Irlanda e Kokedama: 50 sfumature di verde

prato-verde-boccioli

Qual è la prima cosa che viene in mente quando si pensa all’Irlanda? Non so a voi ma, nel mio caso, la mente comincia a vagare su immensi prati verdi, cieli nuvolosi, boschi e trifogli, si sofferma sui simboli  e sulle leggende celtiche che, personalmente, ho sempre amato.

Il verde d’Irlanda rimane tuttavia l’indiscusso e legittimo Re di queste terre.

Fin dalle strade di Dublino, ho constatato che la realtà superava ogni mia fantasia.

Il verde irlandese è intenso, brillante, sembra possedere luce propria. “Radioattivo”, l’ha definito mia sorella. Nonostante il cielo invernale quasi sempre grigio e la pioggerellina onnipresente che sfuma i dettagli della visuale, questo verde riesce a spiccare nel paesaggio quale protagonista assoluto. Non importa che sia una aiuola, un intero parco o un vaso di fiori sul davanzale di una finestra.

Il segreto è il muschio.

Il terreno ne è morbidamente invaso e qualunque prato, vaso di fiori, albero o decorazione da giardino ne è almeno in parte ricoperta. Si nasconde nei fili d’erba e in ogni particella di verde. Se ci si avvicina, infatti, si vede la perfezione geometrica, la trama fittissima di forme ripetute all’infinito in scala microscopica.

Sono arrivata in inverno e potevo percepire come la vista delle colline nel tragitto da Dublino ad Arklow non fosse al suo massimo splendore. Ogni tanto qualche raggio di sole mi dava maggiori soddisfazioni, ma il paesaggio brullo attorno alla statale mi aveva alquanto deluso.

Una volta ad Aughrim, tuttavia, è bastato allontanarmi leggermente dal centro del paese per ritrovare il verde-Irlanda in tutto il suo splendore.

La sensazione è quella di camminare in una dimensione parallela, surreale, dove questo morbido tappeto caldo e umido ricopre ogni cosa.

Nelle mie passeggiate con il cane Keeva ho contato almeno 5 tipi diversi di muschio. Ognuno di loro aveva forma, colore e modo diverso di interagire con gli elementi del paesaggio. Qualcosa di maestoso, esteso e microscopico allo stesso tempo.

muschio-bosco-irlandese

Di colpo, il progetto.

Mentre passeggiavo per i boschi, avevo solo un pensiero in mente: volevo che quella perfezione facesse parte della mia vita. on solo attraverso una foto piatta, impersonale, quanto piuttosto fisicamente.

Ho cercato su Google istruzioni su come coltivare il muschio e ho avuto l’illuminazione: ho scoperto l’esistenza dei Kokedama.

I Kokedama sono mossball, giardini sferici creati con un apposita miscela di terriccio, torba, pomice e argilla per bonsai che possono essere ricoperte di muschio.

Questi micromondi hanno origini antichissime nella tradizione giapponese e vengono accomunati alla difficile arte della creazione dei bonsai. Se arricchiti dei giusti principi nutritivi, i Kokedama possono essere usati come terreno per alcuni tipi di piante a crescita lenta, come le felci o le orchidee.

La cosa meravigliosa è che possono essere appesi ad un supporto o al soffitto, dando la sensazione di fluttuare nel vuoto come piccoli mondi volanti.

disegno-drago-kokedamaE’ stato amore a prima vista. Ho cominciato a disegnare prove, schizzi e soggetti che avrei scolpito attorno a queste sfere di verde. Non sarà facile ma sono diventate il mio nuovo obiettivo personale per festeggiare la mia nuova vita.

Chissà, magari è la volta buona che se non trovo lavoro come veterinaria potrò vivere del mio hobby! Magari vendendo le mie sculture ad uno dei tanti mercati artigianali di Dublino.

Già, la mia nuova vita.

Nonostante non abbia ancora trovato una casa né un lavoro, era da tanto tempo che non sentivo una emozione del genere.

Se c’è una cosa bella dell’esperienza dell’expat è proprio l’inebriante sensazione di tornare alla vita, di scoprire cose nuove ogni giorno.

Il mio obiettivo rimane sempre quello di trovare un posto come veterinaria, ovviamente. Tuttavia, quando cambi vita cambia anche la sensazione che tutto sia già scritto, prefissato.

Tutto sembra possibile, perchè ricominci da capo.

Sei tu il protagonista.

E in un attimo, l’incertezza del futuro si fonde con quella che potrebbe essere la tua più grande avventura.

 

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