GITA A VIACHA

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Or e Simon happy

Or e Simon happy

Viacha e ‘ una comunita’ di montagna sopra il villaggio di Pisac, nella Valle degli Inca. E’ da febbraio che ne sentivo  parlare, finalmente e’ arrivato il momento, ci sono andata anch’ io. Di Viacha mi ha parlato il mio amico Hernan, perche lui e’ di li’ e perche’ varie volte ha portato stranieri a conoscere la laguna del luogo. Come potete intuire, si tratta di un luogo magico e molto importante nella conoscenza andina.

Quindi finalmente ieri e’ stato il mio turno, anzi io sono stata addirittura  la capogita.

L’ appuntamento era alle 8.20, davanti al mercato di Pisac. Essendo la capogita,  sono arrivata  qualche minuto prima del previsto. Pian piano, sono arrivati i partecipanti: Stefan dall’ Austria, Simon dalla Germania, Or da Israele, Laerke dalla Danimarca con due amici ancora. Eravamo gia’ 7, piu’ Don Hernan, piu’ Dona Felicita, piu l’autista. Il van da 10 posti era quindi pieno, abbiamo dovuto lasciare a terra 4 svizzeri, perche’ si e’ presentata piu’ gente del previsto.

Erano le 9 quando il nostro van cominciava la scalata verso l’ Intihuatana. L’ Intihuatana e’ un monumento archeologico molto antico, qualcosa come un Macchu Picchu locale, che si erge altissimo sopra la cittadina di Pisac. Ma noi siamo andati molto piu’ lontano e veramente molto piu’ in alto dell Intihuatana. Pisac si trova  a 3000 metri sopra il mare, noi in un ora e mezza siamo ascesi a 4300 metri. Il cielo era sempre piu’ blu e faceva anche sempre piu’ freddo. A un certo punto la strada non era nemmeno asfaltata, pero’ piu’ entravamo nelle Ande, piu’ spettacolare si faceva il paesaggio. Ormai l’ Intihuatana stava ai nostri piedi. Arrivati quindi a Viacha, abbiamo trovato 4 case sparse nell’ alta montagna andina, 2 asini marroni, un cane, molte pecore, uccellini cantando e molta pace. Hernan si e’ fermato per prendere della legna, per accendere un fuoco, mentre alcuni hanno aprofittato per scattarsi delle foto con gli asini.

Ripresa la strada, ancora curve e curve,  un’ aquila vola davanti a noi, come per darci il benvenuto, poi un’ altra aquila, ferma su una pietra, ad una curva della strada, come una sentinella che e’venuta a vedere chi siamo, poi moltissime alpache di color bianco correndo davanti a noi. Conoscendo i turisti il signor Avelino ha fermato il van e 3 di noi abbiamo rincorso questi bellissimi animali che sembrano dei grandi battuffoli di lana bianca e soffice correndo per queste meravigliose montagne verdi. Noi non riusciamo a stare dierto alle alpache, piu di tanto non riusciamo a rincorrerle, loro sono abituate al poco ossigeno disponibile a queste alture, noi  meno.viachia alpaca

Forse per lo sforzo o forse perche’ semplicemente e’ cosi’,  io avevo bisogno di masticare le foglie di coca, cominciavo a sentirla seriamente l’ altura, mi girava la testa e sentivo nausea. E’ che ormai eravamo a 4000 metri e di ossigeno qui ce n’ e’ circa il 40 % in meno. Or e’ bravissimo a fare massaggi, quindi mi ha massaggiato un punto specifico alla mano, mentre Felicita mi ha dato le foglie di coca da masticare e Hernan mi ha bagnato le mani con dell’ alcohol che io poi ho respirato.

Ancora un paio di curve e siamo finalmente arrivati, davanti a noi c’era uno specchio d’ acqua trasparente, ai piedi della cima della montagna sacra del luogo. Le esclamazioni di meraviglia non sono mancate.

Ci siamo dunque incamminati verso un posto, dove abbiamo avuto l’ onore di partecipare a un rito di connessione con le montagne. Le montagne qui si chiamano Apus e la popolazione locale dice che sono esseri viventi, come delle deità, con le quali e’ importante stare in comunicazione, sopratutto quando si ha la benedizione di essere ospite in queste terre. Abbiamo quindi chiamato gli Apus ad assisterci nel nostro cammino, poi abbiamo fatto un fuoco e alcune cose in piu’.

La laguna di Viacha, specchio dei cielo.

La laguna di Viacha, specchio dei cielo.

A cerimonia finita, alcuni hanno camminato ancora un po’, mentre altri sono rimasti sdraiati sull’erba a prendere il sole. Nel frattempo, per la nostra felicita’, il gregge di alpache aveva raggiunto la laguna. In tutto erano 26 alpache, alcune adulte, alcune baby, ma tutte meravigliose e stupendamente bianche.

In poco tempo, tutti avevamo una fame da lupi e siamo stati vermente molto grati alla mamma di Hernan per averci ricevuto a casa sua, a Viacha, in una casa molto semplice, ed averci preparato una buonissima zuppa di quinoa e verdure del suo orto. Si, abbiamo mangiato tutto, tutto e quasi tutti si sono mangiati almeno due piatti di zuppa ciascuno.

Poi si ritornava giu’ a Valle, tutti felici, tutti contenti, tutti ringraziandomi per aver organizzato la gita. Anche io ero contenta, perche’ loro erano contenti e sono ispirata per  la prossima escursione.

Siamo arrivati a Pisac alle 3.30 del pomeriggio, ma sembrava come se tornassimo alle nostre case dopo molti giorni, la sensazione e’ che siamo stati in un posto fuori dalla linea del tempo “normale”. Sono certa che la sensazione non e’ solo mia.

 

 

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