STREET ART-LISBONA-25 APRILE

C’è una data che unisce Italia e Portogallo.

La scuola italiana insegna che il 25 aprile 1945 rappresenta per l’Italia la fine del regime fascista e della seconda guerra mondiale.

Pochi sanno che questo giorno venne scelto convenzionalmente come festa nazionale solo nel 1949, perché simboleggia il giorno della liberazione da parte dei partigiani delle città di Milano e Torino e il ritiro delle truppe tedesche.

Sarà che, a quei tempi, i miei genitori non erano ancora nati, sarà che non ho avuto la fortuna di farmi raccontare dai nonni episodi della loro gioventù e della guerra ma, per me, il 25 aprile ha sempre rappresentato solo un giorno di vacanza. Gli unici festeggiamenti a cui partecipavo erano per l’onomastico di mio fratello. Auguri a tutti i “Marco”.

In seguito al mio viaggio nel sud est asiatico e a questo breve mese a Lisbona, mi sono resa conto di quanto sia importante festeggiare la libertà e la democrazia.

Se per l’Italia la democrazia è ormai un fatto storico, nel mondo ci sono ancora molti paesi che lottano per ottenerla mentre, per altri, come è il caso del Portogallo, è una recente conquista.

Non sono ossessionata dalla storia ma sono stata incuriosita da quel pallino rosso sul  calendario portoghese che indicava una festività il 25 aprile.

Il 25 aprile in Portogallo commemora il “Dia da Libertade” o “Revolução dos cravos” (letteralmente la rivolta dei garofani).

Vale a dire la fine di una delle più longeve dittature della storia europea. Il colpo di stato promosso, appunto, il 25 aprile del 1974 dai militari del MAF (movimento delle forze armate) determinò un lento processo di democratizzazione che si concluse due anni più tardi con l’instaurazione di una nuova Costituzione.

In Italia furono i partigiani a combattere il regime fascista. In Portogallo i militari subalterni reduci dalla guerra coloniale, gli studenti universitari e la popolazione.

Due sono le curiosità legate a questo giorno. La prima riguarda due canzoni che hanno segnato l’inizio delle rappresaglie militari. La seconda è quella che, tra verità e leggenda, dà il nome alla rivoluzione.

Per quanto riguarda le canzoni, la prima delle due è stata un successo dell’ Eurovision song contest “E depois do Adeus”; venne trasmessa il 24 aprile alle 22.55. L’altra, “Grandola Vila Morena”, canzone proibita dal regime, fu messa in onda alle 00.20 del 25 aprile e fu il segnale per l’entrata dei carro armati a Lisbona in Largo do Carmo.

Per quanto riguarda il nome, invece, la specifica “dei garofani” viene attribuita in seguito al gesto di una donna: Celeste Cairo.

Celeste lavorava in un ristorante della via Braancamp. La proprietà del ristorante, per celebrare un anno di apertura, pensò di regalare garofani rossi alle clienti del ristorante; a causa dei disordini, però, il ristorante non aprì e i dipendenti furono invitati a tornare a casa.

Celeste prese con sé alcuni mazzi di fiori dal locale e, sulla strada verso casa, li distribuì ai soldati in marcia verso Largo Carmo. I soldati misero i garofani rossi nella canna di fucile a dimostrazione della natura pacifista della rivoluzione.

RIVOLUZIONE-GAROFANI-PORTOGALLO

Ci sono altre versioni sull’origine dei garofani, ma questa ha come protagonista una donna quindi è la mia preferita.

I portoghesi sono soliti festeggiare questo giorno di grande importanza per la conquista della libertà e dei diritti civili con eventi nelle piazze, concerti, fuochi di artificio. Le famiglie si riuniscono in spiaggia o in casa e i genitori dei miei coetanei ricordano ai figli e ai nipoti l’importanza di questa rivoluzione cominciata con una canzone.

Per me sarà il mio primo 25 aprile portoghese e, più in generale, il mio primo 25 aprile. Sarò lontana dall’Italia ma in qualche modo dedicherò il mio pensiero a tutti quelli che hanno combattuto per dare a tutti noi un paese libero.

2 commenti
  1. Marta
    Marta dice:

    Bellissima storia quella della rivolta dei garofani. Grazie per avercela raccontata 🙂 Non sapevo che esistesse un altro 25 aprile nel mondo.

    Rispondi
    • Valentina
      Valentina dice:

      Grazie Marta. Anch’io prima di essere arrivata in Portogallo. 😉 Per me il bello di vivere all’estero è scoprire qualcosa del paese che mi ospita che mi ricordi l’Italia.

      Rispondi

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