Angela ci ha scritto per testimoniare la sua storia professionale a Londra : partita come au-par e’ poi riuscita a lavorare come Midwife  nel contesto medico inglese. 


Se ripenso a quando compivo 16 anni, a tutte le mie idee sul futuro, università, lavoro, e mi guardo oggi, non avrei mai e poi mai immaginato di ritrovarmi a lavorare come ostetrica, e vivere in una delle più belle e grandi metropoli del mondo: Londra!

Ho sempre pensato: “Londra è troppo grande e caotica per viverci!”, eppure oggi sono qui, completamente in love con questa città meravigliosa.

Il percorso che mi ha portata fino qui, non è stato affatto semplice, anzi ancora ora, dopo quasi un anno che vivo in UK, sento di avere ancora tanta strada di fronte a me.

Una volta finita l’università credi di poter iniziare a lavorare il giorno dopo senza alcun ostacolo, ma in realtà non è proprio così, specialmente se vivi in un paese come l’ Italia.

midwife 6 blue with toolsLa midwifery inglese è conosciuta per essere una delle migliori, in quanto rispetta la fisiologia della gravidanza e del parto in tutto e per tutto, a differenza dell’ostetricia italiana che invece è molto medicalizzata e gestita prevalentemente dal ginecologo piuttosto che dall’ostetrica; ma l’iter per diventare ostetriche in UK richiede molte energie, impegno e dedizione per il proprio mestiere, e soprattutto molta molta pazienza.

In molti hanno tentato di scoraggiarmi, pensando che l’idea che io avessi di un futuro migliore in UK, fosse solo un mucchio di informazioni raccolte un po’ li e un po’ qua senza un ordine preciso.  Ma la tenacia, la passione per la mia professione e forse anche la voglia di scoprire cosa c’è al di fuori del “paesello”, mi spinsero a partire come au pair in UK, e intrapresi un’esperienza che pochi riescono a fare davvero.

Non ho di certo abbandonato l’ostetricia, ma lavorare in UK richiede lo studio dell’inglese, che purtroppo si impara solamente vivendo qui. L’esperienza come au pair viene intrapresa da molte giovani ostetriche prima di accedere alla famosa “interview” o colloquio di lavoro.

Essere un’ au pair ti insegna a conoscere il mondo anglosassone nelle sue abitudini, modi di essere e di pensare. Soprattutto ti insegna a combattere con la nostalgia e la mancanza della famiglia e dei tuoi amici, perché conosci persone straordinarie nella tua stessa situazione,  nelle quali rifugiarti dopo una brutta giornata, o quando la nostalgia prende il sopravvento, che non sono solo i tuoi amici, bensì la tua famiglia, persone che vanno e vengono, e che aggiungono sempre qualcosa in più al tuo bagaglio culturale.

Consiglio vivamente di intraprendere questa esperienza in quanto ti cambia profondamente, e ti permette di scoprire mille culture, mille persone, mille luoghi che non credevi nemmeno esistere davvero fino a quando non li guardi con i tuoi occhi increduli ed estasiati.

Ricordo ancora il primo e unico colloquio di lavoro a Londra, seduta nella sala d’aspetto di uno dei più grandi e importanti ospedali inglesi, circondata da giovani ostetriche che come me cercavano di mascherare la paura e l’ansia, mostrandosi serene e amichevoli, e ricordo ancora tutte le varie prove superate nel corso di 5 ore di colloquio per cercare di capire se fossi pronta ad intraprendere questa strada o meno, cosi come la telefonata nella quale mi veniva comunicata la mia assunzione, e a distanza di quasi 6 mesi non credo ancora di avere realizzato a pieno ciò che mi sta accadendo.

Molte  sono le giovani ostetriche che ambiscono ad ottenere un posto di lavoro qui in UK pur di accumulare quelle esperienze che ti accompagneranno per sempre.

Diventare ostetriche in UK non richiede un impegno impossibile, ma molta dedizione e pazienza, questomidwife assolutamente si. La laurea in ostetricia italiana è assolutamente valida in UK, in quanto rispettante criteri di uniformità dell’ Unione europea per quanto riguarda i titoli di studio, ma ciò che è assolutamente diverso tra le due nazioni, è la practice, poichè molte delle competenze che in UK sono attribuite all’ostetrica, in Italia sono di pertinenza medica, quindi in conclusione lo studio teorico che viene affrontato in Italia è assolutamente tra i migliori, ma la pratica è ben diversa, anzi direi completamente diversa, ed è proprio questo il primo grande scoglio da superare.

L’altra enorme differenza, direi anche molto positiva, è che in UK non esistono concorsi pubblici per 1-2 posti di lavoro con partecipanti e graduatorie infinite, bensì gli inglesi si avvalgono dell’interview, o colloquio di lavoro, durante il quale le senior midwives (ostetriche con più anni di esperienza) cercano di capire quali sono le tue capacità ostetriche e le tue conoscenze, e se realmente credi in questa professione, e qual è il motivo che ti ha spinto in UK per praticarla: diciamo che la meritocrazia vige.

Inizialmente si potrebbe pensare che è la mancanza di lavoro nel tuo paese che ti spinge a partire.  In realtà non penso sia la sola motivazione.  Partire  per un paese straniero dove si parla un’altra lingua e si convive con altri usi e costumi richiede la presenza di   fattori chiave come  forza, volonta’, desiderio di scoprire cose nuove e di fare nuove esperienze, voglia di realizzarsi e di affermarsi  e, perché no, anche voglia di nuove avventure!

 midwife

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