lettera-futuro

MacRing Colibrì Pro

Versione 17.12.6

Diario di Vittoria Vidal Ventura

Barcellona, 13 giugno 2047


Stamattina ho fatto una scoperta molto interessante!

Andiamo con ordine.

Oggi è l’anniversario di matrimonio dei miei genitori. Sono ben trent’anni che si sopportano.

Volevano festeggiarlo in un posto speciale ma i viaggi sulla Luna hanno prezzi proibitivi e forse non potrò permettermeli neanche io quando sarò avanti con gli anni. Così, i miei due vecchi hanno deciso di andarsene in vacanza alle Hawaii e adesso se la stanno spassando lì.

Peccato che, essendomi addormentata col mio MacRing acceso, il muro di casa mi ha svegliata alle sei del mattino.

Mi aveva scritto mia madre dicendomi che aveva bisogno di un favore.

Dovevo cercare il loro certificato di matrimonio tra vecchie carte, digitalizzarglielo e inviarglielo.

Pare che, se riescono a dimostrare che si sono sposati il 13 giugno, oggi gli permettano di pernottare gratis in cambio di un video simpatico che sponsorizzi l’hotel. Sarà qualche nuova strategia di marketing online… che stress questi due! Mi scocciano anche quando sono lontani! Di sicuro è stato quel tirchio di mio padre a insistere per risparmiare soldi sulla vacanza.

lettera-futuro-figlia

Haleakala crater, Hawaii

Così, ho preso la mia Fiat elettrica 500 rossa fiammante ultimo modello e sono andata a casa loro.

Mia madre è ordinata e infatti, per mia fortuna, ricordava bene dov’era il certificato; l’ho trovato subito in un cassetto della libreria.

Ad un tratto, mi sono imbattuta in un vecchio Mac di circa trent’anni fa che stava in fondo al tiretto, quasi un pezzo d’antiquariato!

Credo di ricordarlo, mamma lo usava per lavorare quando io ero molto piccola.

Mi sono stupita nel vedere che si accendeva ancora e non ho potuto resistere alla tentazione di curiosare tra le cartelle. Oltre a vari documenti di lavoro, c’erano innumerevoli foto, anche di quando ero molto piccola, le stesse infinite fra le migliaia che ho nel mio MacRing e che porto sempre con me al dito.

Una cartella dal nome “Corso di scrittura creativa” mi ha quasi ipnotizzata.

L’ho aperta. Tra i vari file word, ho visto un documento dal nomeLettera al futuro per mia figlia”.

Il disco interno del Mac di mia madre è preistorico e lo schermo ha i colori danneggiati, ma sono riuscita a recuperare la lettera, a portarmela al MacRing in un battibaleno e a visualizzarla sull’ologramring, per leggerla con più comodità.

Ne riporto qui il contenuto:

lettera

Bambina mia,

Se mai leggerai questa lettera, è probabile che, per allora, io avrò dimenticato di avertela scritta.

Se riuscirai a trovarla, forse vorrà dire che né Donald Trump né nessun’altra persona illogica e rapace come lui avrà causato una guerra nucleare capace di far evaporare la Terra come una bolla di sapone.

Non so quali saranno gli equilibri planetari quando questa lettera giungerà a te, ma voglio sperare che ci saranno molte e molte più donne a capo di varie nazioni e che, nel frattempo, il mondo avrà compreso quanto sia necessario affidarci i più importanti incarichi di potere e responsabilità.

Di una cosa sono certa: la nostra lotta non sarà affatto terminata.

Voglio che tu sappia che, nel momento in cui ti sto scrivendo, non sei stata ancora concepita ma io e tuo padre ti stiamo desiderando. Ovviamente, non sappiamo se sarai un bambino o una bambina: noi saremo felici in entrambi i casi e non abbiamo preferenze. In questo momento, però, preferisco rivolgermi a una destinataria femminile perché per troppo tempo alle donne è stato relegato un ruolo secondario.

Come sai, quando il genere non viene definito, si usa la forma maschile. Consentimi uno strappo alla regola e lasciami iniziare con “bambina mia”. So che, se sarai un maschietto, comprenderai e rispetterai la mia decisione.

Bambina mia, vorrei dirti che provieni da donne forti, molto diverse tra loro, ognuna con le proprie peculiarità, in positivo e in negativo, nessuna di loro è stata un’eroina e nessuna una santa. Ma fanno parte di te e di chi sei tu.

