Quando ti trasferisci in un altro paese ne abbracci le festività e le tradizioni, sincronizzi il tuo calendario con quello locale. Il processo di integrazione diventa la base della tua nuova vita, del tuo modo di organizzarti. Non è una sostituzione, ma una sorta di fusione, un incontro tra culture diverse.

Il mio coinquilino però ha preso la cosa un po’ troppo sul serio!

Nella mia casa conviviamo in quattro, io, il mio compagno e una coppia sposata composta da un irlandese ed un brasiliano.

Entrambi vivono in questa casa da più di tre anni e subaffittano la seconda stanza da letto per far fronte ai folli prezzi degli affitti Dublinesi.

Il ragazzo irlandese è riflessivo e pacato, anche se ogni tanto si concede qualche folle serata al pub.

Il brasiliano invece è estroverso, piano di vita, irrequieto.

Spendono la maggior parte dei soldi rimasti dopo aver pagato l’affitto in pazzi viaggi in giro per il mondo, mentre il resto del tempo lo passano a lavorare e mettere da parte i fondi per la loro prossima avventura.

Tutti e quattro lavoriamo fino allo stremo delle forze e con orari completamente diversi.

Per questo motivo la nostra vita convivenza è fatta di incontri sporadici in pigiama e intricati balletti intorno a forno e fornelli quando ci capita di decidere di preparare da mangiare allo stesso momento. Non si può dire ci sia una vera e propria amicizia, ma una pacifica e serena convivenza basata sul rispetto reciproco.

Un giorno, all’inizio di settembre, si è cominciato a parlare dell’annuale party di Halloween.

Il brasiliano non stava più nella pelle e ci ha avvisato con un sorriso raggiante che la casa avrebbe avuto per allora tutto un altro aspetto. Non vi facemmo tanto caso, anche se con il senno di poi avremmo dovuto intuire qualcosa dal modo in cui gli brillavano gli occhi!

Ogni giorno in casa appariva dal nulla qualcosa di nuovo. Le decorazioni si sommavano le une alle altre e dopo il primo momento di sorpresa entravano a far parte della nostra sempre più bizzarra quotidianità. Macchie di sangue in cucina, teste mozzate appese ad un gancio, ragnatele, quadri sghignazzanti e occhi che ti fissavano divennero i nostri nuovi compagni di casa.

Giorno dopo giorno ci chiedevano…possibile che ne abbia ancora così tante?

Camera loro infatti è sempre pulita e immacolata, con arredamento minimal e pochissimi oggetti personali. Dove diavolo le teneva tutte quelle decorazioni?

Un giorno, mentre entravo in cucina aggirando lapidi, streghe animatronics e bimbe di the ring dalla faccia grottesca e occhi luminescenti, ci ritrovammo a parlare del perché tenesse tanto a questa festa. Mentre preparavamo la colazione lui ha avuto un attimo di riflessione prima di rispondermi.

“ In Brasile è sempre occasione per fare festa. Le persone si divertono, amano la musica, la confusione. Mi manca il mio Carnevale, quello che vivevo con la mia famiglia, e poiché qui non ne hanno uno me lo sono creato da solo”.

Queste parole mi colpirono molto e cominciai a guardare le decorazioni con occhi diversi. Il loro numero stava diventando impressionante, tanto da perdere qualsiasi intento di spaventare o creare una atmosfera di orrore e tensione.

Non era Halloween, ma Carnevale.

Un carnevale di luci, di fiori, di dolci colorati, di palloncini appesi e di oggetti di ogni forma e dimensione. Quello che prima mi sembrava una esagerazione, quasi una ossessione, si trasformò sotto i miei occhi come una commovente testimonianza di quanto possa essere forte la nostalgia di casa.

E è stato così che, tra gli sbuffi del suo compagno irlandese e le nostre acrobazie giornaliere per cucinare e persino entrare nel nostro bagno, il giorno della festa è arrivato. Sono stati gonfiati gli ultimi palloncini, indossati i costumi, colorati i visi e lavati i capelli.

Il fumo al’odore di fragola che si levava dalla macchinetta in salotto (avete letto bene !) accentuava l’effetto delle luci stroboscopiche colorate in una semi oscurità ricca di dettagli, dolci di ogni tipo, caramelle gommose di ogni forma e dimensione e delle immancabili zucche ghignanti.

Questo misto tra Carnevale e Halloween raggiunse perfettamente il suo scopo: riunire, scoprire, sorprendersi, ridere della morte e della paura.

Noi andammo a dormire presto, poiché il giorno dopo mi aspettava una levataccia per un corso di aggiornamento, ma i suoni della festa ci accompagnarono anche dopo essere entrati nel nostro letto, al calduccio, in pigiama. Come una dimensione parallela subito al di là della porta.

Il giorno dopo mi sono svegliata alle 5 e mezza ed era tutto finito.

Non so cosa ha spinto il ragazzo brasiliano a togliere quasi tutte le decorazioni in una sola notte. La casa sembrava vuota, troppo grande e troppo spoglia.

Solo le zucche erano rimaste, e qualche timido bambolotto smarrito che, da solo, sembrava aver perso tutto il suo potere.

La vita ricominciava, come se non fosse mai accaduto.

Ma nel cuore ricorderò sempre il giorno in cui Carnevale e Halloween danzarono insieme nel nostro minuscolo appartamento di Dublino.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi