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Iran: una grande sorpresa      

 “Se apri l’occhio del tuo cuore, potrai vedere cose invisibili”   (Proverbio Persiano)

Il  primo ottobre dell’anno scorso, mi trovavo a Mumbai per sbrigare pratiche burocratiche al consolato italiano, quando mio marito mi dette la notizia che ci saremmo dovuti trasferire in Iran a gennaio dell’anno successivo.

Iran? E che Paese è? Chi ne ha mai sentito parlare?

Io, avendo studiato all’Università Lettere Classiche, conoscevo l’antica Persia, una civiltà molto raffinata, la terra dei Re, Persepolis, Dario il grande, Serse e le guerre persiane, la terra degli Shah e della principessa Soraya.

Ma l’Iran di oggi mi era completamente sconosciuto.

Dopo qualche settimana siamo andati a Teheran per vedere e toccare con mano, ma soprattutto per cercare casa. Appena scesa dall’aereo mi sono dovuta coprire il capo con un foulard e tutto mi è smebrato così grigio e tetro rispetto alla verdeggiante e colorata India in cui vivevo. Alla dogana ci hanno fermato e appena abbiamo detto  loro che eravamo italiani, ci hanno fatto una gran festa! Ebbene sì: in Iran adorano l’Italia e tutto ciò che è italiano!

Il taxi sul quale siamo saliti puzzava di polvere così ci siamo immersi subito nello smog e nel traffico – terrificante – di Teheran…una metropoli che conta circa 12.000.000 di abitanti di notte e circa 18.000.000 durante il giorno.  Il quartiere dove abbiamo trovato casa si trova vicino all’ufficio di mio marito, un quartiere borghese e ordinato, pieno di negozietti. Dalla finestra della cucina si vede la Torre Milad, uno dei simboli della città moderna.

La prima cosa che ha catturato subito la mia attenzione fu la quantità di nasi rifatti delle donne e degli uomini, i trucchi alla “Moira Orfei”, i capelli platinati che fuoriuscivano dai veli colorati. Al supermercato non riuscivo a leggere i prezzi dei prodotti perché scritti in numeri persiani, le date di scadenza erano incomprensibili. Ad esempio, comprai un formaggio che scadeva il 30/07/1394!!! Ma dove ero finita? In pieno Medioevo? ?

iran-gattoIn quei giorni si celebrava la Ashura, una delle festività più significativa del calendario islamico durante la quale si commemora la morte dell’Imam sciita Hussein, nipote di Maometto, che venne ucciso in battaglia. Dalla finestra si vedevano processioni di uomini di ogni età, che si flagellavano, al ritmo di una musica triste e oscura, e gente che piangeva e si disperava.

Insomma, le prime impressioni sul Paese non sono state delle migliori. La sensazione fu quella di essere finita indietro nel tempo, in una terra fatta di divieti e di ammonizioni.

Così, con il cuore un po’ cupo, il 6 gennaio di quest’anno, io, mio marito, il mio gattone Tommy e la mia bimba (che era ancora nel pancione), ci siamo trasferiti  a Teheran, dove abbiamo iniziato la nostra avventura iraniana.

Col passare dei mesi, le mie impressioni sul Paese sono cambiate, e per fortuna in positivo. Che dite, avete voglia di scoprire la mitica Iran? Allora forza, salite con me sul tappeto volante: faremo un viaggio in un Paese magico, in cui le tradizioni si intrecciano con la voglia di modernità e di riscatto.

Buon viaggio e, come dicono gli iraniani alla fine di ogni conversazione, Khaste nabashid…non vi stancate!!! ??

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