francese-principiantiSe state pensando di trasferirvi in Francia o in un paese francofono, dovrete misurarvi alla lingua francese. Lingua dell’amore e della seduzione nell’immaginario collettivo, essa è molto simile all’italiano quindi dovreste impararla con relativa facilità. Attenzione tuttavia a voler spingere l’identità francese – italiano di là dal consentito. Tenete bene a mente che si tratta di un’altra lingua: se volete veramente impararla non siate lassisti e non pensate che basti rimpiazzare la R con la “r moscia”.

Di seguito troverete il metodo che io ho impiegato e che mi ha permesso di imparare il francese in 3 mesi.

Imparare a leggere

Primo passo, indiscutibile: bisogna leggere tutto e tanto. Leggete dai fumetti, ai giornali, ai romanzi. le-rire-bergsonPotrete così ampliare il vostro vocabolario, iniziare a vedere le differenze sintattiche e i differenti livelli di linguaggio (vedere più in basso). Privilegiate le letture che corrispondono all’attività che svolgerete in Francia per iniziare a familiarizzarvi con la fraseologia, la sintassi e lo stile propri ad ogni contesto.

Nelle scuole di lingua che frequenterete, vi insegneranno qualche strategia per scrivere rispettando le regole stilistiche di base. Se siete insofferenti verso i formalismi come me, spesso vi sembreranno dei cavilli inutili eppure con il senno di poi, vi consiglio di rispettarli: essi faranno del vostro testo, un miglior testo.

Spesso i professori vi diranno di non scrivere la traduzione delle parole sul testo perché possiate memorizzarne il significato. Se avete una memoria visiva come la mia, non ascoltateli: visualizzare una parola e la sua traduzione vi permetterà di memorizzare più velocemente.

Imparare ad ascoltare

Ascoltate le conversazioni in metro, andate al cinema, guardate tanta tv e ascoltate la musica fino a sapere alcune canzoni a memoria. Se non capite nulla, non fa niente: iniziate seguendo il flusso dei suoni. Cercate di memorizzare la musicalità dei discorsi, cercate di anticipare la prossima cesura e poco a poco cercate di separare una parola dall’altra.

dragons-cartone animato

Consiglio caldamente di guardare i cartoni animati poiché i discorsi sono più semplici, le pause più lunghe e soprattutto si parla un francese corretto rispetto a tante trasmissioni tv che utilizzano un linguaggio più gergale (vedere più in basso).

Per la musica vi consiglio non solo di ascoltarla, ma di leggere le parole, la loro traduzione e di memorizzare. Quando cantate ripercorrete mentalmente la storia che la canzone racconta fino a riconoscere qualche parola, e poi piano piano tutto il testo. Non abbiate vergogna se diverse letture fossero necessarie. Le canzoni sono spesso poetiche e metaforiche, non sono tutte facili da imparare. Non giudicatevi.

Imparare a parlare

Sappiate che il francese scritto e quello orale sono molto diversi: quello scritto formalmente più corretto, si distingue dall’orale che contiene molte abbreviazioni, parole gergali e influenze di altre lingue. Imparateli entrambi e imparate a usare l’uno o l’altro in funzione della situazione.

Capiterà che delle persone poco pazienti ce la mettano tutta per non volervi capire ma non abbiate timore di esprimervi. Più parlerete e più sarà semplice farlo. Quando vi mancherà una parola per completare la frase, provate a francesizzare la parola italiana. Ci sono buone probabilità che il vostro interlocutore vi capirà, e ridendo bonariamente vi dirà la parola esatta.

Spesso capiterà anche i vostri sforzi per instaurare una conversazione in francese saranno ripagati da una risposta in inglese. Se siete suscettibili come me, la cosa vi irriterà oltremisura: non vi scoraggiate e dite al vostro interlocutore che preferite continuare in francese.

Imparare a scrivere

La grammatica e l’ortografia sono problemi facilmente risolvibili. Come? Semplice! Come fanno si fa per i bambini. Poiché imparare la grammatica e l’ortografia francese è quasi esclusivamente una questione mnemonica (rinunciate alla logica, ce n’è troppo poca rispetto alla vastità della lingua) prendere un bel quadernone e coniugate il primo verbo che vi viene in mente (être, avoir, faire, …). Verificate in seguito gli errori, sottolineateli in rosso e scrivete accanto il termine corretto e ripetete l’esercizio fino a che non ci farete più errori. A questo punto, ricominciate l’esercizio col secondo verbo che vi viene in mente e via di seguito.

france-cultureUn altro esercizio veramente utile sono i dettati: accendete la radio e scrivete quello che i presentatori dicono. Se non conoscete l’ortografia di una parola, non fa niente, scrivete il suono. In seguito aiutatevi con il dizionario o con Google per verificare gli errori. Questo lavoro di auto-verifica vi permetterà anche di scoprire parole ortograficamente simili.

