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La Forma Perfetta

Sul dizionario italiano, sotto la voce ‘forma’, si possono trovare fino a trenta diversi significati: può essere l’aspetto esteriore del corpo, la sembianza, il comportamento, il modo di esprimersi.

E ancora: forma può essere uno stampo per dolci, il modello di un paio di jeans, o una qualità.

Penso che in questo periodo la parola forma mi appartenga nelle sue infinite varianti.

Partiamo da quella più semplice.

La forma del mio corpo.

Sono di piccola/media statura ed “ero”minuta.

Sì! perché la gravidanza, oltre ad un bambino meraviglioso di nome Lorenzo, mi ha lasciato anche una manciata di chili in più.

“Ma cosa vuoi che siano, in fondo, la maternità ti fa bella.”

Sì, vero. Ma vallo a spiegare a te stessa quando devi comprarti un paio di jeans.

La 42 è un miraggio lontano e la 44 ok, non sta così male, ma non fa proprio lo stesso effetto su 1,50 di altezza.

E allora ogni volta partono i buoni propositi del tipo “da domani mi metto a dieta”.

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Anche perché  si tirano fuori dall’armadio i vecchi jeans, quelli di una vita fa. Di un passato che sembra lontanissimo.

La “dieta” -ahimé- dura mezza giornata perché la volontà ci sarebbe, ma poi non è così facile.

Crescere un figlio all’estero è bellissimo ma richiede moltissima energia e bisogno di… qualcosa di buono, e allora si cede alle dolci lusinghe di un paio di biscotti che non hanno forma perché sono fatti in casa.

Ma ci si perdona di nuovo, perché si acquista la forma più bella e dolce.

È la forma del mio corpo che avvolge in un abbraccio senza fine il mio bambino.

Quando allatto Lorenzo, quando lo faccio addormentare, io e lui siamo una forma sola. A cui se ne aggiunge una terza. È quella di Federico, mio marito, che ci raggiunge nel lettone per dormire. E non c’è niente come questa forma d’amore. Stare tutti e tre insieme. Uniti. Per sempre. Protetti e sicuri.

Ma la forma cambia ancora al mattino.

Ci svegliamo prestissimo e, finché il nostro bimbo dorme beato, ne approfitto per preparare le mie lezioni di italiano.

E allora prendo la forma della professoressa.

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Prima della lezione mi vesto anche a tono, perché l’abito fa pur sempre il monaco!

Quando insegno agli adulti sono molto “teacher”, vestito e scarpe con il tacco, per i bambini invece sono un misto di mamma-insegnante.

Con Lorenzo ho imparato una forma di linguaggio nuovo che mi aiuta a comunicare in diverse occasioni.

Perché a volte la forma più semplice è quella vincente.

Ma ritorniamo all’inizio.

Il mio corpo e le mie sembianze hanno cambiato forma ma soprattutto la rivoluzione c’è stata nella mia anima.

Quando si dice che essere mamma significa essere “multitansking” è vero.

Me ne sorprendo anch’io.

Nella mia mente prendono forma continuamente nuove idee per i miei corsi di italiano che sono delle mie creature. Perché ai libri aggiungo sempre qualcosa di mio.

Nella mia mente prendono forma i progetti per la giornata, cosa mangeremo stasera? e domani a pranzo?

E ancora nuovi giochi per Lorenzo e nuove canzoncine per lui e nuove forme d’amore.

La mia forma, sebbene sia cambiata, è migliorata ed è cresciuta.

E per sentirmi “di nuovo in forma” mi bastano semplici cose: il meraviglioso sorriso di Lorenzo, l’abbraccio di Federico e, perché no? qualche piccolo regalo per me: la felicità, che è la nostra famiglia, sempre di corsa, senza pause, senza respiro, ma sorretta dalla forma più grande, che è l’amore.

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