Vivere nel deserto, parte prima

Il Gran Canyon, un racconto in fotografie

Ho sempre vissuto con l’idea che l’America fosse un posto relativamente “giovane”.

La civiltà, se così la possiamo chiamare, è arrivata relativamente tardi, se la paragoniamo con la nostra storia Europea. Però, a pensarci bene….

Mi trovo a Phoenix, in Arizona, una grande città costruita nel deserto, e sfido chiunque a sopportare il caldo che sfiora i 50 gradi Celsius in piena estate.

La cultura del far West è molto sentita: tra cactus e cavalli sembra di rivivere qualche film con John Wayne.

A tre ore di macchina da casa nostra, nel lato Nord di Phoenix, si trova una delle sette meraviglie naturali nel mondo: il Gran Canyon.

Ci sono molteplici modi di visitare questo posto strepitoso, dipende da tempo a disposizione, energia e, purtroppo, denaro.

Il Gran Canyon è tecnicamente suddiviso in Rim Sud e Rim North. La parte sud è aperta tutto l’anno, quella Nord parzialmente: fa un po’ di impressione pensare che durante l’inverno nevichi (alla fine siamo nel deserto).

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Se si è abbastanza fortunati da poter prenotare un tour in elicottero, l’aeroporto si trova nel lato sud.

I prezzi partono da circa $220 a persona per un tour di 30 minuti.

Oppure vi è un originalissimo tour in treno, in vecchie cabine ristrutturate originarie del 1923: sembra di fare un salto nel passato!

Noi, nn avendo molto tempo a disposizione (e anche un piccolo escursionista di due anni), ci siamo “accontentati” di una visita nel lato sud in auto.

Entrati nel parco, $30 dollari per macchina, ci siamo diretti in uno dei parcheggi principali; turisti provenienti da tutto il mondo rendono questo angolo di paradiso un melting pot culturale incredibile.

Lasciata la macchina nel visitors center, ci siamo spostati con gli autobus gratuiti offerti all’interno.

Che spettacolo! L’immensità della natura sotto i nostri occhi!

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Fa impressione pensare che questo canyon, profondo 1857 metri, sia il risultato dell’erosione del fiume colorado e dei suoi affluenti, di aria di vento di storia.

Personalmente, a parte le grandi metropoli americane, mi sembra di riscoprire in USA un modo diverso di fare turismo.

Senti la natura più vicina, lo spirito entra in sintonia con questi musei all’area aperta.

Abbiamo attraversato diversi punti, tra un trekking a piedi e passaggi in autobus siamo riusciti ad attraversare diversi lati del sud rim: Pipe Creek vista, Yaki point, Lipan Point, concludendo con un bellissimo punto, Desert View.

I tramonti arizoniani hanno delle sfumature diverse, dei colori così vivi che rendono il tutto più romantico. Viverne uno con vista sul Gran Canyon durante il nostro trekking di ritorno è stata un’esperienza che non riesco a trasformare in parole.

Condivido con voi questa mia esperienza tramite delle immagini scattate da una mia amica, anche lei expat e bravissima fotografa: Elisabetta Ferrari.

Gran-canyon

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3 commenti
  1. Gabriella Pizzonia
    Gabriella Pizzonia dice:

    Grazie del bel racconto, condivido con te la difficoltà ad esprimere a parole quello che si prova guardando quei posti. Una meraviglia! Li ho visitati anni fa e non vedo l’ora do tornarci.

    Rispondi
  2. Elisabetta
    Elisabetta dice:

    Grazie a te Giorgia! Non vedo l’ora di tornare a fotografare questa immensità il prossimo inverno con la neve!

    Rispondi

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