From Paris with Love

SilviaQuando arrivi a Paris, di solito sono solo due i sentimenti base, primordiali, che si scatenano nel profondo: odio e amore. Sembra la poesia di Ovidio, Odi et Amo. Ecco proprio lei.

Ho sentito gente innamorarsi di Parigi in un fine settimana. Ne ho sentita altra odiarla in 24 ore.

Ma per averla vissuta, posso dire che a Parigi passi tutte le sfumature, che neanche Mister Grey. E vivi a sentimenti alterni, fino a quando il battito del tuo cuore non si allinea con il suo.

Di solito tutto ha inizio con “stupore e meraviglia”: l’amore ti pervade e la gioia ti riempie dagli occhi alla punta dei piedi. Pensi di volare.

Poi entri in un bar, in un negozio, in un ristorante: l’odio. Sì, proprio lui. Il confine è labile. Un gioco di contrattempi. I parigini non ti capiscono e non si sforzano a farlo. Anche se tu ti affanni a cercare vocaboli nella memoria remota del tuo francese delle medie, loro ti guardano con un enorme punto interrogativo, neanche gli stessi chiedendo la formula matematica di un integrale per calcolare il volume del bicchiere di Bordeaux che ti serviranno a cena. Ma stranamente l’odio resta e tutti se lo portano a casa. Si dimentica subito l’amore. Come quando finisce una relazione. Tutti si ricordano della misera rottura, mai nessuno della passione ardente. È scientifico, è cosi.

Quando però a Parigi ci vivi e ci convivi, l’Odi et Amo evolve in un turbinio di altri sentimenti: una gamma infinita di nuance meravigliose.

Se vivi a Parigi non sei in vacanza: questo detta regole di sopravvivenza base come “se vivi a Parigi non puoi vivere nei quartieri turistici, ti spennano e ti fanno maledire ogni giorno della tua vita”. L’ho imparato a mie spese!

Una volta compreso che, per vivere bene devi vivere come loro, il gioco è fatto. Attenzione ho detto “vivere come loro” non ho detto “diventare loro”. No perché non mi si dicesse poi che voglio diventare francese! Je suis italienne!!

Stabilito ciò, la vita parigina assume una serie di sfaccettature definibili con un climax ascendente del tipo: mi fai schifo, ma cosa diavolo ci faccio qui?, ok ti tollero, mi fai incazzare ma va bene, mi fai sorridere, sei figa, che grasse risate, sai che sei fighissima, grazie Parigi, oddio ma io TI AMO!

Proprio come nelle fasi dell’innamoramento. E più questo processo e lento, più la relazione è lunga e stabile. Io c’ho messo quasi 3 anni. Neanche la traversata dell’Atlantico per scoperta dell’America è durata tanto!

Una volta che la fase di amore è entrata in gioco, non è detto che non si ricada ogni tanto nell’odio. Perché diciamocelo, lo stronzo che te le fa girare lo trovi, anche spesso. Ma se l’amore è vero sincero e profondo, allora è fatta.

Poi però il turbinio di tutti quegli altri (tutti!) sentimenti bisogna gestirlo: ma questa è un’altra storia.

Il mio sentimento preferito è l’incazzatura facile. Ma Parigi lo sa, non se la prende, mi perdona, mi ama e facciamo sempre pace alla fine.

Perché poi diciamocelo, i parigini saranno pure stronzi, ma i francesi, quelli veri, sono un grande spasso. E io amo pure loro.

Quindi, venite a Parigi e fateci l’amore. E se il cameriere è uno stronzo che fa. Lo spettacolo è un altro: godetevelo.

Vous êtes prêtes pour l’aventure parisienne ? On y va !

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4 commenti
  1. Viviana La Rochelle Francia
    Viviana La Rochelle Francia dice:

    Ciao Silvia,
    Per me Parigi è stata amore a prima vista. Ho iniziato ad amarla nell’aprile del 1988 e continuo ancora adesso.
    Ogni volta che riesco a metterci piede la prima cosa che faccio è andare a Notre-Dame e poi mi ritrovo con gli occhi umidi per la commozione.
    Questa città mi fa sempre questo effetto. Non ho mai trovato che i parigini fossero stronzi, anzi. Mi hanno aiutato in tutti i modi quando ci ho vissuto per un paio d’anni.
    Buona permanenza!!!! con un pizzico d’invidia :))
    Viviana

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    • Silvia
      Silvia dice:

      Cara Viviana,
      Come disse qualcuno “non tutti i francesi sono ladri, ma Bonaparte sì”. Non faccio di tutta l’erba un fascio, ma se hai tempo di faccio un elenco di qualche cattiveria. Poi le esperienze e persone sono diverse. Ad esempio Notre dame a me non piace proprio. Sono più per la Sainte Chapelle. Oppure parc butte Chaumont. Ma meno male, evviva l’eterogeneità! Ah. Adoro La Rochelle!!!

      Rispondi
  2. Luciana
    Luciana dice:

    Sei una grande! Hai saputo esprimere con le parole la profonda verità. Io purtroppo non ti invidio ma TI ASPETTO!!

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