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L’8 ottobre siamo andati in gita grazie all’organizzazione della Chiesa di Izmir. Le varie Chiese di Izmir, e non solo, si sono organizzate ognuna con il proprio gruppo di fedeli in occasione della festa di Theotokos.

Theotokos è il nome che è stato dato a Maria nel 431 d.C. Questo nome significa “Colei che ha dato la vita a Dio, che ha portato (in grembo) Dio”, in greco.
Per chi fosse interessato alla storia di questo nome potete leggerla a questo link:

Come “Theotokos” è diventato il titolo perfetto per la Vergine Maria

Il mio fidanzato è musulmano, tuttavia da un po’ di tempo a questa parte abbiamo cominciato a frequentare la Cattedrale di San Giovanni, ad Alsancak, Izmir.

Dopo la Messa della domenica del 1 ottobre, Padre Massimiliano aveva comunicato che l’8 ci sarebbe stata questa gita. Abbiamo così lasciato i nostri nomi, per la prenotazione.

La gita è stata completamente gratuita e davvero ben organizzata.

Siamo partiti poco prima delle 9 dalla Cattedrale, con due bus. Uno era pieno di turchi, in buona parte cattolici. Una minoranza era musulmana, ad accompagnare mariti o mogli cattolici. Era curioso vedere donne musulmane con il velo assistere alla messa.

Il secondo bus era mezzo vuoto e comprendeva un misto di inglesi, africani, iraniani, un paio di famiglie turche e me. Il programma prevedeva la visita alla Basilica di San Giovanni di Efeso al mattino, e alla casa di Maria al pomeriggio. Il viaggio non è stato lungo: poco più di un’oretta.

Izmir-Efeso-Basilica

Efeso è uno dei siti archeologici più importanti della Turchia. Ci sono resti molto ben conservati.

C’ero stata in passato, per un tour completo. Per l’occasione l’ingresso era pagato dalla Chiesa. Una volta entrati avevamo la possibilità di girare per una mezz’oretta, fino all’ora della messa. Siccome il sito è molto grande e mezz’ora non sarebbe stata sufficiente, con Barış abbiamo preferito seguire il gruppo alla Basilica. E’ stato interessante vedere come venisse allestita e preparata per la cerimonia.

Il comune aveva fatto confezionare dei fiori, per abbellire i resti dell’edificio. Per quanto fossero soltanto i resti di una Basilica, è stato davvero molto suggestivo. In mezzo alle colline di Selçuk, sotto un cielo soleggiato ed al tempo stesso molto nuvoloso, con una brezza leggera ad accarezzarci.

Ai lati della navata erano state disposte molte sedie, per tutti i fedeli in arrivo da zone vicine e lontane. Per ognuno era stato preparato un libretto della cerimonia. Le preghiere e la funzione erano in un misto di italiano, turco, latino, inglese e francese. I partecipanti erano delle citate nazionalità, oltre a tedeschi, spagnoli e parecchi coreani e cinesi.

La parte posteriore della Basilica era stata adibita a camerino per gli 8 vescovi che, oltre ai numerosi preti, hanno celebrato la messa. C’erano vescovi e preti di ogni nazionalità, di ogni grado. Addirittura un rappresentante dei padri francescani.

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Alle 11 è iniziata la funzione. E’ stata piacevole e suggestiva ed ha avuto una durata di poco più di un’ora.

Una volta terminata la Messa le sedie sono state raccolte ed è stata la volta di foto e saluti con il nuovo vescovo. Poi, ognuno è tornato al proprio pullman per il trasferimento alla casa di Maria, non troppo lontana, su una delle colline di Selçuk. E’ la casa dove Maria ha vissuto gli ultimi anni della propria vita, dopo che Gesù l’aveva affidata a San Giovanni.

Ero stata in visita alla casa in passato, ma sono tornata volentieri: è un luogo che dona molta pace. A questo link potete trovare la storia del ritrovamento della casa:
http://www.meryemana.info/it/il-santuario/storia

Casa-Maria-Madonna

Siamo arrivati alla casa verso le 13 e l’inizio del rosario era previsto per le 15. Subito dopo il parcheggio c’è un negozio di souvenir religiosi: rosari, Madonnine, statue, presepi, calamite. Tra un giro al negozio e un te caldo al caffè/ristorante, il tempo è passato in fretta.

Dopo il ristoro abbiamo inoltre fatto un giro all’interno di quella che era la casa. All’accesso, numerose pietre, in almeno 15 lingue, raccontano la storia del luogo. Una statua della Madonna a dimensioni umane dona poi il benvenuto. Si arriva in seguito alla casa, adibita ora a Chiesa. All’esterno, zone per accendere le candele e pregare. E’ un luogo suggestivo, che dona pace.

Infine c’è il muro delle preghiere, dove ognuno può legare il proprio fazzoletto/foglio/bandana. E’ una griglia molto lunga, già piena di fogli e richieste. Abbiamo compilato la nostra preghiera e l’abbiamo legata alla griglia, in mezzo alle altre. Il muro è qualcosa che mi emoziona sempre.

Alle 15 eravamo pronti per il rosario. Il numero di presenti era minore. C’erano i partecipanti dei nostri pullman e altri stranieri presenti anche al mattino. In questo caso oltre a Padre Massimiliano era presente soltanto uno dei Vescovi.

Il rosario è durato circa un’ora, in un’alternanza di italiano, turco, latino, francese inglese e di un’altra lingua non ben identificata. Credo fosse tailandese o simile.

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Il muro della Preghiera

La prima parte della preghiera era letta da un madrelingua nella lingua che al momento si stava usando, e la seconda parte recitata da noi, ognuno nella propria lingua.
Anche in questo caso erano stati preparati dei libretti per seguire meglio la funzione. Non amo i rosari, ma è stato piacevole e non noioso.

Verso le 16 è terminato, ognuno ha raggiunto il proprio bus (alcuni in arrivo da Istanbul addirittura) e siamo ripartiti alla volta di Izmir.

Siamo stati molto fortunati con il tempo. Al mattino eravamo in una pianura, quindi nonostante fosse nuvoloso non era per niente freddo. Non ha piovuto, a sprazzi usciva addirittura il sole. Al pomeriggio invece, essendo su una collina, il vento era forte e freddo. Per fortuna le nuvole si sono aperte e per tutto il rosario siamo stati sotto un sole bello caldo.

Nel complesso è stata una giornata molto piacevole. I luoghi donano molta pace, come vi dicevo. Ma l’aspetto più interessante è vedere persone di diverse nazionalità, culture e religioni riunite a pregare insieme.

Oltre ai musulmani del nostro gruppo, c’erano molti altri che si sono uniti alla preghiera, e soprattutto al Rosario.
Le donne musulmane, indossando il velo, richiamano in questo caso l’attenzione più degli uomini.
Mentre noi pregavamo con il rosario, molti di loro si sono fermati ad osservare e seduti a pregare con noi, fino alla fine della funzione. Magari non sapevano le parole, ma hanno pregato come sapevano. Ed è una cosa davvero bella da vedere di questi tempi.
Per una mezza giornata fa dimenticare bombe, guerre e tutto quanto c’è di brutto.

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