irlandese-expatL’idea di questa intervista nasce dopo un incontro casuale ad una lezione di Yoga.

La nostra insegnante ci ha brevemente presentate: io l’italiana felicemente espatriata in Irlanda e, lei, l’irlandese ex espatriata in Italia ma felicemente rientrata in Irlanda.

Due battute veloci ed ecco il progetto di vederci per due chiacchiere e un caffè.

Emma è nata e cresciuta a Derry ma dopo aver studiato Spagnolo e Francese ha lasciato il suo paese per andare a vivere in Francia e mettere in pratica tutta la teoria che aveva studiato all’Università, visto che a Derry non aveva la possibilità di praticare la lingua. E ha avuto modo, esattamente per sette anni,  di perfezionare il suo francese e poi la decisione di spostarsi in Italia, destinazione Firenze.

Quando Emma arriva a casa mia il caffè, rigorosamente espresso, è quasi pronto. Iniziamo la chiacchierata e lei, con un italiano splendido, ha gentilmente risposto cosi alle mie domande.

Emma cosa ti ha portato in Italia?

Lavoravo in Francia per l’Angloinfo la quale cercava di aprire una sede in Italia, allora mi è venuta l’idea di propormi ,ho così coinvolto anche mia madre e mia sorella che conoscevano chi l’azienda e chi l’Italia, quindi mi sono sembrate da subito le partners ideali per questa avventura iniziata in Toscana nel 2007.

Prima di partire ti eri informata, sapevi cosa ti aspettava?

No, assolutamente, gli ostacoli sono stati tanti: non avevo idea che la burocrazia fosse cosi soffocante, anche se avevo già avuto a che fare con quella francese, ma per lo meno le cose lí funzionano, inoltre non pensavo che le tasse da pagare fossero cosí alte anche senza profitti, soprattutto se facevi tutte le cose a norma. Quel poco che guadagnavi serviva a coprire solo gli alti costi del Franchising e neanche tutte le spese personali, quelle per sopravvivere, intendiamoci, visto che gli affitti a Firenze sono molto cari, ma in generale il costo della vita è alto.

La crisi finanziaria e quella immobiliare soprattutto, non ha aiutato. Quindi si è dimostrata da subito un impresa impossibile, nonostante abbiamo tentato per 4 anni di tenerla in vita.

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In cosa gli Italiani sono diversi dagli Irlandesi?

Nel Cibo, noi non abbiamo il rispetto per il cibo che avete voi, potete passare un ora a parlare della provenienza dei pomodori o di come viene fatto il formaggio sardo. Mi manca molto il cibo italiano.  Ad esempio qui in Irlanda  la frutta costa un occhio della testa, ma non ha lo stesso sapore.

Qualcos’altro?

La differenza tra uomo e donna, in termini socio-morali: ciò che è concesso all’uomo non lo è alla donna.  Per esempio la donna che tradisce è più colpevole dell’uomo che tradisce, la donna che va tutte le sere al bar viene vista diversamente dall’uomo che fa la stessa cosa.

Non c’è lo stesso livello di rispetto che vedo in Irlanda.

L’uomo Irlandese mi sembra più partecipe anche nelle faccende domestiche, capisco che ognuno fa le proprie battaglie per tenere un clima sereno in casa ma mi pare che ci si aspetti molto di più dalla donna che dall’uomo.

Ho realizzato subito di essere allergica agli uomini italiani proprio per queste disparità.

Tra l’altro ho scoperto velocemente che il Fiorentino è attratto più dalla straniera bionda e possibilmente Americana. A Firenze infatti c’è un numero altissimo di sedi distaccate di Università Americane, tra le più costose, e i corsi più gettonati sono quelli di Storia dell’Arte. Chi li frequenta proviene da famiglie ricche o per lo meno benestanti, perchè le rette universitarie sono carissime.

Un’altra cosa un po’ fastidiosa era dover pagare un cappuccino ad un prezzo diverso perchè non eri locale. Mio cognato è Siciliano quindi ci ha salvato dal dover pagare conti troppo salati a volte. Anche se, spesso, pure i Siciliani a Firenze non sono considerati Italiani.

In che cosa si somigliano?

Hanno un grande senso della famiglia.

Cosa ti è mancato di più?

Avere amicizie maschili. Incontri tanta gente a Firenze ma io ho avuto difficoltà a sviluppare delle amicizie, maschili prima di tutto ma anche femminili. Il Fiorentino è un po’ chiuso e io non sono una che ha difficoltà a relazionarsi, sono molto aperta, parlo molto e parlo bene anche l’Italiano quindi non avevo impedimenti da quel punto di vista, certo se si tratta poi di corteggiare, sanno essere molto romantici.

Mia sorella viveva in un piccolo paese sul mare nella provincia di Livorno, che si chiama Rosignano Marittimo, aveva tanti amici li e ogni volta che sono stata a trovarla  mi sono accorta che la gente era più amichevole rispetto a Firenze. Sono ancora in contatto con qualcuno.

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Tornando indietro, c’è qualcosa che avresti fatto diversamente?

No, ho avuto una bella esperienza ma sono felice di essere andata via in quel momento. Mi manca il cibo, mi manca davvero il cibo.

Mi è capitato di incontrare gente che mi ascoltava con invidia quando dicevo che vivevo nel centro storico di Firenze. Sicuramente era come vivere in un museo all’aperto ma non era così idilliaco come sembrava.

Non ti manca il sole?

È curioso ma la risposta è no. Certo, che era piacevole il sole e il calore, in realtà mi sono accorta una sera calda di Agosto a Firenze che mi mancava qualcosa e alla fine ho stabilito che era la luce prolungata alla sera. Mi sono sentita derubata di qualcosa in quel momento. Infatti lì alle 9 era già buio, da noi d’estate c’è luce fino a tardissimo.

Se incontrassi qualcuno domani che volesse andare in Italia a vivere, che consiglio gli/le daresti?

Accetta qualunque invito ti fanno, non importa anche se ti propongono una cosa noiosa: falla. Tutte queste esperienze poi diventeranno un Tesoro da cui attingere. Io non l’ho fatto quanto avrei dovuto.

Sono andata una volta a raccogliere asparagi selvatici con mia sorella e i suoi vicini di casa ed è uno dei miei ricordi più belli.

Vai ad ogni sagra, io amavo le Sagre!

Sii indipendente, se parti con un compagno/a creati le tue amicizie, i tuoi interessi.

Inoltre quando mi sono trasferita a Firenze ho trovato un lavoro in un pub e lì ho imparato l’italiano. In questa maniera  incontri gente diversa tutti i giorni, ti raccontano le loro storie, e incontri anche altri expat che magari capiscono bene il tuo stato d’animo. Socievolizzi,, impari la lingua e non devi pagare. In sei settimane ero in grado già di comunicare in Italiano.

La tua esperienza italiana ti ha cambiato?

Si, ora so come vestire bene, perchè sono cosciente dell’impatto che il mio look ha nella gente e inoltre ho imparato come fare i capricci se voglio ottenere qualcosa. In Irlanda la gente non urla. Ho imparato a urlare usandolo a mio beneficio. Devi usare la tecnica dell’urlare in maniera giudiziosa, però.

E i miei ricordi più felici sono legati al cibo. Sono stata a San Miniato che è famoso per il tartufo e ricordo di aver mangiato tante specialità a base di Tartufo. Indimenticabile.

Non ho avuto nessuna brutta esperienza, nel tempo ho capito che le cose succedono per un motivo. Non potrei definirlo un periodo felicissimo ma senz’altro mi è servito e, devo dire che credo che l’Italia sia un paese sicuro, nessuno ha mai cercato di farmi del male.

Un consiglio agli Italiani che vogliono lasciare l’Italia?

Mi dispiace per chi va via, non è facile però vivere li. Siate gentili con voi stessi, è difficile lasciare il proprio paese.

La vita in Italia ha un senso, il tempo che si spende insieme cucinando e mangiando è positivo ma non è più sostenibile vivere lì.

Un consiglio a chi rimane invece?

Smettetela di aspettare che sia chi vi governa a cambiare le cose, iniziate ad essere il cambiamento che volete vedere, piccole iniziative, piccole comunità, iniziate a costruirlo voi il cambiamento.

Hai una domanda o un consiglio per me, expat Italiana che vive nella tua terra d’origine?

Sì, insegna ai tuoi figli come si usa la lavatrice, come si cucina, insegna loro tutte le cose belle dell’Italia.

Tutti gli uomini Italiani sanno cucinare un piatto di pasta al pomodoro: l’uomo Irlandese  sa cucinare a fatica due uova sode.

Grazie Emma, e Buona Vita!

Ps: io ho trovato un marito irlandese che cucina la pizza più buona del mondo! Magherita – Derry

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Concorso Letterario per Racconti “Espatrio: la paura ed il coraggio delle Donne” aperto fino al 31 luglio 2017. 

