fortune

Le fortune da expat.

Son passati poco più di 12 anni e due figli da quando Conor e’ diventato il mio compagno di vita e di viaggio.

L’ho conosciuto lo stesso giorno che ho iniziato la mia vita lavorativa a Dublino.

Per un anno siamo stati, amichevolmente, colleghi. Lui era un po’ la mia guida della Lonely planet, gli chiedevo sempre dritte dove portare, a Dublino o dintorni, chi mi veniva a trovare dall’Italia. Siamo stati a pranzo fuori, e a bere un drink con altri colleghi ma senza sviluppare nient’altro che chiacchiere.
Poi durante una festa d’addio per un collega che lasciava il lavoro qualche scintilla e’ scoccata, per poi consolidarsi ad una festa di halloween ed ora eccoci qui a far da genitori a due meravigliosi bimbi.
Considerando però che quando siamo diventati una coppia io capivo il 50% di quello che mi diceva riconosco di aver avuto una fortuna sfacciata.
Perché Conor corrisponde( adesso che capisco un po di più del 50%) ad almeno 10 delle qualità da me ricercate in un uomo con cui iniziare una relazione. Ve le elenco in ordine sparso:

1) affidabile
2) protettivo
3) grandissimo senso dell’umorismo
4) bellissima voce
5) mente aperta e intelligente
6) calmo
7) buon ascoltatore
8) riflessivo
9) grande senso della famiglia
10) irlandese ma senza il vizio dell’ alcool ogni fine settimana.

Quando a lavoro iniziarono a girare le voci che io e lui stavamo insieme, il mio collega sardo del room service mi perseguito’ per settimane ricordandomi, ad intervalli regolari, che Conor proveniva da una cittadina del nord dove si divertivano a mettere bombe e che, quindi, potevamo fare il gemellaggio con il paese natale di mia madre (Oliena provincia di Nuoro) dove si era registrata una certa simpatia per le bombe pure li.

Abbiamo bruciato subito le tappe andando a vivere insieme dopo circa 3 mesi e a sette mesi da quella festa di Halloween aspettavamo il nostro primo bimbo.
L’abbiamo scoperto in Italia di essere in attesa di un bimbo.

Non era nei nostri piani avere un figlio così presto, stavamo tornando in Italia perché l’hotel dove lavoravamo aveva chiuso per ristrutturazione e avevamo entrambi la possibilità di fare la stagione nel posto dove avevo lavorato prima della partenza per Dublino, dando modo così a Conor di fare un full immersion in italiano.
Fu lui stesso a consigliarmi di fare un test di gravidanza perché, a parte un lieve ritardo, sosteneva che i miei capelli avessero un odore diverso. So che l’esito di quel test ha scatenato qualche paura e qualche incertezza anche in lui, ma non lo ha mai lasciate trapelare. Entrambi da subito abbiamo amato quell’esserino. L’ho portato fisicamente in grembo io per nove mesi ma ho sentito che eravamo incinti entrambi. Aveva le stesse cure e attenzioni di una donna gravida.

Non è stato facile nemmeno iniziare la convivenza in Italia, nella casa che avevo condiviso con Mauro, mio marito, morto qualche anno prima in un incidente stradale. Ma Conor è stato un grande anche in questo, non è mai entrato in competizione, ha capito da subito che parlavamo di due vite diverse, e poi la nascita del bimbo ci ha totalmente assorbito.

La mia famiglia lo ha accolto come un nuovo figlio e i miei amici come un nuovo amico e lui ha contraccambiato subito tutto l’affetto.
Marco (dall’unione dei nostri nomi) ha deciso di nascere una settimana d’anticipo mentre il suo babbo era in Irlanda ad assistere il padre gravemente malato in ospedale. Nonno John ha aspettato di sentire che il suo nipotino italo-irlandese fosse nato per poi chiudere gli occhi e iniziare il suo viaggio in paradiso.
Conor ha conosciuto il suo bimbo dopo 5 giorni dalla nascita ed è stato come farlo nascere di nuovo. Un misto di emozioni hanno invaso il suo cuore, un dolore immenso per la perdita di un padre molto speciale, e una felicità infinita per la nascita del suo primo figlio, che poi è stato ribattezzato Marco John, e che è stato una gran medicina per il suo papà e anche per la nonna irlandese.

Dopo poco più di un anno ci siamo trasferiti di nuovo in Irlanda, stavolta al nord e qui è iniziata una nuova vita a tre, fino a che e’ arrivato Luca, purtroppo anche in questo caso dopo aver perso un altro nonno.

