genitore

Sta arrivando settembre e mai come quest’anno l’ho aspettato, per varie ragioni.

Siamo tornati dalle vacanze sarde a metà luglio e, da quel momento, credo di aver visto il sole per non più di 2-3 giorni.

Agosto è stato a tratti nuvoloso e a tratti piovoso. Temperatura media 17 gradi.

Purtroppo pochi giorni fa c’è stato un alluvione in questa parte di Irlanda, che ha colpito la contea di Derry ma anche la penisola dell’Inishowen in Donegal, nell’Irlanda del Sud.

Sono crollati ponti, hanno ceduto strade, si sono allagate tante case e terreni; parchi favolosi sono in parte scomparsi, a causa della furia dell’acqua.

Insomma, mentre il resto dell’Europa ancora fa i conti con il caldo torrido, i termometri irlandesi non superano i 20 gradi, la natura si accanisce e la pioggia fa disastri.

Oltre il danno la beffa.

Settembre, invece, è il mese in cui i ragazzi tornano a scuola, e per qualche inspiegabile ragione è sempre il mese più soleggiato dell’anno.

Quest’anno poi, addirittura, i miei figli ricominciano la scuola il 31 agosto ed io sto facendo il conto alla rovescia ormai da settimane.

Si lo so: sono una madre snaturata, di quelle che sono felici nel rivedere i propri figli varcare il portone di scuola, tornare alla routine, perché penso che 9 settimane di vacanza mettano alla prova qualunque rapporto tra genitore “a tempo pieno” (visto che io in estate non lavoro) e figlio, soprattutto in un paese “bagnato” come questo, che spesso preclude ogni genere di escursione esterna, o perlomeno la preclude ad una madre italiana trasferita in Irlanda che pensa che la pioggia, il vento, le correnti etc. facciano ammalare, e quindi difficilmente espone i figli a tale intemperie.

Le mamme Irlandesi sono l’opposto.

I figli stanno fuori anche sotto la pioggia ma non sotto il sole, o meglio le mamme li espongono al sole solo dopo averli ricoperti di crema solare fattore protettivo 50 (minimo) al primo raggio di 16 gradi e mezzo, per poi riapplicarla ogni 30-40 minuti.

E insomma, è una bella lotta. Difficile trovare un compromesso.

In realtà, sono migliorata in questi 10 anni di vita da mamma nel Nord Irlanda, mio marito ve lo può confermare.

odissea-genitore-vacanza

A volte i bimbi stanno fuori anche senza giubbotto: questo è uno di quei rari momenti in cui emerge il mio lato irlandese d’adozione, e ne approfitto per scattare foto da inviare alla famiglia in Italia, con l’obiettivo di dimostrare i progressi di adattamento climatico che la sottoscritta sta sperimentando… a volte – udite udite – i bimbi stanno fuori anche con la pioggerellina.

La verità è che è difficile tenerli impegnati stando chiusi dentro casa.

Sì, certo, ci sono le varie console e giochi elettronici, ma oltre ad essere una madre ossessionata dalle temperature e dalle correnti nordiche, sono anche di quelle madri rompiscatole che ha la fissa che troppe ore passate davanti a computer/console etc brucino i neuroni del cervello e allora in casa nostra, in pieno accordo con il padre Irlandese, abbiamo stabilito delle regole da rispettare.

Che però hanno portato non pochi problemi.

Cosa dicono queste regole?

I ragazzi hanno la possibilità di usare i dispositivi elettronici solo due ore al giorno durante il periodo estivo (durante l’inverno il tempo è ridotto solo al weekend, sempre due ore).

Queste due ore devono essere alternate da qualche momento di lettura, scrittura o arte (disegnare, costruire qualcosa o suonare uno strumento), nonché dal compimento di alcuni lavoretti in casa tipo farsi il proprio letto, riordinare i piatti della colazione/pranzo e cena, e soprattutto essere gentili con familiari e amici.

Quest’ultima regola sembra la più semplice da rispettare e invece è quella che prende più cartellini gialli, calcisticamente parlando, perché non avete idea di quanto sia difficile pronunciare parole tipo Grazie, Per Favore, Scusa, a 11 o 7 anni!

Tutto sembra dovuto ed è difficile far capire, a quell’età, che invece molte cose vanno conquistate e che la gentilezza, il rispetto e la gratitudine per le ciò che si ha devono essere alla base di una relazione tra adulti e bambini e tra bambini stessi.

Mia suocera, irlandese, una donna favolosa che, oltre ad aver avuto 7 figli, ha sempre la risposta pronta, in questi casi mi dice: “è una fase!”. 

Come mia madre con la camomilla: qualunque dolore tu abbia lei te la propina.

E invece per questa mamma (la sottoscritta) in attesa di giudizio, si tratta di una fase che dura troppo e che mi sta consumando energie e pazienza – carente già dalla nascita.

Questo è uno di quei momenti in cui vorrei rinascere ma possibilmente rinascere Irlandese, perchè le mamme qui sono Cool, sempre rilassate, pronte a trovare una spiegazione ad ogni malefatta dei figli, tutte sorridenti con i toni pacati, che se ne portano 3 o 4 a passeggio, a fare la spesa, ma che soprattutto li fanno giocare sotto la pioggia (forse salterei la parte della crema solare, però).

Quindi, queste settimane di chiamiamole “vacanze” sono trascorse in un clima quasi di ostilità tra genitori e figli e anche tra fratelli stessi.

“È stato lui, ha iniziato lui, lui sta usando gli elettronici da più tempo, hai servito la cena a lui per primo e toccava a me, perché mamma tu hai un telefonino e io no? Perché a casa di Lyam non ci sono queste regole?”

Un vero e proprio bombardamento di lamentele, bugie (piccole e terapeutiche, dice la nonna), richieste di varia natura (quella di possedere un telefono per utilizzare Snapchat è la più gettonata), litigi e anche riappacificazioni, grazie a Dio.

Perché è vero che dopo queste 9 settimane di vacanze di scuola avrei bisogno di almeno 3 settimane di solitudine e relax per rigenerarmi, ma è altrettanto vero che, magari, dopo 3 giorni sentirei la mancanza di questi wee rascals, ovvero piccoli birbanti.

Provare per credere!

14 commenti
  1. Laura
    Laura dice:

    Brava! Resistere così tante settimane con i pargoli! Io ne ho due di quattro e di due anni e mi basta solo di passare sola il week-end con loro per anelare al lavoro il lunedì 😜 Per quanto riguarda il clima, vivendo vicino Parigi, comprendo bene. Ma forse noi francesi vediamo un po’ più di voi irlandesi il sole. Ad ogni modo, i miei li faccio uscire anche con la pioggia non temendo le conseguenze. Anche perché, come sempre, quella che si ammala sono io! E anche io spalmo crema solare protezione integrale. Non amo il sole! E non amo il caldo! Per me una temperatura intorno ai 20 gradi va bene, è quasi troppo caldo 😉 Coraggio, il 31 agosto si avvicina!

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    • Margherita
      Margherita dice:

      Cara Laura si probabilmente Parigi è più soleggiata ma il freddo è più pesante direi, sono stata li anche d’inverno è ho avuto questa percezione. Io sono sarda per me il sole CALDO e il mare fanno parte del mio DNA. Difficile accettare estati così fredde. Ma ammiro queste madri sempre pronte a lasciarli andare mezzo nudi sotto la pioggia a 15-17 gradi solo perché il calendario segna agosto.
      Un abbraccio e un in bocca al lupo
      A te mamma temeraria a Parigi. Continua così.
      Margherita derry Irlanda

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  2. Annalisa
    Annalisa dice:

    Hai descritto la mia estate. Non so per suale motivo ma durante le vacanze estive, soprattuttovquanfo si parte, mio figlio decide di diventare ostile nei miei confronti e, ahimé, io nn riesco a rimanere calma. Comunque sono convinta che un eccesso di schermi li eccitino. Mio figlio è molto più gentile senza. Ora li può utilizzare un’ora al giorno e se particolarmente gentile e collaborativo può guadagnare un’altra mezz’ora… poi arriva mio marito e si mette a hiocare con lui con i video giochi😡

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    • Margherita
      Margherita dice:

      Ciao Annalisa, si anche io ho la sensazione che diventino piu violenti a furia di usare sti aggeggi, certo che tuo marito non aiuta la situazione ahhhhh porta pazienza.. Io devo competere con le madri degli altri che sono sempre piu genere di me quando si tratta di computer, giochi etc Un abbraccio. Margherita Derry

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  3. Manuela B.
    Manuela B. dice:

    Io sono invece molto contenta di tenere a casa i miei figli da scuola. In America tanti genitori fanno homeschooling e sono contenta di fare parte di questo gruppo. Purtroppo i bambini che sono costretti ad andare a scuola seguendo regole su regole imposte da adulti che sono dei perfetti sconosciuti, porta poi a comportamenti difficili quando sono a casa. Nella mancanza di liberta’ di scelta, si creano comportamenti che portano allo squilibrio familiare. I miei figli di 13 e 3 anni, sono liberi di gestire il loro tempo come meglio vogliono. Piu’ sono liberi, piu’ cresceranno indipendenti e sapranno cosa fare del loro tempo senza troppe lamentele o richieste. Bisogna dare piu’ fiducia a questi bambini. Parlo per esperienza. Anch’io in passato ero cosi, seguivo il mainstream e la mia figlia piu’ grande, che adesso e’ al College, e’ cresciuta andando a scuola. Ma se potessi tornare indietro, l’avrei tenuta a casa.