Perché i tuoi tratti genetici, le tue movenze e le tue parole dipendono anche dalle tue radici, molto più di quanto tu creda.

Provieni da una bisnonna che ha forgiato la persona che vedi oggi in tua madre. Se sarai una bambina, credo proprio che ti chiamerai come lei, Vittoria.

Era la più bella tra tutte noi. Le siamo tutte inferiori in bellezza (forse anche tu, anche se ai miei occhi sarai la più bella) ma siamo tutte orgogliose di provenire da lei. Era allegra, comica, intelligente e in movimento costante, per questo la chiamavano “il vento”. Una forza della natura. Aveva uno stuolo di ammiratori.

Anche se non hai avuto la fortuna di vederla in persona, è come se la conoscessi, sai bene che il suo spirito è sempre esistito in casa nostra. È stata una presenza grandiosa e imponente nella storia della nostra famiglia, sapevo che avrebbe continuato ad esserlo anche dopo la sua morte. Ogni tanto, una folata di vento che sbatte sulla finestra mi avverte che lei è venuta a farci visita.

Poi provieni da un’altra bisnonna che aveva un carattere un po’ pesante ma era una persona molto affettuosa. Una donna indipendente e determinata che ha cresciuto una famiglia da sola, in un’Italia devastata dalla seconda guerra mondiale. Lei si manifesta nei miei sogni ogni tanto, ma poche volte riesco a ricordare o a capire cosa vuol comunicarmi.

Provieni da una pro-zia veggente. Non è che sia proprio una maga, ma quasi. Ha un intuito eccezionale, capisce subito le persone, a volte riesce a dirti quello che succederà ed è molto creativa.

Provieni da una nonna paziente, dolce e sensibile che ti ha viziata e coccolata ancor più di quanto abbia fatto con me. Per me è stata la madre migliore che si possa desiderare e ho cercato di essere come lei, con te.

Provieni da un’altra nonna con un carattere molto forte e complicato e che ama il rosso fuoco, infatti varie pareti di casa sua, come sai, sono di questo colore. Sai che ci sono tante incompatibilità tra me e lei.

Il rosso mi piace ma le tonalità dell’azzurro e del bianco rilassano, soprattutto nella stanza da letto, non credi? Ma tu devi volerle bene, perché lei ti adora! Io, dal canto mio, la rispetto perché so che ha sofferto tanto e che non dev’essere stato facile per lei, ribelle, femminista, atea e comunista, sfuggire alla dittatura argentina e stabilirsi in un nuovo continente quando tuo padre aveva solo un anno. Ha avuto una famiglia d’origine piena di problemi e un marito, tuo nonno, che si è comportato molto male, influendo poi anche sulla tua vita.

Lei ha bisogno di affetto e bisogna insegnarle a riceverlo e a darlo nel modo corretto.

Poi hai una zia un po’ matta, sui generis. È una persona divertente e ti fai sempre tante risate con lei. Anche se mi fa arrabbiare, a volte, so che ha un gran cuore, che ti ama e che, se mi succedesse qualcosa, lei non ti abbandonerà mai.

Questa lunga carrellata di profili femminili della nostra genealogia è parte di te. Mentre ti accompagnerò nel diventare la persona meravigliosa che sarai, farò in modo che non dimenticherai nessuna di queste donne. Ma tu sii te stessa. Sempre. Ti amerò così come sei.

La tua mamma

Dopo aver letto la lettera, ho inviato a mia madre sia il certificato richiestomi sia il suo scritto di tanti anni fa.
Dopo pochi minuti il MacRing ha iniziato a suonare e lei mi è apparsa in casa:
– Amore mio, che cosa hai trovato? Ora la ricordo, quanto tempo è passato! Torno presto, tuo padre vuole darti un abbraccio in realtà aumentata ma io odio questo stupido ologramma in dimensioni reali. Voglio riempirti di baci veri! Fra tre giorni siamo da te! –
– Sì, mamma, non c’è fretta, tranquilla. –
Che dire? Ogni tanto faccio qualche scoperta in famiglia.
Domani scriverò quali sono gli equilibri mondiali attuali e qual è il peso di noi donne oggi, ma ora sto morendo di sonno. Spengo tutto e vado a letto.
Buonanotte, diario.

figlia-lettera-futuro
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi