Kose norvegese o Hygge danese?

Trovo interessante, a tratti affascinante, come due lingue sorelle, così simili nella scrittura, utilizzino due parole differenti per esprimere lo stesso concetto.

Evitando di inoltrarmi in una inutile disputa linguistica ed etimologica, mi accontento di provare a spiegarne il significato: sia kose, sia hygge rappresentano il cuore più intimo dell’essere accogliente, confortevole. O di una combinazione dei due. La sostanza di questi termini va al di là dell’uso che se ne possa fare dei corrispettivi aggettivi. Sono un’espressione della cultura norvegese e danese, un’emblema nazionale, un tratto caratteriale che percorre i due Paesi da Tromsø a Sønderborg. Capirne il messaggio e il senso, può aiutare a comprendere i due popoli.

candele

Kose

Kose significa candele. Molte. Avete presente i lumini che solitamente riempiono gli altari votivi delle nostre chiese? L’uso di questi nelle abitazioni private e’ direttamente proporzionale al livello di kose che gli scandinavi vogliono ricreare..

Hygge significa un buon bicchiere di vino rosso (e solitamente il made in Italy e’ molto apprezzato), seduti sul divano, davanti ad un camino, in una fredda serata di novembre. Kose significa condividere il proprio tempo con i famigliari, parlando del piu’ e del meno, magari preparando un barbeque all’aria aperta – possibilmente d’estate 🙂 . Hygge significa godersi il sole e assorbirne ogni singolo raggio in qualunque momento, non importa se il tuo capo vuole discutere il prossimo aumento salariale ora.

Immaginate lo scenario: è un giorno di primavera, in un impegnato pomeriggio lavorativo, e un accenno di sole fa capolino nel grigio cielo danese. Ora, in un’ipotetica scala qualitativa che misuri l’intensità solare mediante gli effetti percepiti dalle persone, il grado associato a tale evento da un italiano medio sarebbe “molto leggero”, ossia percepibile solo da alcuni sotto opportune condizioni. Lo stesso evento percepito da uno spagnolo dell’Extremadura verrebbe definito come: “Siamo certi che sia successo qualcosa??”. La percezione danese, invece, sarebbe di livello “apocalittico”. Salva, chiudi e buttati in questa fornace di 12.3° C! In meno di 15 minuti, gli unici rimasti a digitare al computer risulterebbero tutti… fuorchè i danesi!

Hygge

Hygge

La hygge-filosofia e’ semplice. Stai semplice, accontentati di cose semplici e il mondo ti apparira’ piu’ semplice. E’ come indossare un paio di occhiali con lenti color rosa: quell’orribile cofanetto portagioie che la suocera ha regalato al compleanno, potrebbe persino intonarsi alla credenza!

Vivere  koselig non e’ da lupi solitari e nemmeno da orsi polari. C’e’ la necessita’ di stare con il tuo clan nel tuo habitat, di sentirsi protetti, quasi coccolati!

E’ blasfemo osare pensare di sopravvivere ai freddi venti del Nord senza un paio di confortevoli bicchierini di gløgg bevuti in compagnia – e la tranquillizzante morbidezza di un piumone (quest’ultimo requisito non è necessariamente koselig… piuttosto un’opinione personale 🙂 ).

Eppure, a ben pensarci, questo senso di appartenenza e di unione, sottolineato dalla condivisione di cibi e bevande, meglio se preparati in casa, mette in luce il lato oscuro dell’essere koselig/hyggelig. Traspare un senso di timore verso chi sta al di fuori della cerchia, una difficoltà ad avvicinarsi alla diversità, perchè aprire le porte verso l’esterno può destabilizzare quel bozzolo accogliente che ci si era creati.

Il rischio di scontrarsi con opinioni divergenti e la possibile conoscenza di personalità opposte genera scompiglio nel mondo hygge e né i norvegesi, né i danesi vogliono che ciò accada.

La diversità sta nel modo in cui i due popoli reagiscono di fronte a queste perturbazioni: i danesi si difendono con l’ironia e un pungente sarcasmo nordico il cui scopo è quello di tramortire l’interlocutore; i norvegesi si chiudono a riccio cercando di prevenire qualsiasi evoluzione dell’iniziale contatto che si era instaurato.

Nel frattempo, io ho già recuperato una decina di lumini e candele varie, pronta ad affrontare le buie sere nordiche.

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