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    • Margherita
      Margherita dice:

      Cara Manuela, è molto interessante quello che scrivi, ma credo che bisogna essere particolarmente calmi ,preparati e predisposti a questo genere di cose. Io non potrei improvvisarmi in questo. Tra l’altro credo nell’utilità della scuola non solo a livello didattico ma anche umano, crescono con altri bambini dai quali a loro volta imparano. Credo molto nel peer teaching and learning. Interessante anche ciò che dici a proposito del dargli piu fiducia.
      Ho cercato di dare libertà nel gestirsi il tempo al mio figlio piu grande sopratutto ma se fosse per lui lo passerebbe in gran parte a giocare ai giochi o guardare video su youtube che spiegano come giocare ai giochi. Quindi ho desistito. Perche non ci racconti la tua storia in un articolo, sarebbe bello sentore come funziona. In irlanda del nord non è legale tenere i figli a casa mentre lo è nell’Irlanda del Sud, ne avevo parlato tempo fa con una cliente che aveva 10 figlie era in attesa del n.11 e non ne aveva mandato nemmeno uno a scuola. Grazie della testimonianza. Un saluto Margherita

      Rispondi
      • Manuela B.
        Manuela B. dice:

        Certo Margherita, considerero’ di scrivere un articolo e inviartelo. Devo partire per un paio di settimane, ma poi una volta tornata a casa mi prendero’ il tempo di raccontare la mia esperienza e condividere la filosofia e lo stile di vita che mi hanno portato a questa scelta. Un saluto a te e grazie! Manuela.

        Rispondi
  4. Antonella
    Antonella dice:

    Eh si! Come capisco la tua frustrazione! In Svezia la scuola ricomincia il 14 agosto, proprio il giorno prima di ferragosto che per me è quasi sacro.

    Rispondi
    • Margherita
      Margherita dice:

      Grazie Antonella, sti svedesi sono avanti..ahhahh..immagino che anche li le estati siano fresche. Buona serata. Margherita Derry Irlanda

      Rispondi
  5. Madeleine
    Madeleine dice:

    Ciao Margherita, 🙂
    mi hai ricordato le due frasi che inevitabilmente mia madre pronunciava, e visto che sei sarda come me te le scrivo cosi. Una verso maggio che diceva “Biada s’ora chi finada sa scolla”(beato il momento che finisce la scuola) e l’altra verso agosto quando ormai stufa di averci tutti e quattro a casa, un po litigiosi, seppur impegnati in giochi in strada (40 anni fa si poteva ma con regole orarie abbastanza ferree) che al contrario recitava “Biada s’ora chi cuminziri sa scolla!” (Beata l’ora che cominci la scuola).
    Insomma, cambiano i tempi ma i rapporti genitori figli son sempre complessi. 😉
    Comunque vedo anche qua ( dove sono espatriata in Lombardia) molte mamme tedesche, olandesi, francesi, con diversi figli al seguito ma molto rilassate, non come noi perennemente preoccupate del troppo caldo, troppo freddo, hai mangiato oppure no. Per il clima alla fine un po ci si abitua, anzi ti dirò che con l’età preferisco il fresco al caldo torrido della Sardegna che non so se riuscirei più a sopportare, in quanto al mare, bhe, al momento sono sul lago,vedere l’acqua è fondamentale 😉 . Un caro saluto a te e tante belle cose!! 🙂

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    • Margherita
      Margherita dice:

      Madeleine guarda mi hai riempito il cuore di gioia con queste due frasi. Biada s’ora diaderusu!!! te lo dico pure in Olianese se vuoi..Venehitta S’ora..
      Sono una mamma ingrata lo so, ma mi farò perdonare quando saranno grandi e indipendenti. AHHAHHA. A me manca tutto della Sardegna, dal sole al mare al cibo ai tramonti alle stelle ai profumi …e ovviamente in primis famiglia e amici, ma qui sono serena nonostante gli scleri estivi. Un abbraccio e buona serata. margherita Derry irlanda

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      • Madeleine
        Madeleine dice:

        Bellissima!!!! su su forza e coraggio, anche a me mancano tanto amici e famiglia, ma l’importante è stare sereni, e chissà spero ancora nell’estero. L’importante poi è farsi mandare ogni tanto un pacco con dolcetti, formaggi, limoni e altre cose introvabili. 😉 Un abbraccio a te cara, e pensa che in Sardegna avresti avuto ancora 15 giorni di sclero estivo 🙂 😉
        Un saluto dal lago d’Iseo

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        • Margherita
          Margherita dice:

          Si il pacco ha cadenza trimestrale e ci porta il Pecorino, dolcesardo, gli gnocchetti, mirto, bottarga, pane carasau sartizzu sardu e olio di Oliena di mia zia, piu qualche sorpresa della nonna, in bona sorte e bona fortuna Madeleine. Se vieni in Irlanda passa a trovarmi. A si biri. Margherita

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