10 commenti
  1. Michela
    Michela dice:

    Un articolo che riflette il mio stato confus del momento.
    Condivido appieno tutto…ma quale la scelta da fare?ritornare in Irlanda o spostarmi altrove??? 🤔😵🙄
    Certo è che le vostre parole riaffiorano emozioni positive 🙂

    Rispondi
    • Margherita
      Margherita dice:

      Come ti ho scritto nella pagina Michela valuta bene i pro e i contro vedrai che la risposta arriva. Good luck 😉
      Margherita. Irlanda

      Rispondi
  2. Katia
    Katia dice:

    Che bel confronto schietto.
    È vero che Firenze è molto meno facile e gradevole di quello che si possa percepire da turisti. È stata la città che mi ha ospitato con più durezza tra tutte quelle in cui ho vissuto ( ed ho vissuto anche a Lagos, Nigeria.

    Interessante qualche volta scoprire anche come ci vedano gli expat in Italia… certo è sintomatico che la voce “burocrazia” sia una delle più negative e tra le prime nella lista delle sorprese o rivelazioni peggiori all’interno della loro esperienza.

    Donne che emigrano all’estero- Katia Locarno

    Rispondi
    • Margherita
      Margherita dice:

      Interessante il tuo commento Katia, chi più di te può capire Emma. L’espatrio è sempre difficile ancora di più quando ti trovi in situazioni economiche, burocratiche non favorevoli.
      Un saluto. Margherita Irlanda.

      Rispondi
    • Margherita
      Margherita dice:

      Sei stata coraggiosa Sara, io non riesco ad immaginarlo ancora quel rientro. In bocca al lupo.
      Margherita Irlanda

      Rispondi
  3. Giancarlo
    Giancarlo dice:

    Non credo che Firenze, una città turistica, chiusa e provinciale, possa essere un’icona di tutta l’Italia. Da italiano che vive all’estero da quasi 15 anni. A parte le cose scontate come cibo e sole, penso che la qualità dei rapporti umani in Italia sia migliore. E questi stranieri che vengono in Italia con i pregiudizi sugli uomini italiani a me hanno francamente stancato. Meno male che l’articolo si contraddice quando indica sul finale che gli uomini irlandesi non sanno fare neanche due uova al tegamino. Io posso dire solo una cosa. Come si ride in Italia, come si scherza con gli amici, all’estero a me non è mai riuscito.

    Rispondi
    • Margherita
      Margherita dice:

      Salve Giancarlo, sono d’accordo che Firenze non è l’icona dell’Italia, e comunque ricordiamoci che questa è il modo in cui Emma ha percepito la sua esperienza italiana, dettata da diversi fattori, umani professionali ed economici. Io vivo in Irlanda dal 2003 e anche questo paese non è l’Eldorado e gli Irlandesi sono tutto tranne che dei principi azzurri, nonostante ne abbia felicemente sposato uno. Emma ha solo sottolineato delle differenze tra uomo e donna che spesso è facile catturare più in Italia che in Irlanda, poi ci sono gli uomini italiani che fanno tutto in casa e che si occupano della famiglia come/meglio di una donna, cosi come ci sono i mariti/compagni irlandesi che passano il fine settimana al pub e si dimenticano dei figli a casa( succede anche a qualche donna). La nota finale delle uova sode era relativa al cibo, l’italiano ha una concetto del cibo che l’uomo irlandese difficilmente ha, quindi questo si applica anche in cucina al momento di spadellare. È sotto gli occhi di tutti, visitatori, expat etc che la maggioranza degli Irlandesi non ha il culto del cibo che abbiamo noi, loro si nutrono(spesso anche male) ma non gustano. Mi consigliava quindi di insegnare ai miei figli a cucinare per poter avere lo stesso approccio al cibo di tutti gli italiani. Sulla qualità dei rapporti ho scritto qualche posts a questo riguardo e mi sento di darti ragione in parte, io rido di più con i miei amici italiani ma penso ci sia anche un ritardo “mentale” nella traduzione a volte e inoltre dobbiamo magari capire che c’è una differenza culturale, quindi non è sempre quello che vuoi tu che deve valere. Ho imparato ad accettare quello che mi danno, ho comunque la fortuna di avere la possibilità di rifarmi quando vado in Italia. Grazie del tuo commento ma soprattutto di aver letto l’ intervista, un parere maschile è sempre ben accetto. Buona serata Giancarlo. Un saluto Margherita Derry Irlanda

      Rispondi
  4. Anna Maria
    Anna Maria dice:

    Ciao Margherita! Complimenti per l’intervista! Ho bisogno di alcune informzioni, ti lascio l’e-mail se hai tempo e voglia mi scrivi?

    Rispondi

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