fabiola-barcellona

Fabiola è giovane, appena laureata, ed ha scelto di trasferirsi a Barcellona. In questa intervista ci racconta il suo espatrio e quello che immagina sia il suo futuro.


Parlaci del  tuo trasferimento

Sono arrivata  a Barcellona il 21 ottobre 2015, esattamente una settimana dopo essermi specializzata in Lingue e traduzioni per le relazioni internazionali presso l’Università di Palermo. La scelta di vivere proprio nella capitale catalana è arrivata quasi per caso: un po’ per la voglia di cambiare, un po’ per la difficile situazione economica nella mia città che sfortunatamente non sembra migliorare, anzi. Può sembrare a tratti banale, ma stavo cercando un posto nel mondo dove vivere e stare serena e proprio Barcellona mi ha aiutato a riemergere. Una città grande, bagnata dallo stesso mare con cui sono cresciuta tutta la vita, piena di vita e di opportunità, non particolarmente lontana dall’Italia. Quale scelta se non Barcellona ?  

Il tuo  primo mese  in questa città:  come è trascorso e cosa hai provato

Avevo già trovato un piso,  appartamento, da Palermo stesso. Ricordo che passavo ore e ore su siti di affitti alla ricerca di qualcosa che potesse soddisfarmi davvero e così,quando arrivai, già sapevo dove recarmi. Ho conosciuto le mie coinquiline, ragazze fantastiche con le quali ancora, nonostante adesso viva in un monolocale in centro, mantengo un legame strettissimo. Amicizie a parte, il primo mese è stato complesso, un po’ come quando un bambino inizia camminare e scopre il mondo attorno a lui, da un’altra angolazione, da un altro punto di vista: mi sono messa all’opera subito: avevo bisogno di lavorare, così iniziai a consegnare curricula a moltissimi locali del centro, dai bar ai bed and breakfast.

Passando adesso a cose pratiche: quanti colloqui hai sostenuto per trovare il tuo attuale lavoro

Una settimana dopo il mio arrivo, con un livello  spagnolo appreso da sola leggendo e ascoltando canzoni (all’Università mi ero specializzata in arabo e inglese), già avevo sostenuto due colloqui. Alla fine scelsi di lavorare in una pizzeria che faceva pizze a taglio, una pizzeria alla romana insomma. Nonostante questo, considerando che il salario non era quello che mi aspettavo, continuavo a inviare curricula via internet. Grazie all’aiuto di una mia cara amica venezuelana, la quale mi ha aiutato per la stesura del curriculum, sono riuscita ad ottenere un colloquio per Bosch, la nota azienda tedesca, la quale gestisce un centro di emergenza in partership con importanti case automobilistiche come BMW, Mercedes e Audi. Il colloquio andò bene e quindici giorni dopo aver trovato lavoro in pizzeria  mi licenziai per entrare in Bosch. 

Perchè secondo te ti hanno scelta tra tutti gli altri candidati

Mi hanno scelta  perchè cercavano candidati italiani che  avessero ottime conoscenze della lingua inglese. Questa è stata la ragione fondamentale.

Meglio una brillante carriera o una vita con tanto tempo libero?

Sicuramente non mi dispiacerebbe fare carriera, e raggiungere posizioni più alte. Credo che tutto dipenda dalla costanza, dal nostro temperamento e dalla predisposizione al cambiamento. Dall’altro punto di vista, preferisco comunque avere più tempo libero e meno soldi in borsa piuttosto che avanzare di grado, lavorare di più e non avere molto tempo per godere delle  opportunità che ogni giorno ti offre questa città.

Quali erano i tuoi obiettivi quando hai lasciato l’Italia

Sono andata via dall’Italia per “mettermi in salvo”, per cercare ambienti migliori: penso che questo già è stato un obiettivo importante. Sono una testarda, e gli obiettivi sono  degli stimoli per me, dei piccoli traguardi senza i quali la vita sarebbe piatta. Quest’anno non posso lamentarmi: vivo in un appartamento tutto mio, con tanto di terrazza con vista, e sebbene sia un monolocale, questo piccolo spazio rappresenta il mio mondo. Il prossimo obiettivo, lo scopriremo poco a poco !

fabiola-barcellona

Che frequentazioni hai coltivato a Barcellona

Lavorando per il mercato italiano ma avendo vissuto in un appartamento di ispanohablantes, posso dire che frequento entrambi in egual misura. Ho molti amici, posso dire di averne di più a Barcellona che a Palermo. Ma chiaro, il numero di amici non importa rispetto alla qualità dell’amicizia, e anche qui non posso lamentarmi, perchè sono circondata da persone che realmente non mi fanno sentir mai sola. Alexandra, Chiara, Diana, Michele, solo quattro dei tanti amici con cui attualmente condividiamo i momenti più belli. E’ ovvio che le amicizie si scelgono e anche questo dipende da te.

Sei felice? 

La felicità è un’utopia. Possiamo semmai parlare di momenti della vita in cui effettivamente sembra andare un po’ meglio rispetto ad altri; in questo caso sì: sto bene, sono serena. Chiaro, anche qui le cose non sono sempre andate per il verso giusto, ma anche questo fa parte del gioco, no ?

Progetti per il futuro

Voglio continuare a stare qui. Voglio vedere fino alla fine dove mi porterà quest’avventura. Tornare in Italia, a Palermo, nel mio caso sarebbe come fare un passo indietro. Adoro la mia città natale, la amo. Ma voglio bene anche a me stessa e so bene che purtroppo quello non è il posto migliore per essere economicamente indipendente.

Immagina di non essere mai partita, di essere  rimasta in Italia: cosa vedi?

Andare a lavorare nel call center dove ho lavorato per 300 euro al mese. Questo vedo.

Magari avrei provato qualche concorso pubblico, magari ci sarei riuscita, ma chi può saperlo con certezza? Sicuramente non sarei qui a commentare e condividere quest’esperienza su questo blog. Siamo noi stessi i responsabili delle nostre scelte: se hai voglia di cambiare, fallo, non aspettare, non avere paura, ma sii consapevole e calcola che non sempre le cose possono andare come credi. Porto sempre il mio paese nel cuore, la mia terra, e non c’è un giorno dove non penso alla mia famiglia, ma ad ogni modo credo di  sì: si possono avere due cuori che battono i due posti differenti. 

In Italia c’è il passato, i ricordi e la famiglia. Qui, vedo la possibilità di una vita migliore.   

 

1 commento
  1. Alice
    Alice dice:

    Sono d’accordo su tutto, a parte sul fatto che la felicità sia un’utopia. La felicità c’è e si può davvero essere felici, nonostante ci saranno sempre cose che non vanno per il verso giusto. Se continuiamo a cercare la vita perfetta…beh, allora non saremo mai felici. E’ la vita perfetta che non esiste, non la felicità. Iniziamo a fare quello che ci piace e a lottare per quello che vogliamo veramente: le cose non cadono dal cielo, nemmeno la felicità. In bocca al lupo per questa tua nuova avventura!

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi