20160714_165925Il viaggio e’ quel tarlo mentale che hai dalla nascita, impossibile acquisirlo. E’ quel ”qualcosa” che ti divora dentro, anche se non ci pensi. E’ quella cosa strana che va a braccetto con un’insaziabile curiosità e con la voglia di fare la valigia. Io il tarlo l’ho sempre avuto, probabilmente ereditandolo da dei genitori che, prima della fase dell’appendere la valigia al chiodo, fecero della loro vita un viaggio. La mia fortuna e’ stata incontrare un compagno di vita con la mia stessa malattia, la voglia di conoscere. Noi pensiamo che i soldi servano a rendere la tua vita migliore, e non lo puoi fare senza conoscere cio’ che hai intorno. E per farlo, devi viaggiare. Il nostro viaggio inizia nella nostra testa, dopo aver doviziosamente calcolato quanto possiamo spendere. Quest’anno ci siamo permessi la Scozia, visto che io lavoro e abito a Sheffield.

Siamo partiti con la nostra idea in testa, pochi soldi, un hotel e due B&B prenotati. Dopo aver passato le Dales del North Yorkshire, ci siamo subito resi conto di essere entrati nel regno dell’estensione della Natura, quella appunto con N maiuscola. La Scozia e’ ancora in gran parte selvaggia, incontaminata, proprietà esclusiva delle Merinos che pascolano ovunque, come milioni di puntini bianchi su un tavolo da gioco verde. Acqua, Highlands, Tartan : era cio’ che la nostra testa aveva elaborato per mesi.

Edinburgh si e’ aperta almeno per me, nel modo migliore: una Tartan Factory adiacente al Castello. Chilometri di fili tessuti a seconda di rigidi canoni famigliari sono apparsi ai miei occhi come per incanto, mescolandosi ad un maestro di Bag Pipe che ha dato i primi rudimenti di musica scozzese a nostra figlia, il rumore dei telai sovrastato dalle note acromatiche delle cornamuse. Una città’ dai mille colori, gioviale e festosa, sembra quasi che ti accolga dandoti grande pacche di benvenuto sulle spalle, e ahimè, anche sulle tasche: e’ molto cara, perché molto esclusiva. Esclusiva come la Britannia, il Royal Yacht ora in disarmo, che ha scorrazzato per cinquant’anni la Queen e la sua famiglia per tutti i mari conosciuti e non del globo. Arredi esclusivi, lusso sapientemente usato e ricordi appesi ovunque, ne fanno una tappa obbligatoria se si vuole conoscere una fetta di storia inglese. Ovviamente a pagamento.

Ma il cuore per chi come noi e’ amante del mare grigio e freddo del grande Nord, si sposta rapidamente, arrivando ad Inverness: il 58esimo parallelo dove la notte fonda non inizia prima delle 11 di sera e dove nel Moray Firth puoi vedere uno spettacolo commovente: i delfini in libertà. Non ci sono vasche e orrendi acquari a limitare le evoluzioni di una mamma e del suo piccolo, che fanno piroette leggere emozionando frotte di appassionati silenziosi armati di teleobiettivi, fermi sulla spiaggia sassosa, sotto una pioggia finissima ed impalpabile, che crea la cornice migliore a questo spettacolo degno di una delle puntate piu’ belle di Quark.

Ci siamo lasciati il mare aperto alle spalle, per immergerci nella grande catena di laghi salati che inizia con LochNess : luci, colori, silenzio, chilometri di acque cristalline, si fondono tra loro, inanellandosi nel più lungo filare di perle che abbia mai visto, fiordi norvegesi a parte, fino ad arrivare ad Eilean Donan Castle. Chi ha visto Highlander sa bene di cosa parli. Situato su una piccolissima isola, unito dal coreografico ponte, e’ il tributo obbligatorio del turista alla Scozia. Ricostruito agli albori del XX secolo, e’ molto piu’ bello visto da una certa distanza che non al suo interno, i cui arredi e stanze possono soddisfare solo un turista superficiale ma non un appassionato di storia. La cartolina migliore e quella che si ricorda e’ senza dubbio il suo emergere lungo la stretta strada che vi arriva.

20160712_153831Abbiamo evitato accuratamente negozi di souvenir, artigianato locale, e quanto poteva esserci di turistico, per vedere quello che secondo me e’ uno dei luoghi dove natura e storia coincidono perfettamente, lasciandoti col fiato a mezzo: Glencoe, o Glen of weeping, the very valley of the shadow of death” (la valle delle lacrime, l’autentica valle dell’ombra della morte ). In questa gola delle Highlands, nel 1692 avvenne il massacro del Clan McDonald, da parte dei traditori affiliati a Re William III . Silenzio, vento, cascate, ne hanno fatto un luogo di culto e di cinema. Qui sono stati girati infatti film come Braveheart, Harry Potter e i doni della morte, e Skyfall.  Solo quattro giorni, ma intensi. Li portiamo dentro, ognuno di noi tre in modo diverso, ma unico e significativo.

Il viaggio e’ dentro di noi, pronto per il prossimo anno, Isole Scozzesi a Nord.

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