halloween

Lo spirito di Halloween è qui.

Settembre e ottobre sono mesi speciali in Canada.

I colori dell’autunno sono incredibili e se qualcuno volesse visitare questo bellissimo paese gli consiglierei senza dubbio questo periodo dell’anno.

Anche nel parco più piccolo o semplicemente in un viale alberato, per non dire nella magnificenza delle foreste che circondano le città, non c’è sfumatura di giallo, rosso, o verde che non sia presente.

Qui c’è il vero autunno, quello con l’A maiuscola, che somiglia ancora all’estate ma porta già i segni dell’inverno che verrà, il primo freddo ha un odore preciso, pulito, chiaro.

La luce è dorata e l’atmosfera è magica, sono i mesi del nuovo inizio, del raccolto, del ritorno ai ritmi che ci accompagneranno per i prossimi 7 o 8 mesi.

È un periodo di festa, lo senti nell’aria, si inizia celebrando il Labour Day che conclude le vacanze estive per tutti gli studenti.

Poi arriva il Thanksgiving, che è una tradizione molto legata alle origini rurali dei coloni e sostanzialmente coincide con una più antica festa del raccolto, ed infine con Halloween che conclude ufficialmente l’autunno, e dopo il quale l’atmosfera diventa immediatamente pre natalizia.

Queste due ultime festività, il Ringraziamento ed Halloween,  sono note anche in Italia, complici film e telefilm americani, e negli ultimi anni ho visto (da lontano) che Halloween è stata adottata nel Bel Paese.

Conoscendo e vivendo questa tradizione qui in Canada, vi devo confessare che provo un certo disappunto nel vederla replicata senza coerenza di sorta in Italia.

A parte alcuni posti, pochissimi, dove esiste una festa e una tradizione simile (penso soprattutto al nord Italia ma anche nel beneventano o in altri piccoli centri del sud). Tutto il resto è una pallida commerciale imitazione di uno spirito che non ci appartiene assolutamente e del quale abbiamo capito poco, riducendolo a soldi spesi in brutte maschere di plastica e al tentativo di far fare una esperienza esotica ai nostri bambini, facendoli andare a chiedere caramelle porta a porta con il serio rischio di vedersele sbattute in faccia, quelle porte.

Halloween non è questo, ma non vi farò una lezione sulle sue origini e significato, basta fare un minimo di ricerca online per saperlo.

Vi diro però che Halloween ha bisogno ingredienti precisi che non si trovano nelle nostre città né nella nostra cultura.

È come se volessimo esportare noi il nostro carnevale o la Befana in Nord America. Non hanno idea di cosa siano e chiamano il primo “kind of a Halloween” e al seconda “la nonna strega”. Mai definizioni furono più false! Una tradizione può al limite essere compresa, ma certamente non replicata nel suo significato originale e spirituale da una comunità che è estranea a certi presupposti socioculturali e storici.

Halloween, qui, è intriso di una spiritualità anglosassone e precristiana.

E’ momento di riflessione e preparazione al periodo più buio dell’anno, è un rito propiziatorio che scherza con l’aldilà per non averne troppa paura.

È fatto di case con il giardino addobbato per essere spaventoso, è fatto di centinaia di bimbi di ogni età che scorrazzano a piedi per il loro quartiere, che bussano alle porte di sconosciuti e ne ricevono caramelle . Halloween inizia lento. La classica gita di famiglia al Pumpkin patch è la prima tappa.

Si va nelle fattorie fuori città a scegliere le zucche, raccogliere mele e giocare nei campi di granoturco. Appaiono ai primi di ottobre le prime zucche,  lasciate fuori la porta per decorazione e segnale, la famiglia è pronta, tra un paio di settimane verranno intagliate e i semi cotti nel forno.

Verso il 20/25  del mese iniziano a vedersi le decorazioni più fantasiose, paurose, costose, artistiche, splatter e cinematografiche possibili.

Sono frutto di lavoro e di progettazione che hanno richiesto settimane per essere realizzati e trasformano i volti di molte case,… insieme a più modeste finte ragnatele e lapidi di plastica sparse nel giardino di altre abitazioni.

Il culmine della festa è il pomeriggio del 31 ottobre, l’aria ribolle, la gente è per strada e tira tardi anche se è un giorno infrasettimanale, nessuno rinuncia a mettere qualcosa di particolare, qualcuno va anche a lavoro mascherato, i locali hanno eventi speciali e nelle vie principali si organizzano parate e spettacoli a tema che terminano con i fuochi d’artificio.

Halloween finisce veloce in un crescendo di adrenalina, divertimento, paura e troppi zuccheri in circolo.

Halloween finisce ed immediatamente si tolgono le decorazioni, si mettono i costumi in soffitta, si buttano le zucche nel cesto del concime, si donano i dolci avanzati ai centri di accoglienza. Halloween qui è molto vero e per questo si sente il bisogno di viverlo tutto e di chiuderlo nel baule il prima possibile. Il giorno dopo è già Natale…

pumpkin

1 commento
  1. Angelo
    Angelo dice:

    Concordo, infatti io non mi maschero o non faccio nulla che mi coinvolga in prima persona. Forse un giorno lo farò, chissà. Per me il primo e il secondo di novembre sono i giorni della mia cultura. Ammiro e osservo però lo spirito che Halloween porta con sè. Qui in Europa, tranne che in Uk o pochi altri posti, è show business o marketing.

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