lucrezia-nizzaNon riesco mai a trattenermi dal sorridere di fronte ai moti di stizza degli amici del nord che in vacanza per qualche giorno sbuffano con aria esasperata quando si accorgono della lentezza con cui la vita nizzarda scorre giorno dopo giorno.

Spesso ignari del quieto vivere che scandisce la routine della città, i viaggiatori settentrionali si trovano spiazzati quando devono ri-sintonizzarsi con ritmi ormai dimenticati, ingoiati dalle fredde metropoli del nord.

Intorpiditi e contratti, scendono dall’aereo o dal treno e si ritrovano a sbattere le palpebre davanti alla forza prepotente del sole, al ciarlare della gente, al passeggiare senza meta sul lungomare senza il persistente pensiero di essere in ritardo per qualcosa.

Ricordo ancora con tenerezza che un amico italiano, trapiantato a Londra da anni, ci mise una settimana a riabituarsi all’intensità della luce dopo mesi nelle albe grigiastre della capitale inglese. Una mattina, deciso a mostrarmi come funzionano le cose nelle “vere” città, lo vidi uscire all’alba per andare a comprare il pane, baldanzoso e fiero di iniziare la giornata con una sana colazione. Tornò dopo pochi minuti, incredulo e mi disse: “il panettiere apre alle 08:00…” Credo che tutt’oggi non si sia ancora ripreso.

Signori non scherziamo, qui siamo al sud, tutto scorre con un ritmo tutto mediterraneo che lascia la parte da protagonista ad una virtù troppo spesso bistrattata: la calma.

Qui le ore si dilatano e c’è sempre tempo per un aperitivo serale o una passeggiata sulla Promenade des Anglais, ottima per affrontare une serata a base di cena con la suocera, per i più sfortunati.

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Nella Nizza vecchia, cuore pulsante, spettinato e pittoresco della città, la giornata comincia rigorosamente alle 10:00 con qualche stiracchio e sbadiglio dalla sera prima. I negozi aprono tardi e chiudono presto mentre tra i pub, i locali di musica dal vivo, i ristoranti in piazzetta e i bistrot raffinati, la città si gode le serate all’aperto con lunghi e languidi tramonti che invogliano a godersi fino all’ultimo la luce del sole morente.

Non c’è differenza fra settimana e week-end perché si preferisce rischiare di dormire meno piuttosto che rinunciare ad un concerto, una cena o una serata con gli amici al cinema. Ah il dolce gusto delle priorità. Qui lo svago e il tempo libero occupano una parte fondamentale della routine e non possono essere sostituite, svendute o comprate, a nessun prezzo.

I ritmi londinesi o parigini che comprimono corpi e menti in nome del guadagno sono guardati dai nizzardi con una sorta di compassione velata di affettuoso paternalismo che ricalca la celeberrima massima del più famoso fumetto francese in cui due Galli, uno grosso e baffuto, l’altro mingherlino con un due alucce sull’elmo, guardando allibiti i loro nemici di sempre, i Romani, esclamano “sono pazzi questi romani!”.

Il fascino delle grandi città non sembra sortire effetto sui nizzardi che preferiscono andare al mercato dei fiori o litigare sulle ultime decisioni del sindaco con quel tono un po’ inquisitorio ma di chi la sa lunga. E’ straordinario ritrovarsi in un posto che difende ferocemente uno stile di vita in via d’estinzione e valorizza il benessere personale fatto di sole, buon cibo e lentezza rispetto ad un mondo sempre più veloce e votato al profitto.

E’ rassicurante vedere come un po’ dell’antica eleganza dell’aristocrazia vacanziera sia rimasta nello stile di vita delle persone di qui, che con i loro ritmi lenti ma soprattutto umani difendono uno stile di vita controcorrente.

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6 commenti
  1. feffe
    feffe dice:

    Bellissimo !!! “Ho rischiato” di venire a vivere a Nizza per un anno…mannaggia a me, ma prima o poi ci verro’ 🙂 Buon proseguimento e buona luce !!!

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    • Lucrezia
      Lucrezia dice:

      Rischia, rischia. E’ un bellissimo posto in cui vivere. Tranne l’estate che per i locali diventa un girone dantesco. Consiglio sempre di venire in settembre, mese ancora estivo ma senza milioni di turisti.

      Rispondi

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