samanta-espatrio

Quando inizi veramente a viaggiare – non solo con la mente, ma anche con il cuore – è proprio vero che non ti fermi più e fare una valigia oppure riempire uno zaino diventa un gesto quasi routinario.

Ho iniziato a viaggiare da bambina con i miei genitori e poi – a quattordici anni – sono partita da sola e ho capito che stare ferma proprio non mi piaceva. E le gite sono diventati school-link, poi escursioni, poi ferie all’estero sino alla decisione di trasferirmi sul serio, causando una mezza crisi di panico a chi già mi vedeva sistemata. Magari con un figlio al posto di due gatti.

Mi sono trasferita a Jena, in Germania, con tanta voglia di fare e buoni propositi, ma soprattutto con la voglia di ritrovarmi dopo sei anni lavorativi che mi avevano un po’ fatto perdere la bussola e mi avevano trasformata nella persona ordinaria e quadrata che – ahimè – proprio non sono. Ho avuto la fortuna di incappare in un lavoro che amo molto e che – anche quando è difficile – mi da tante soddisfazioni e mi sta facendo crescere anche a livello umano.

Nel tempo libero viaggio – ebbene sì, soffro del morbo della partenza facile -, faccio fotografie, vado a concerti e mi immergo in questa cultura a tratti affascinante a tratti un po’ pittoresca, che però mi ha subito fatta sentire a casa.

Che ne dite di scoprirla un po’ con me?

http://imanhopelesswanderer.blogspot.com/

Gli articoli scritti da Samanta

accademia-cappello-2015

Accademia, questa sconosciuta

Il mondo accademico è, davvero, una realtà a parte. Il cinema e la letteratura hanno spesso provato a descriverne le dinamiche ma, come spesso accade, l’esperienza diretta è davvero tutto un altro paio di maniche. Ecco, quindi, tre cose che avrei voluto sapere prima di decider di fare ricerca per tre anni.

Condividi con chi vuoi