E Conor nel frattempo ha dimostrato di essere un padre sereno, che si è svegliato la notte per cambiare panni, qualche volta per per sfamarli (poco, visto che allattavo o estraevo latte materno) per asciugare lacrime, per consolare dopo un incubo. E’ inoltre un padre che gioca, che cucina, che si fa rispettare senza mai aver alzato un dito, che fa i compiti di matematica, di inglese, che tifa alle partite di basket, che legge le storie prima della nanna. Ha inoltre conseguito una laurea in scienze ambientali, sacrificando molto del suo tempo libero e dedicandolo allo studio.

E’ stato il mio sostegno in qualche momento buio e la mia ispirazione in tanti momenti felici. Ci siamo scambiati le nostre promesse davanti ai nostri figli, parenti e amici carissimi 6 mesi fa’, e’ stato il giorno più’ bello della nostra vita, nel nostro posto preferito, circondati dall’affetto dei presenti e dall’amore dei nostri padri in Paradiso. Non siamo soliti a festeggiare San Valentino, perché’ ci amiamo ce lo dimostriamo e diciamo ogni giorno, ma quest’anno faccio un eccezione.

Buon San Valentino Marito, A chent’annos alligros e in salude

Conor, io e i nostri due bambini, Luca e Marco

8 commenti
  1. Elda
    Elda dice:

    Tantissimi auguri cara Margherita. Leggo sempre ciò che scrivi. Adoro l’Irlanda ma vi manco da tanti anni. Spero presto di tornarvi, magari per sempre. Un abbraccio e continua a scrivere ché mi dà gioia leggerti. Ciao. Elda

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    • margherita
      margherita dice:

      Grazie Elda, che carina, troppo generoso il commento, anche io ti auguro di tornare presto, poi ci fai sapere come va..un abbraccio e buon S. Valentino. Margherita Derry Irlanda.

      Rispondi
  2. francesca
    francesca dice:

    Ciao e …… ma che commozione!!!!
    sono innamorata del sito, ne “sorseggio” un po ogni sera e tutte le storie mi fanno sognare, a volte prendo coraggio e volte mi spavento, ma ad essere onesta la tua storia mi ha incuriosita più di tutte e trasmette tanta serenità!
    Io sono ad un bivio da un bel po di anni, temo di DOVER prendere una decisione a breve, voi mi aiutate a distrarmi da un me probelmatico e nello stesso tempo mi aiutate a credere che potrebbe succedere anche a me!
    AUGURI a voi!!!!

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    • Margherita
      Margherita dice:

      Francesca grazie mille per ciò che hai scritto ci da una bella carica nel continuare a fare descrivere la nostra vita da expat. Ti auguro tutta la forza che ti serve per prendere quella decisione tanto sofferta, dopo di che son sicura sarà tutto in discesa. In bocca al lupo e tienici aggiornate. Un abbraccio Margherita Derry Irlanda.

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  3. Solare
    Solare dice:

    Mi sono un po’ emozionata a leggere la tua bella storia e poi ho pensato che queste storie così belle, pulite e vere andrebbero diffuse sempre più in Italia dove ancora tante donne sono alle prese con uomini italiani del tutto assenti, traditori, immaturi e chi più ne ha più ne metta. Lo so che tutte diranno che la nazione di provenienza non c’entra ma non è vero, c’entra eccome. Io sto da dieci anni con un uomo inglese che mi ha dato esattamente tutto quello che sognavo da un uomo senza drammi e anche io come te lo capivo solo al 30 per cento all’inizio, quindi si, la nazione conta! Ho tante amiche italiane molto in gamba, sopra la norma in gamba, con carriere avviate , famiglie sane alle spalle e non riescono a incontrare un uomo decente…evviva i nordici!

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    • Margherita
      Margherita dice:

      Grazie Solare, io sono una donna fortunata, in realtà il mio primo marito era italiano e non mi ha fatto mancare nulla anzi mi ha sommerso di amore, puoi leggere parte della storia in questo articolo se ti va http://donnecheemigranoallestero.com/carezza-cuore-expat/.
      Però capisco cosa intendi, a volte l’uomo italiano si comporta più da padrone che da compagno quindi bisogna aprire bene gli occhi e scegliere bene Chi ci sta affianco, è vero che io ho avuto fortuna con Conor perché sopratutto i primi tempi non ci capivamo con il linguaggio normale ma sono sicura che se fosse stato un compagno diverso in negativo intendo, non ci avrei passato nemmeno un mese in più. Buona vita e continua a leggerci, o magari ci puoi raccontare la tua di storia. Un abbraccio.
      Margherita Derry Irlanda.

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