Anamaria

Annamaria

Se guardiamo al significato della parola ispirare, dal latino “inspirare” cioè soffiare dentro, nel nostro caso significa dare un consiglio, suggerire un’idea, suscitare una passione.

Ho l’impressione che sia questa la missione delle nostre storie, le storie delle donne che emigrano all’estero, suscitano in molti che ci seguono, che leggono di noi, che ci trovano per caso in internet e traggono da noi fonte di ispirazione per la loro vita.

Se 15 anni fa mi avessero detto che avrei cambiato vita, che a quarantanni suonati sarei partita per nuove e appassionanti avventure in terre straniere, non ci avrei creduto.

“Ma come, io che non avevo nessuna conoscenza e nessun tipo di esperienza nel campo del turismo, io che ero arrivata ad un punto morto della mia vita, che mi ero depressa a tal punto da finire in ospedale, io, proprio io,  avrei cambiato la mia vita così da diventare  un giorno fonte di ispirazione per altre persone?”  Beh, non ci avrei mai creduto!

All’epoca, prima di fare il grande passo verso l’espatrio,  passavo il tempo a leggere libri o a cercare in internet storie di persone che erano per me fonte di ispirazione, persone che avevano cambiato la loro vita partendo da condizioni spesso notevolmente svantaggiate, a volte con handicap fisici che avrebbero scoraggiato chiunque. Eppure, a dispetto di tutto, ce l’avevano fatta. Fu questo che mi convinse: “se ce l’hanno fatta loro, posso farcela anch’ io”, pensai.

E così è stato.

Sono arrivata in Africa – esattamente  dove volevo arrivare – e ricordo ancora l’emozione della prima volta che ho messo piede su questo continente, l’incontro con una terra tanto diversa e piena di contrasti. E la gioia che ho provato quando mi sono innamorata del mio ex marito, un uomo africano di cui ho già parlato nel nostro libro.

Se la mia storia ha ispirato altre persone ne sono ben contenta, e non tanto perchè questo faccia  di me una donna speciale: mi considero  un essere umano con i suoi pregi e i suoi difetti, con la sua luce e la sua oscurità. Ma  sono anche una persona che ogni volta che è caduta si è rialzata, sempre.

Mi fa piacere se qualcuno, grazie alla mia storia, ha trovato la forza di partire, di cambiare la propria vita, di spiccare il volo.

Vivo ancora tanti momenti duri e alle volte mi chiedo chi me lo fa fare. Poi penso che in qualche modo, se io come le altre donne expat siamo fonte di ispirazione, abbiamo un dovere morale nei confronti di chi vede in noi un modello da imitare, soprattutto i tanti giovani che vorrebbero fare il passo ma non osano.

Ricevo talvolta mail da persone che dicono di aver letto la mia storia  e di esser rimasti colpiti. Spesso sono incredula, ma in cuor mio mi fa piacere e spero sempre di essere per loro una sorta di  faro luminoso, spero sempre  che la mia parte oscura non prevalga.

Proprio stamani ho ricevuto questo messaggio, da un ragazzo dello Zimbabwe trapiantato in Sudafrica:

ispirare

La cosa mi ha riempita di gioia.

Nonostante le difficoltà e di momenti no, trovo che l’essere fonte di ispirazione sia un bel regalo per il prossimo Natale.

20160626_113915

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 commento

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi