andavamo a fare la spesa nel negozio dei cinesi: sì, dico dei “cinesi” perché qui ogni supermercato un po’ più grande in ogni città è gestito dai cinesi, e hanno un po’ di tutto.

Solo che non è conveniente! Per trovare la convenienza devi andare nelle città più grandi. Quindi, prendi il bus o la barca, la tua valigia, e inizia l’avventura tra i supermercati e il farci stare le scorte nella valigia e negli zaini.

Fortunatamente con l’aiuto di altri expat siamo riusciti a trovare delle alternative economiche, ovvero un camion che ci porta la carne e uno che ci porta i freschi. Il latte fresco qui è introvabile.
Per la frutta e verdura abbiamo un signore che con il suo camioncinoporta quotidianamente banane, ananas, papaie, avocadi, angurie e altra frutta locale. frutta-verdura-belize

Curiosità

A circa un’ora da noi, c’è una comunità di Amish di lingua tedesca: sono i Mennonite. Hanno fattorie, orti e una produzione di beni in legno: ti possono costruire anche delle intere case a prezzi onestissimi.

6 commenti
  1. Elena
    Elena dice:

    Veramente parecchio dettagliata la vita in Belize, per chi è al di fuori della vita lí, è molto di aiuto questo articolo.
    Comunque nel paese dove vivi tu, intuisco da quello che leggo, che non ci sono ambulanze.

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    • Alessia Trevisan
      Alessia Trevisan dice:

      Si esatto, intuisci bene. Nel mio piccolo paese, di 3500 persone non abbiamo ambulanze, quando stai male prendi la barca e ti dirigi al più vicino ospedale, che è a 2 h di bus o 30 min in barca. Ora stanno costruendo un ospedale nel mio villaggio, a breve sarà pronto

      Rispondi
  2. Solare
    Solare dice:

    Ragazzi complimenti! Non vi manca certo il senso dell’avventura. Avete intrapreso questo espatrio con lo stesso spirito con cui si potrebbe intraprendere un viaggio che per quanto avventuroso poi termina e si torna a casa…prima o poi. Raccontaci che cosa fai in Belize, questo paese cosi poco conosciuto. Sono certa che sarete molto orgogliosi di aver vinto questa sfida, bravissimi!

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    • Alessia Trevisan
      Alessia Trevisan dice:

      Lo spirito dell’avventura proprio non ci manca, sarà che di viaggi e avventure ne abbiamo intraprese molte fin’ora. Siamo una coppia giovane e affiatata, sicuramente questo ha aiutato nei momenti duri che prevedono l’espatrio, sostenendoci a vicenda.
      Non sei la prima a dirmi che abbiamo intrapreso questo espatrio come un viaggio, penso che alla fine tutto è un viaggio, la vita è un viaggio, oggi siamo qui, in Belize, magari domani potremmo essere alle isole Cook, chi lo sa cosa ci riserverà il futuro?
      Di certo tornare a vivere in Italia non è nei nostri piani (sicuramente ci torneremo per la famiglia, amici ecc…).
      Visitare il mondo invece si, è nei nostri piani e nel nostro piccolo lo stiamo già facendo.
      Ora che mi sono stabilizzata, farò degli articoli più spesso, c’è molto da raccontare.
      Inoltre nei prossimi post racconterò quello che facciamo qui in Belize, ma ho già anticipato anche nell’articolo precedente che noi siamo dei NOMADI DIGITALI, lavoriamo ONLINE.
      Ti ringrazio del commento

      Rispondi
    • Alessia Trevisan
      Alessia Trevisan dice:

      Attualmente posso rispondere con un ABBASTANZA, diciamo che ci accontentiamo di 4 mb/s per 85€, una follia, ma di meno non riesci a spendere. Ma abbiamo dei progetti che racconterò nei prossimi post! STAY TUNED!

      Rispondi

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