ARIDE CARTELLOFare un’esperienza  di volontariato su di un’Isola  delle Seychelles potrebbe essere una possibile svolta  di vita.

La Island Conservation Society offre la possibilità’ di vivere e lavorare come volontario alle Isole Seychelles per periodi variabili dai tre  ai sei  mesi.

I requisiti in genere sono: una Laurea in Scienze Naturali Biologia, Biologia Marina e/o simili  per lavori di ricerca e catalogazione.

Oltre ai volontari dediti alla natura ad Aride si cercano :

  • Falegnami
  • Elettricisti
  • Persone con capacita’ manuali eccellenti, adatte alla sopravvivenza su un’isola deserta e capaci di aggiustare un generatore piuttosto che di riparare un tetto  o costruire un rifugio di emergenza.

Il  brevetto  di Scuba Diver Rescue  è di solito sempre  gradito e per alcune posizioni è indispensabile.

Inutile dire che bisogna almeno saper nuotare bene.

aride mappa

Ho  visitato l’Isola di Aride e lì ho incontrato una decina di giovani provenienti da diverse parti del mondo che vi soggiornavano per fare un’esperienza di lavoro-volontariato. Ecco le loro mansioni: andare a contare le uova degli uccelli, preparare dei ripari per i volatili, mettere laccetti alle  zampe di quelli  in via di estinzion e via discorrendo. Le condizioni di vita sull’Isola sono estremamente spartane: gli alloggi  prevedono il minimo indispensabile e l’ isolamento è quasi totale.

Una volta a settimana Aride viene rifornita di viveri  da una barca che parte da Praslin (un’ora di navigazione). Ad Aride insieme ai volontari vivono i rangers anch’essi occupati nella salvaguardia dell’ambiente naturale.

L’Isola e’ bellissima, selvaggia, emerge dall’Oceano assalendoti  con lo stridio di migliaia di uccelli, ed e’ anche una delle poche isole seychellesi  che ospita le Fregate, i volatili  di cui parlerò tra poco.

I volontari-ricercatori dell’isola sono guidati da un capo, un direttore/trice  scientifico che, ogni volta che  una barca in visita si appresta alla riva,   li chiama tutti a raccolta con un apposito fischietto. Nel giro di pochi  minuti vedi comparire sulla spiaggia una decina di individui  – che di primo acchito sembrano dei selvaggi, talmente si sono abituati alla vita estrema del posto  – i quali poi si rivelano indispensabili per lo sbarco.

Su Aride  infatti si scende con l’onda lunga. Un ranger viene a prenderti con il gommone, ti fa indossare un giubbotto salvagente e con l’onda giusta (si deve tentare l’operazione ripetutamente prima di trovare l’onda idonea) si giunge a riva spinti dalla potenza dell’onda stessa. Immediatamente il gruppetto dei ricercatori lì riunito si fa in quattro per tirare il gommone a riva il meglio possibile: se non riesce nell’intento  l’onda successiva  risucchia il gommone  in mare e si deve ricominciare l’operazione da capo.

Quello dello sbarco è un momento piuttosto avventuroso ed è anche molto divertente.

ARIDE BANYAN TREE

I rangers, una volta che hai messo piede sull’isola, ti portano in passeggiata fino in cima alla montagna (non e’ prevista la possibilità di   girare sull’isola da soli)  da dove si osserva il volo delle Fregate. Questi uccelli  marini se toccano l’acqua sono finiti: è per questo che rubano i pesci pescati dagli altri uccelli o si nutrono delle uova delle altre specie. Loro, le fregate, volano sul mare ma si guardano bene dal bagnarsi. Sono degli eccellenti volatori e  si sono guadagnati il meritato titolo di  Top Guns.

Su Aride vive anche la Gardenia di Wright, un fiore che sboccia solo qua, su quest’isola.

La passeggiata dura circa tre  ore, poi  si prepara un barbeque  sulla spiaggia e, se si desidera, si può anche fare il bagno. Ad un centinaio di metri di metri da riva, è presente una modesta barriera corallina idonea per lo  snorkeling.

Alla fine della giornata si riparte con la stessa modalità dell’arrivo.

Mi sono  intrattenuta in chiacchiere  sia con la direttrice dell’ isola,  sia con i ragazzi volontari che provenivano  dalla  Nuova  Zelanda, dal Canada, dalla Francia, dal Sud  Africa:  i loro sguardi trasmettevano tutti molta serenità d’animo.

Proprio mentre ero  lì ricordo che una volontaria è arrivata correndo per annunciarci  che aveva trovato un nuovo nido contenente  le uova della specie Megpie  Robin – un uccello locale  in via di estinzione – ed era esultante  per la notizia, che di sicuro era ragguardevole per la realtà del luogo.

Credo  fossero tutti davvero molto felici del poter sperimentare un siffatto stile di vita su un isola come Aride

Tornare alle origini, come può accadere vivendo a stretto contatto su di un isola lontana da tutto, sembra essere  un’esperienza profonda e liberatoria, capace di mettere a tacere la mente nevrotica dell’uomo moderno e di regalare pace e inspirazione a chi è disposto a fare il baratto.

Io  ho avuto questa sensazione osservando le le facce quasi trasfigurate di quei ragazzi.

Nel niente – niente aria condizionata, niente TV, niente giornali, niente comodità,  niente cellulari, zero vita mondana –  i volontari di Aride  hanno trovato il tutto.

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