Ha det bra, Norvegia!

Caro Olaf,

Ti sarà giunta notizia della mia imminente partenza.

Forse lo avevi iniziato a sospettare quando, 3 anni fa, avevo varcato il confine verso l’amica-nemica Danimarca.

O forse l’avevi sempre saputo e mi hai osservato per tutti questi anni, indicandomi silenziosamente la via.

Vedi Olaf, in questi 3 anni di pendolarismo nordico ho capito molte cose.

Ho realizzato la fortuna di averti incontrato 10 anni fa.

Non scorderò mai il momento in cui il tuo nome è apparso sulla lista delle destinazioni Erasmus.

– L’inizio di tutto. –

“Ma come… io avevo scelto Gustav! Chi diavolo è questo Olaf??”

Dimmi la verità: deve essere stato uno scherzo di quel Loki che tanto si diverte a mischiare le carte di noi umani. Non ti arrabbiare, il più delle volte noi persone comuni abbiamo un orizzonte limitato e ci sentiamo smarriti se le cose non vanno come pianificate. Voi, da lassù, avete una visuale molto più ampia 🙂

Amicizie che durano

Ripenso a tutte le persone che hanno intrecciato il mio cammino a Trondheim.

Molti di loro sono durati il tempo di un semestre, alcuni invece hanno attraversato con me gli spazi e gli anni fino ad oggi.

Siamo invecchiati, la vita ci ha cambiato, ma lo abbiamo fatto insieme. Ed insieme ci siamo ritrovati in giro per il mondo, condividendo speranze e delusioni.

Uno su tutti, lo sai bene, è mio marito che hai chiamato dall’Asia fino a te.

Dici che Loki non ha nulla a che fare in questo caso? Beh, di certo so che non era nei miei piani innamorarmi a quel tempo. E non ero nemmeno sicura potesse funzionare.

Insomma, prova a metterti nei miei panni terreni: non ho mai creduto al Principe Azzurro, figurarsi vedersi arrivare la Tigre di Mompracem, ah! 😀

Eppure, tra un esame e l’altro, abbiamo sfidato i pregiudizi e il freddo Nord e abbiamo dato il via alla nostra avventura.

E ora, rotta verso Sud!

Arrivato il tempo di cercare lavoro, la costa Sud ci ha chiamato.

Scivolando verso Sud

Stavanger è stata un nuovo banco di prova: ricostruire tutto, partendo dal bagaglio acquisito nei primi 5 anni. E non solo metaforico.

La traversata Trondheim-Oslo-Stavanger in furgone lungo le tue strade rimane indimenticabile: pini, betulle, pini.

Il paesaggio che si trasforma tra le varie contee, i dialetti che mutano, ma la costante di un popolo educato, riservato e affidabile.

La città a quel tempo era in piena fase di sviluppo, un piccolo centro con un’alta presenza internazionale.

Ancora una volta mi hai regalato la possibilità di mettermi a confronto con una parte di mondo che non conoscevo, per realizzare poi una cosa semplicissima: siamo tutti mossi dagli stessi bisogni e dagli stessi sentimenti, lo esprimiamo solo in maniera diversa.

Aver potuto vivere questo momento di crescita eccezionale della regione, ha significato molto per me: la nascita di nuove amicizie, la crescita professionale, nuove isole da conquistare… in nome di Mompracem!

Lo spirito piratesco non è mai mancato nemmeno quando il vento ha cambiato direzione ed ho colto l’occasione di spostarmi in terra danese.

Credo, Olaf, che potremmo parlare per ore di quella mia scelta e, forse, non saremmo mai completamente d’accordo.

Il tempo dirà se quella decisione sia stata corretta o meno.

Ma un capitano deve sapere quando ritirarsi, se vuole avere la possibilità del riscatto.

Nel tuo paese, ho potuto trovare un porto sicuro e libero. Una terra semplice ed onesta, fondata su una profonda uguaglianza.

La tua gente incarna lo spirito pratico di chi affronta un clima rigido e di chi vive a ridosso delle montagne. Ma mostra anche il cuore indomito di chi ha viaggiato per i mari e combattuto per la sua indipendenza.

Caro Olaf, non potevo andarmene senza ringraziarti per tutto questo.

Ti prego di continuare a vegliarci da lassù e indicarci, come sempre, la via.

Tua,

V.

Il meraviglioso gruppo di volontari del Festival Internazionale di Musica da Camera.
Grazie a www.icmf.no

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