duessldorfThe German side of the moon

Che Italia e Germania fossero due paesi molto diversi, lo sapevo anche prima di partire.

Nonostante ciò, solo dopo più di 50 mesi di permanenza su suolo teutonico, ho effettivamente quantificato queste differenze.

Una volta entrai in un negozio di abbigliamento etnico e dopo aver detto al commesso di essere italiana, lui mi ha risposto:
Se sei in Germania da quattro anni e ci sei rimasta, o è per i soldi, o per amore….o per tutti e due“!.

Come biasimarlo.

Quale persona sana di mente lascerebbe di sua spontanea volontà il paese più bello del mondo per andare a vivere con gente che cena alle 18 con pane e affettato di dubbia qualità?

Cerco, senza giudicare, di spiegare il perché io mi trovi qui. Il fatto è che l’Italia é una fregatura. É come la “donna che non ci sta” di Grignani. E quindi..

“a me non mi va, non va, sai di starmene qua, qua sospeso a metá”

Nell’istante nel quale ho compreso che avrei dovuto prendere una decisione, la decisione ha preso me.

Ho camuffato la rabbia e la delusione di non poter realizzarmi nel paese che mi ha vista nascere e crescere, e quasi senza accorgermene, un altro paese, così tradizionalmente lontano dal mio, è diventato la mia seconda casa.

In Italia si conoscono i tedeschi come gente fredda, poco socievole, rigida.

Ammetto che il gap culturale è bello ampio.

Dentro ci rientra la nostra gestualità eccessiva , i tono di voce troppo alto, la nomea di essere pigri, fannulloni, perennemente in ritardo.

Luoghi comuni a parte, l´imprinting tedesco si basa su altre cose, che vengono e possono essere colte solo da chi si butta fra la folla.

Al meglio vengono descritti i tedeschi da questa barzelletta/freddura che qualche tempo fa ha fatto il giro del web:

How many germans does it take to change a light bulb?
One. We are efficient and don’t have sens of humour.

germans

Traduzione: Quanti tedeschi servono per cambiare una lampadina? Uno. Siamo efficienti e non abbiamo senso dell’umorismo.

L’efficienza tedesca ha radici nella storia.

Basti pensare al fatto che si radica nella religione, nel nazionalismo nel pensiero illuministico e in alcune grandi guerre.

Lo Sturm und Drang (impeto e passione) del 1700 che porta la Germania al suo più alto splendore letterario e culturale dell’800, dando voce a personaggi come Marx, Goethe.

Dovete però immaginarvi che nell’epoca moderna questa efficienza fa rima spesso con saccenza, onniscienza, prepotenza.

Spesso, infatti, nel mio percorso di expat ho dovuto fare i conti con questo modo di porsi, savoir faire, o come dicono qui “Art und Weise”.

Soprattutto in ambito lavorativo, il tedesco non dice sempre quello che pensa, ma lo fa intendere, a modo suo.

Spesso però il tedesco é anche una contraddizione di sé stesso. Si ostina a creare regole e a seguirle come un dogma, mentre in fondo non è per niente contento di questo.

Un dato impressionante è che secondo un sondaggio effettuato qualche mese fa più del 70% dei tedeschi considera il suo capo un buono a nulla.

L´italiano che si ritrova catapultato in questa dimensione straniera, é palesemente spaesato da tutta questa precisione che non sa che pesci pigliare ma in qualche modo deve sopravvivere, partendo dalle cose più semplici. Andare a fare la spesa per esempio.

Io odio andare a fare la spesa perché mi stressa. In questo paese andare a fare la spesa è ogni volta un esame del proprio limite di tolleranza del genere umano.

La gente è stressata, costantemente, è di corsa e non ha tempo da perdere.

Non c’è tempo di scegliere quale tipo di yogurt prendere, si prende sempre lo stesso, è yogurt alla fine.

Quindi, se tu invece te lo vuoi scegliere, calcola che non puoi stare fermo davanti allo scaffale per più di 2 minuti perché qualcuno ti chiederà di spostarti perché sei davanti al burro.

Le cassiere lavorano alla velocitá della luce, non fai in tempo a impacchettare la roba che lei giá ti guarda scocciata aspettando i soldi.

Lei ti mette ansia, la gente in coda ti mette ansia, fare la spesa è ansia.

Eccola, la differenza della differenze, il gap del gap: il cibo. I tedeschi non mangiano, i tedeschi si nutrono.

Non sto nemmeno parlando di abitudini alimentari, ma di semplice cultura gastronomica. Non hanno idea di che cosa sia.
Hanno questa devozione alla panna, la famosa Sahne.

Nessuno gli avrà mai detto che chi cucina con la panna, non sa cucinare, ma a loro non interessa perché un piatto senza panna è nel loro cervello automaticamente debole di sapore.

Non mi meraviglio perché comunque non hanno alimenti ricchi di sapore di per sé, in Germania un pomodoro sa tanto quanto un cetriolo per intenderci.

Ora vi starete chiedendo, come mai io sia ancora qui se fa tutto così schifo no?

La Germania non è la terra promessa, ma è un paese moderno, europeo alla massima potenza, aperto, tollerante.

É un paese che rispetta l´ambiente.
É un paese con senso civico.
É un paese efficiente dal punto di vista delle infrastrutture, della burocrazia, della sanità e dell’istruzione.
É un paese meritocratico.
E’ un paese tollerante.

Non trovo molte analogie con l’Italia, a malincuore devo ammetterlo.

Ed è stata proprio questa presa di coscienza a farmi partire, a darmi quella spinta e a farmi assumere una consapevolezza europea, di cittadino del mondo.

Ora che ho fatto questo salto nel vuoto, sono qui e proseguo in questa corsa a ostacoli, verso un futuro tutto mio, tutto nuovo.

dusseldorf-airport

10 commenti
    • Giulia
      Giulia dice:

      Ciao Daniela! È vero gli infermieri sono molto richiesti! Ti auguro tutto il meglio e ovviamente se hai bisogno di qualche dritta sai dove venirmi a cercare 😊

      Rispondi
  1. Elisa
    Elisa dice:

    Anche in Belgio mi viene l’ansia a fare la spesa.
    Passano i prodotti talmente di fretta che non riesco a sistemarli come vorrei nelle buste e spesso li lancio sopra ai miei figli

    Rispondi
  2. Elisabetta
    Elisabetta dice:

    Ciao!
    Devo dire che riconosco i pregi che elenchi.. e anche i difetti! Con la differenza che non li considero tali: quando vado a fare la spesa in Germania sono piu’ veloce di loro, ad esempio nel fare i conti dei soldi. Le cassiere sono veloci, le commesse lente, prendono un ordine alla volta, quasi non processassero una sequenza di informazioni. Mi piace essere l’italiana, per quello che mi viene riconosciuto come tipico: brava in cucina, ottimo gusto nel vestire, socievolezza.
    Per il resto.. mi sa che sono piu’ tedesca di moti di loro! E la mia patria ideale. E’ un posto dove la mia rigidita’ e’ prassi, e dove la mia creatività residua trova spazio.
    Ci ho vissuto, ci torno spesso… e spero di poterci andare a vivere per sempre, un giorno.
    Con le vacanze in Italia, a prendere il sole. 🙂

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    • Giulia Robin
      Giulia Robin dice:

      Deduco che davvero dipende da che regione della Germania si é scelto.
      Qui sono davvero tutti velocissimi, pure i pedoni sono veloci 😀
      Comunque ogni popolo ha i suoi difetti e pregi, l´importante é saperli prendere e dargli la loro importanza. La Germania come dico nell´articolo, prima di essere piena di difetti, ha solo e dico solo da offrire.

      Rispondi
  3. Emanuela
    Emanuela dice:

    Descrivi esattamente il motivo per cui ho lasciato l Italia..anche se molti non capiscono dicendo ma era meglio fare il frontaliere? Si più soldi certo ma quello che manca tanto in Italia é il senso civico e il futuro..qua in Svizzera se ti impegni puoi pensare di migliorarti anche a 50 anni..

    Rispondi
  4. MM
    MM dice:

    Abito anch’io in Germania e viaggio spesso, Düsseldorf è un po’ più estrema secondo me perché la gente è più “cittadina” e stressata (è la Milano tedesca). Dove sono io più a Sud è secondo me più “Loka”, al supermercato non trovo tutto sto stress (a parte alle casse, quello è ovunque) .. non so se la Germania sia o no la mia terra promessa ma sicuro non torno in Italia.

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  5. Piera
    Piera dice:

    Vivo al sud della Germania da un anno ormai, e quello che piu´mi manca e´ la spontaneita´ degli italiani, il lasciarsi andare. I tedeschi non sono tutti rigidi, e´ vero, ma un buon 80% lo e´ senz´altro. Chi come me e´ arrivato da solo ha serie difficolta´ nel fare amicizia, pur conoscendo bene la lingua. Per fortuna si possono incontrare altri italiani nella stessa situazione!

    Rispondi

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