Immagino che di metodi per imparare il francese ce ne siano mille altri, ma credo che abbiano tutti qualche punto in comune:

  1. non abbiate vergogna dei vostri errori. State facendo uno sforzo per imparare una nuova cosa quindi, per definizione, ci sono delle cose che non sapete.
  2. Non vi sentite offesi se ridono dei vostri errori. Quelli che ridono sono i primi che, pavidi, non si sono mai messi alla prova. Voi siete più forti.
  3. Non giudicatevi se avete bisogno di ripetere la stessa cosa mille volte prima che riusciate a impararla, fosse anche una canzone.
  4. Fissatevi degli obiettivi semplici, chiari e stabilite delle scadenze. Fatto questo, siate intransigenti. Imparerete molto più velocemente.
6 commenti
  1. Annalisa
    Annalisa dice:

    Concordo in tutto. Potrei averlo scritto io questo post.
    La cosa fondamentale è leggere.
    Appena arrivata nn parlavo una parola. Ho iniziato con i volantini dei supermercati. Poi sono passata alle ricette, alle riviste dei pettegolezzi (sono irritanti anche in francese), alle favole, ai romanzi per adolescenti e ora sto approcciando un pezzo teatrale classico (corto ma un po’ pesante). Prossimo step ultimo romanzo di Anne Rice.
    Solo leggendo puoi apprendere le strutture delle frasi e un’infinità di termini.

    Rispondi
    • Serena Parigi
      Serena Parigi dice:

      Grazie Annalisa. Per me gli ostacoli che restano ancora da superare sono l’accento (anche se l’intonazione italiana piace tanto ai miei colleghi) e a volte, purtroppo, la sintassi…

      Rispondi
  2. Marilena D'auria
    Marilena D'auria dice:

    Ciao Serena,
    credo che nella casa in affitto che prenderò a Bruxelles purtroppo (o per fortuna?) non avrò la tv, mi consiglieresti dei siti internet per guardare film, programmi tv ecc?
    Grazie mille per la tua bella testimonianza. Io purtroppo ho avuto diversi problemi che mi hanno portato a finire in ritardo il mio ciclo di studi, ho quasi 25 anni, altrimenti un pensierino sulla magistrale in un altro paese lo avrei fatto anch’io, ma temo che impiegherei più dei due anni previsti e mi sento già vecchiotta. Tuttavia mi va di imparare la lingua perché vorrei fare un tirocinio durante il ciclo magistrale (che inizierò a Milano a settembre prossimo), possibilmente in Belgio, chissà che non si apra qualche porta anche per me. Buona fortuna per tutto!
    Marilena.

    Rispondi
    • Serena Parigi
      Serena Parigi dice:

      Ciao Marilena,
      vecchiotta a 25 anni??? :S
      Se ti può essere d’aiuto, in Francia “non c’è tempo” per finire fuori corso: gli esami bisogna darli entro l’anno altrimenti si è bocciati e bisogna ricominciare. Non so come funziona in Belgio.
      Per i film, una qualsiasi piattaforma di streaming o anche Youtube (ma non ne garantisco la qualità). Per la TV puoi guardare le dirette sui siti della maggior parte dei canali, per esempio: http://www.6play.fr/m6/direct o https://www.tf1.fr/tf1/direct (ma devi connetterti).
      In bocca al lupo per la tua esperienza belga (e mandami tue notizie se ti va)!

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      • Marilena D'auria
        Marilena D'auria dice:

        Ciao Serena,
        certo ti terrò informata volentieri. Si anche in Belgio so che se un esame non è superato entro l’anno ti fanno rifare tutto l’anno. Penso che proprio per questo motivo i docenti non si accaniranno con certe modalità d’esame senza senso. L’esame che mi ha fatto andare fuori corso è un esame che in media tutti quelli della mia facoltà hanno rifatto tre volte perché prevede una prova di accesso all’esame vero e proprio (prova a crocette, 10 minuti di tempo, 20 domande, con 2 errori sei fuori, una di quelle cose per avere meno persone da sentire agli orali). Tant’è che sto concludendo in ritardo, anche perché quando si ripete un esame molte volte può diventare frustrante e si può perdere la motivazione. In Belgio andrò a seguire dei corsi di lingue (francese e inglese), non mi avvicinerò all’Uni perché sennò potrebbe sopraggiungere la voglia di restare, ma attualmente non avrei neppure i mezzi. Un grande in bocca al lupo!

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