firenzeFirenze, casa dolce casa

Ho studiato in Toscana per 5 anni. Lì ho fatto la triennale in Comunicazione e la specialistica in Linguistica e studi cognitivi.

Inutile dirlo: i migliori anni!

Dai 19 ai 24 anni sono stata cullata e accudita dai vicoletti, dalla pappa al pomodoro della mia coinquilina fiorentina, dai berci dei contradaioli di Siena.

Adesso di anni ne ho 31, vivo e lavoro a Ginevra da 7.

A Siena non torno da due anni. A Firenze non so da quanto non ci fossi tornata.

L’occasione fa l’uomo ladro: concerto di Baglioni a Firenze il 18 ottobre.

Potrei far felice la mia dolce metà (fan sfegatato di Baglioni) e farmi piacere anch’io!

E così si parte per 24 ore a Firenze.

Dopo un treno preso prestissimo e per un pelo, arriviamo finalmente a Firenze alle 14h. Davanti a Santa Maria Novella, il solito traffico selvaggio, peggiorato forse, dagli svariati lavori in corso.

Prima tappa: Sigrid, la coinquilina della pappa al pomodoro,  che lavora a due passi da Santa Maria Novella!

Seconda tappa: cibo!

Terza tappa: micro giro turistico del centro di Firenze.

Quarta tappa: casa di Anna che ormai da tempo vive e lavora in Toscana (beata lei !) l’unica del gruppetto universitario ad essere rimasta non lontano da Siena.

Quinta tappa: concerto di Baglioni, ovviamente…

Avete presente quegli odori, quei sapori, quei colori che vi facevano stare benissimo da piccoli.

Quella luce, quel gusto, quella sensazione di quando avevi 6 anni ed era sabato pomeriggio e dopo aver finito compiti e catechismo eri libera…il giorno dopo non c’era scuola.

Firenze-palazz-vecchio

Quel sentirsi scaldati dal tempo, dalla gente: « Ciao Nini », mi disse una piccola signora che era davanti a me in fila in biglietteria. Mi ha riempito il cuore. Nini: tipico appellativo toscano che in siciliano tradurrei « Gioia », in francese « Chèrie », ma non rende più di tanto, perché ragazze, il « Nini » toscano non assomiglia a nient’altro al mondo. Come Piazza della Signoria, Ponte vecchio, la luce sull’Arno o il David, non assomigliano nemmeno lontanamente a niente altro al mondo.

Il sapore dell’olio toscano. Forte, che pizzica. Sul pane senza sale. Il cacio sulla pasta fresca.

Le strade piastrellate, ed ogni passo che incespica. I turisti americani, giapponesi, russi…gli studenti, i libri, la mostra di Marina Abramovich a Palazzo Strozzi. I tram strapieni, i bus strapieni, i treni strapieni di pendolari.

Il tramonto sull’Arno, il mercato coperto e l’odore di pelletteria. I pici, i crostini, il Chianti, i cantucci con il vin santo.

Gli abbracci degli amici.

Ventiquattro ore intense piene di ricordi e di nostalgia.

In Toscana c’è una luce bellissima. In Toscana si mangia benissimo, in Toscana…

« Guarda che questi sono i tuoi ricordi da studentessa… » mi suggerisce qualcuno.

Forse, ma lasciatemi qui!

Aspettiamo a Santa Maria Novella il treno che ci riporterà a casa, la mia casa é Ginevra, adesso.

C’è un altro treno per Siena, vorrei tanto salire su quello. Vorrei tanto far finta di essermi sbagliata, di aver perso la coincidenza per tornare in Svizzera. Vorrei tanto che il tempo si fermasse. Forse, vorrei restare qui. Ma a Ginevra ho una vita, un lavoro bellissimo, una casa stupenda, un compagno favoloso…Non posso restare qui, non voglio tornare indietro nel tempo. E non ho nemmeno voglia di trasferirmi qui. Ma voglia di tornarci più spesso, quello sì. Per assaporare ancora, per lasciarmi coccolare, per sentirmi una bambina tra i vicoletti di Firenze, di Siena, di Chiusdino, di Monteriggioni…

firenze-arno

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