italia-senegal-africa-gelato/ ‎


Estate, tempo di vacanze, per noi, ovviamente, vacanze italiane: trascorreremo a Bergamo e dintorni tutto il mese d’agosto.

Quando ci penso il cuore mi si gonfia di gioia perchè, anche se tanto critico il mio Paese per molti aspetti, casa è sempre casa, almeno per me. Quando penso, però, a tutte le domande che mi faranno, non è più il cuore a gonfiarsi, ma la testa e sono io stessa a pormi la prima domanda: perchè?
Perchè la gente, dopo 4 anni che vivo a Dakar, ha ancora bisogno di chiedermi le stesse cose?
Capisco la curiosità e ricordo bene la mia quando una cara amica tornò per la prima volta da Londra dopo essercisi trasferita appena diplomata, ricordo anche che le feci un lungo interrogatorio che però non ebbe repliche gli anni a seguire.
E’ vero che l’Africa non è l’Europa, il Senegal non è il Regno Unito e Dakar non è Londra e, se per i miei compaesani può essere facile ipotizzare com’è vivere in un altro Paese europeo, non è cosi scontato capire come possa essere vivere in Africa e allora…voilà, lo stesso disco che riparte ogni estate!
Mi sono divertita a stendere una personalissima classifica delle migliori domande di sempre.
DOMANDA 1
Al primo posto: ” …e tuo marito?”
Va detto, effettivamente, che mio marito, per lavoro, non torna in Italia tutti gli anni e, quando lo fa, arriva gli ultimi 15 giorni della vacanza e poi insieme si torna in Senegal.
Rispondo quindi: “Mio marito sta bene, grazie”. “Ah…quindi state ancora insieme?” “Si, arriva fra qualche giorno, Perchè”? ” No, così”!
Questo siparietto si ripete, di norma, per qualche giorno, giusto il tempo necessario perchè, nel piccolo paese dove vivo in Italia, si sparga la voce che, nonostante io mi sia sposata con Ibra in soli 15 giorni durante una vacanza in Senegal e, nonostante lui sia un africano e nero e musulmano, stiamo ancora insieme e lui non è ancora arrivato perchè lavora.
DOMANDA 2
Al secondo posto: ” Ma tu sei sicura di vivere in Africa?” Risatina di circostanza ” Sei bianchissima e non hai perso nemmeno mezzo chilo, anzi!”  Risatina finale.
Giuro solennemente di vivere in Africa e più precisamente a Dakar, ma siccome sto laggiù per lavorare, passo le mie giornate chiusa in una scuola con bambini urlanti e non in spiaggia mangiando cocco e sorseggiando cocktails, per questo sono palliduccia e non sono esattamette pelle ed ossa perchè sono la solita lazzarona, pigrona e mangiona di sempre e udite,udite, anche in Senegal c’è cibo!
So bene che l’Africa dove, purtroppo, ancora oggi si muore di fame esiste davvero, non voglio fare assolutamente della banale ironia su un dramma del genere e mi rendo conto di vivere da privilegiata rispetto a molte altre realtà, dico solo che, vedendomi sempre abbastanza rotonda si potrebbe capire senza troppe domande che, anche in Africa in certe situazioni, si può ben vivere e ben mangiare..no?
DOMANDA 3 
italia-senegal-africa-gelato/ ‎In terza posizione una domanda specialmente dedicata ai miei figli:
Ma-ve-lo-ri-cor-da-te-an-co-ra-l’i-ta-li-a-no? 
Pronunciata esattamente così, molto lentamente e scandendo bene le sillabe nel caso in cui, effettivamente, non se lo ricordassero più.
Di solito mio figlio, abbastanza randagio nei modi, non risponde e si nasconde dietro a sua sorella che, un po’ più grande e meno selvatica, risponde gentilmente che si, se lo ricordano bene, perchè in casa parliamo italiano, seguiamo a volte in tv dei programmi italiani, leggiamo ancora anche libri in italiano e tutti i contatti con i parenti in Italia li teniamo, ovviamente, in italiano.
Volendo poi, a seconda delle circostanze, quest’ultima domanda può essere sostituita da: “Ma ve li ricordate ancora i gusti del gelato?” o “Ma ve li ricordate ancora i nomi delle pizze?
La risposta è sempre: “Si, Certo”. Il commento della gente, poi, è spesso :” Pota, esisteranno anche giù là le pizze e i gelati”.
“Pota” è un’espressione dialettale lombarda tipica soprattutto della zona fra Bergamo e Brescia che non ha una vera e propria traduzione, si dice che dovrebbe indicare l’organo genitale femminile ma, in realtà, non è mai utilizzata in questo senso, nel nostro dialetto non ha assolutamente una connotazione volgare e potrebbe essere tradotta, nella maggior parte dei casi, come “d’altronde”.
           DOMANDA 4 
Chiude la classifica la domanda che mi fa impazzire ogni volta: “Cosa fai tutto il giorno giù in Africa?” Perchè a Bergamo è fondamentale specificare se è su o giù e ovviamente l’Africa è giù.
Ma come cosa faccio tutto il giorno giù, appunto, in Africa? Lo sanno tutti (su) in Italia che ho 2 figli da crescere, le loro scuole a cui pensare, una casa da gestire, un marito da sopportare e un lavoro da organizzare!
Cosa faccio tutto il giorno in Africa? Vivo, esattamente come voi fate in Italia!
In fondo la verità è che tutto ciò non mi disturba affatto, anzi,e credo anche non sia solo la curiosità ma l’affetto a spingere le persone a fermarmi per strada chiedendomi della mia vita in Senegal. Quindi, ben vengano tutte queste domande e ben vengano, soprattutto, le tanto attese vacanze italiane!
7 commenti
  1. Valentina valvo
    Valentina valvo dice:

    Bello il tuo post…. Mi piace!!
    Tranquilla anche se io sono espatriata in Svizzera, mi fanno delle domande molto simili!!!
    Anzi siccome vivo in Svizzera, credono che mi gratto la pancia tutto il giorno…. In definitiva ho sempre 3 figli e un marito, e oltre tutto essendo espatriata , nessun aiuto!!!
    Ciao e grazie ?
    Valentina-locarno

    Rispondi
    • Raffaella
      Raffaella dice:

      Valentina ciao e grazie mille!
      Posso solo immaginare le domande che ti rivolgono e chissà cosa pensano tu faccia in Svizzera. In realtà credo che per molti il solo fatto che viviamo fuori dall’Italia significhi che siamo in uno stato di vacanze perenne!
      Un abbraccio e grazie ancora!

      Rispondi
  2. Francesca
    Francesca dice:

    Che post carino, mi è piaciuto tanto leggere la tua simpatia, leggera tra le righe oneste. Come ti ha scritto anche Valentina, potremmo fare una classifica lasciando gli spazi bianchi per il nome del paese in cui siamo emigrate, la regione italiana in cui occasionalmente rimpatriamo e altri dettagli. Il resto è lo stesso. Le domande, le curiosità, anche io vengo da un paese piccolo del Friuli, potrei scrivere lo stesso post. Come ben concludi tu, in fondo è l’affetto che li rende curiosi e preoccupati di noi.

    Rispondi
    • Raffaella
      Raffaella dice:

      Ciao Francesca, grazie!
      Sottoscrivo ogni tua parola. Il fatto di non sapere bene come noi stiamo vivendo spinge alla curiosità ma soprattutto al desiderio di sapere che stiamo bene. E’ normale che sia così.
      🙂

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi