Stefania pannolini selfie Io, a dire il vero, sono partita come moglie al seguito e quindi non avevo idea di quello che avrei fatto.

In Italia avevo lavorato nel Marketing e mi ero anche occupata del sito web di una scuola di fisioterapia, ma fare Marketing part time è difficile ed io avevo un bambino di un anno e mezzo e volevo la possibilità di stare con lui il più possibile.
Durante il periodo che abbiamo vissuto in Svizzera ho fatto la traduttrice free-lance. Tra l’altro vivevo nella Svizzera tedesca, in campagna, ed il mio Inglese non valeva niente senza una buona conoscenza del Tedesco ed io quella conoscenza non l’avevo.

Dopo la Svizzera siamo partiti alla volta di Hong Kong.
La prima volta che ho vissuto ad Hong Kong, ho insegnato Italiano alla Dante Alighieri. E così sono arrivata al mio primo lavoro come insegnante, il mio primo lavoro da ex-pariate.
Lavoravo part-time ed in più insegnavo ad adulti che pagavano. Adulti che, in quanto pagavano, volevano imparare!
Ad Hong Kong la dependent Visa (il visto per il partner della persona che ottiene il visto per lavoro) ti
da la possibilità di lavorare. Come ho imparato poi, Hong Kong mi aveva viziato perché tutto era proprio semplice e ben organizzato.

STEFANIA LAVORO EDIFICIODopo Hong Kong è stata la volta della Corea e lì non potevo insegnare Stefania scuola edifio bellaItaliano perché c’erano pochissime scuole e la dependent Visa non dava la possibilità di lavorare. Le uniche propostemi erano per lavoro in nero (in Corea, se ti beccano a lavorare in nero, ti spediscono via, oltre a spedire via I tuoi familiari e a farti pagare una multa salata).
Per mesi e mesi (siamo stati lì quasi 2 anni) mi sono tormentata chiedendomi cosa fare.

L’insegnare Italiano era troppo legato al posto dove andavo ed io volevo un qualcosa che mi desse la possibilità di lavorare ovunque ci trasferissimo. Ho cominciato a prendere in considerazione di fare un corso che mi aiutasse nella mia ricerca del lavoro ideale per la moglie di un expat.
Parlando con amiche ho sentito parlare per la prima volta di corsi per diventare insegnanti di sostegno. Ho fatto ricerche, ho chiesto consiglio sui corsi al preside ed anche alla direttrice del dipartimento di Learning support della scuola di mio figlio perché il mio target era di lavorare in scuole internazionali.
Ho fatto il mio corso ed uno stage presso la scuola di mio figlio e ho cominciato la mia strada per diventare un’insegnante di sostegno. Studiando le problematiche dei bambini dislessici ho avuto la possibilità di imparare tantissimo su me stessa (anche io sono dislessica) e di apprezzare meglio sia quello che sono sia l’aiuto importantissimo datomi da mia madre durante gli anni difficili della scuola. A quei tempi in Italia (ed anche ora se ci basiamo sui blog di mamme con bambini dislessici) il supporto era quasi inesistente.

Ad Aprile del 2012 ci siamo trasferiti a Kuala Lumpur,
Malesia. In Malesia ho fatto un corso al British Council per insegnare Inglese ed ho insegnato per pochi mesi in un’università privata fino a quando ci siamo ritrasferiti ad Hong Kong.
Appena arrivata ho subito fatto domanda ad una buona parte delle scuole internazionali della città ed ho trovato lavoro quasi immediatamente.
Per mia fortuna una delle scuole interessate al mio curriculum è stata quella dove volevo mandare mio figlio. Potete ben immaginare che la scuola mi piaccia molto, visto che l’ho scelta per mio figlio ed in più I benefici di essere nella stessa scuola sono davvero tanti: quasi le stesse vacanze perché gli insegnanti hanno qualche giorno in più confronto gli studenti, la possibilità di andare alle riunioni per i genitori ed ai colloqui senza problemi e l’essere informata su possibili problemi. Tra l’altro il dipartimento di Learning Support di questa scuola è molto buono e abbiamo la possibilità anche di insegnare a tutta la classe. Io sono un insegnate che si occupa di un solo studente tutto il giorno, tutti i giorni, ma se, in qualche materia, questo studente non ha bisogno del mio aiuto, aiuto gli altri studenti della classe.

Diventare un’ expat mi ha aperto tante possibilità e strade che forse non avrei considerato in Italia. Ho imparato a pensare “out of the box’” come dicono gli inglesi… Se pensate che io avevo fatto il liceo classico perché c’era poca o niente matematica e poco o niente Inglese e che ora mi ritrovo quasi giornalmente a spiegare matematica in Inglese…

3 commenti
  1. Carolina
    Carolina dice:

    Ciao Stefania,
    ho letto il tuo blog e volevo chiederti qualche consiglio se non ti dispiaceva. Io sto pensando di trasferirmi ad Hong Kong in quanto il mio ragazzo abita qui come expat. Purtroppo non so bene come muovermi e mi chiedevo se potessi darmi qualche dritta. Magari lavorare nelle scuole sarebbe stupendo, sono madrelingua italiana ma parlo molto bene l’inglese e lo Spagnolo è praticamente la mia seconda lingua. la mia mail è carla.seb@hotmail.com

    Rispondi
  2. alessia
    alessia dice:

    Ciao stefania, ho letto il tuo racconto qui su donne che emigrano alľestero, vorrei chiederti alcune informazioni sulla situazione lavorativa di hong kong. Ho gia lavorato in.cina per un anno ma hong kong é il mio sogno. Puoi scrivermi a questa email: alessiamazzaferro@yahoo.it.
    Grazie

    Rispondi
  3. sara
    sara dice:

    ciao Stefania,
    io mi ritrovo con un diploma magistrale abilitante all’insegnamento per le scuole primarie, eppure le scuole private estere sono restie ad assunzioni.dipende forse dall’essere in “loco” secondo la tua esperienza?
    ti sarei grata se mi scrivessi: beggiosara@gmail.com
    grazie
    Sara

    Rispondi

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