lavoro-messico

Torno dopo una  lunga assenza dal blog.

Mille cose sono passate in questi mesi.

So che voi donne mi avreste aiutata nei momenti più neri ma ho preferito tornare solo adesso perchè volevo mostrarvi una persona nuova, una fenice che rinasce dalle proprie ceneri.

Vorrei parlarvi del mondo del lavoro in Messico, nella Riviera Maya.

Se pensate  di mollare tutto per venire ad aprire un barettino sulla spiaggia e fare una vita tranquilla, scordatevelo!

Aprire un barettino sulla spiaggia costa una fortuna, non come in Italia ma, ad ogni modo, tantissimo.

Se pensate di venire a lavorare come segretaria, cassiera, commessa, barista, cameriera scordatevi lo stipendio fisso.

Qui ti danno una miseria di stipendio fisso, perché è consetuedine arrotondare con mance che sono quasi obbligatorie come negli Stati Uniti.

I contratti di lavoro sono mensili o trimestrali, a volte si firmano  anche contratti a tempo indeterminato ma, quando sono stufi di te ti obbligano a firmare una carta dove dichiari di volertene andare di tua spontanea volontà e, se non firmi, loro faranno in modo che non lavorerai più da nessun altra parte.

Per cui firmi e vai a cercare un altro posto di lavoro dove le condizioni sono: un giorno alla settimana di riposo,  però un giorno a settimana devi lavorare 12 ore per permettere al tuo collega di riposare.

Vuoi due settimane di riposo? Lavorerai 2 settimane a 12 ore al giorno senza riposo.

L’alternativa è quella di lavorare per ditte che non ti danno nessun giorno di riposo per 7 settimane e poi hai ben 7 giorni per recuperare; dopo di che potrai ricominciare con altre 7 settimane di lavoro.

In tutto ciò dovete sopportare l’arroganza di chi riesce a essere supervisore o gerente: questi ultimi si sentono mitici uomini e donne con superpoteri e ti trattano come una marionetta.

Non crediate siano così solo i messicani:  a me è capitato di avere un capo italiano qui, che era convinto di essere un dio, maschilista fino all’ osso.

In ufficio mi ha fatto mobbing, cosa che in Italia, forse, non avrebbe potuto fare. Quando ho parlato con il reparto del personale per spiegare quello che stava succedendo ho ricevuto scarsa comprensione ed un accumulo di ulteriori problemi fino a che sono dovuta andare via.

Per cui, se volete venire a lavorare, armatevi di tanta pazienza, e non aspettatevi miracoli.

Qui non c’e’ l Eldorado.

Però, su un altro versante,  è più facile fare alcune cose.

Personalmente posso affermare che sono arrivata al punto in cui  porto oramai poca pazienza, visto che ho sopportato tanto e ho lavorato tanto.

Adesso ho bisogno di tempo per me e per il mio cucciolo.

Lui sta entrando nell’adolescenza e il mio perenne senso di colpa mi dice che i suoi problemi scolastici sono causati dalla mia assenza per il troppo lavoro e dalla assenza di un padre che cerco di colmare come posso.

Ancora oggi, a  volte, arrivo a casa così stanca che, letteralmente, cado sul divano e dormo mentre lui mangia.

E allora ho detto basta. Ho paura, ma ho deciso che dovevo fare qualcosa per migliorare la mia vita.

Mi lancio come free lance nel turismo ed ho fondato una mia ditta: mexintraveltours.

Conosco molto bene la Riviera Maya, tutti i migliori tour, posso offrire i migliori prezzi perché vado direttamente dal produttore al consumatore,  per cui chi desidera venire in Messico con me troverà un’ ottima referente.

Il Messico è ora casa mia, e lo amo così: con tutto, con le sue contraddizioni, con le cose buone e cattive.

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concorso-letterario

Concorso Letterario per Racconti a tema expat “Le paure ed il coraggio delle Donne” aperto fino al 31 luglio 2017. 

3 commenti
  1. Roberta
    Roberta dice:

    Ciao Daniela,
    Grazie per aver condiviso la tua storia. Sei una donna in gamba e coraggiosa e ti auguro successo con la tua ditta di tour turistici. Anche io mi sono migrata a 40 anni, quasi 8 anni fa, e non è proprio facile a questa età. Complimenti x

    Rispondi
  2. Dario
    Dario dice:

    Ciao Dany, ti posso solamente augurare che tutto ti vada bene e forza dai… almeno tu sei in Messico che, anche se non è quel paradiso che si potrebbe anche credere (io c’ho vissuto 15 anni fa, ma molto più a nord della Riviera maya), è comunque meglio della nostra povera Italia ormai in fase di declino… Saluti
    PS: consiglierò questo articolo ad un amico che vuole trasferirsi da quelle parti…

    Rispondi
  3. Paolo
    Paolo dice:

    Ciao Daniela, vivo in Messico da 6 anni, prima a Pachuca adesso a Oaxaca e condivido totalmente quello che hai scritto..

    Rispondi

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