Working-Holiday-VisaOggi vi voglio parlare di un argomento che ha alzato polveroni, polemiche e ovviamente le solite lamentele tutte all’italiana. Il Working Holiday Visa in Australia.
Ho sentito parlare di sfruttamento di poveri ragazzi italiani, della difficoltà di essere emigrante e commenti del tipo: “Mamma mia poverini pur di lavorare sono andati dall’altra parte del modo per raccogliere le zucche nonostante la laurea in ingegneria aerospaziale!”, “Vedi ‘sti Australiani come sfruttano i poveri ragazzi emigranti” “alla fine tutto il mondo e’ paese”, “in Australia si sta peggio che in Italia” e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!
Gli italiani hanno nuovamente dato il meglio di loro commentando su forum, social network, media piu’ o meno autorevoli con espressioni solidali, sorrisi beffardi, analisi del problema da diverse angolazioni, raffronti tra Italia e Australia, con la solita presunzione di chi e’ abituato a commentare tutto non sapendone niente (e non volendo neanche approfondire dalle fonti ufficiali!).

Ora vi voglio dare una notizia bomba!

La traduzione italiana, non precisamente letterale ma che ne rende l’idea, che generalmente si usa quando ci si riferisce al “working holiday visa” e’: “Visto vacanza-lavoro”.
Gia’ solo da questo si puo’ intendere che la parola “migrante” associata a questo visto e’ assai fuori luogo e, vi diro’ di piu’, per il governo Australiano e’ assolutamente illegale! Chi infatti venisse beccato alla dogana con documenti che indichino anche solo lontanamente l’intenzione di emigrare, potrebbe essere interrogato e, se scoperto a celare propositi che vanno al di la’ del visto con cui ha richiesto di entrare, potrebbe essere rimpatriato su due piedi senza neanche aver la possibilita’ di poggiare il mignolo del piede in terra Australe.

Quindi qual’e’ lo scopo di questo Working Holiday Visa? Al fine di spiegarlo per bene devo fare una premessa. Nella cultura principalmente anglosassone e’ piuttosto comune  prendersi un “Gap Year”, ovvero un anno sabbatico tra la scuola superiore e l’Università per dedicarlo ad attivita’ di volontariato, per approfondire lo studio di un’argomento di interesse o per viaggiare. Tutte queste attivita’ intraprese durante l’anno sabbatico hanno come scopo quello di sviluppare l’indipendenza e le skills dei giovani.

Il Working Holiday Visa australiano (ma anche quello in vigore in altri paesi) parte da questa premessa. E su questo si basa anche la legge per la quale con questo visto e’ possibile lavorare solo per 6 mesi per lo stesso datore di lavoro ed e’ riservato ad una popolazione tra i 18 e i 31 anni.

Con questo visto non si viene per cercare un lavoro migliore rispetto a quello che si ha nel proprio paese! Con questo visto si viene per fare un viaggio! L’aspetto lavorativo e’ legato esclusivamente al concetto del potersi supportare economicamente durante il periodo speso viaggiando.

Questi famigerati 88 giorni di lavoro in fattoria devono essere fatti nel caso in cui si voglia rinnovare il visto per un altro anno.

Ora, io li ho fatti e, oltre al fatto di poter dire di non essere stata sfruttata da nessuno, mi ricordo ancora di quel periodo come di uno dei piu’ belli tra quelli trascorsi qua in Australia. Perche’? Be’ semplicemente perche’ ho vagliato attentamente le opzioni e ho accFarm-work-88-giorniuratamente scartato quelle dove ho sentito puzza di imbroglio. Se per caso doveste capitare in una fattoria dove le condizioni non siano adeguate o la paga ridicola: “ANDATEVENE!”. E soprattutto denunciate il fatto al “Fair Work” (perche’ si, in questo paese e’ possibile farlo!). Ci sono dei salari minimi che i datori di lavoro devono rispettare per legge e vi assicuro che, come c’e’ chi cerca di “sfruttare” c’e’ anche una stragrande maggioranza che paga attenendosi alle direttive governative.

Proprio qualche mese fa so che c’e’ stata un’inchiesta su una fattoria vicino Byron Bay che richiedeva soldi in cambio della firma per il secondo visto. E’ stata aperta un’indagine, i visti concessi sono stati cancellati e i proprietari arrestati.

Un’altra cosa da sottolineare e che sta passando totalmente trasfigurata nei media italiani e’ l’immagine che gli australiani hanno di chi lavora nelle fattorie con questo tipo di visto. La visione e’ distante anni luce dagli immigrati che lavorano sodo nelle nostre fattorie italiane! I ragazzi che hanno il Working Holiday Visa sono chiamati “backpackers” (ovvero “viaggiatori zaino in spalla) e sono associati ad un concetto totalmente diverso da quello dei migranti. Sono infatti visti come ragazzi  che si godono la vita, viaggiano e dormono in ostelli, usano principalmente come iconico mezzo di trasporto scassatissimi pulmini tipo Hippy anni ’60 e hanno sempre il sorriso sulle labbra. A volte sono addirittura guardati con ammirazione da molti australiani perche’ durante il loro anno sabbatico sono riusciti a visitare il paese piu’ di quanto abbiano fatto loro stessi.

La storiella dello “sfruttamento dei poveri migranti” dopo questo cambio di prospettiva si sgretola un po’, non e’ cosi’?
Il mio consiglio per chi decide di fare questo viaggio e’: cercate di prendere tutta questa esperienza come un percorso di crescita e entrate nell’ottica del “viaggio di formazione” che e’ alla base della filosofia del Working Holiday Visa e vedrete che troverete un senso anche al raccogliere zucche o pulire i bagni di un ostello!

Se state passando un periodo della vostra vita in cui non sapete dare una risposta a dei dubbi esistenziali, se volete superare le vostre paure mettendovi alla prova, se la fidanzata vi ha lasciato e per vendicarvi volete postare su FB foto con delle biondazze nord-europee non perdete tempo, lasciate stare tutte le sterili polemiche che sono uscite su questo visto e fate la richiesta immediatamente!

Se preso con lo spirito giusto questo viaggio vi dara’ molto di piu’ di quello che vi aspettavate e tornerete a casa migliorati e con una mentalita’ piu’ aperta……..e magari poi vi capitera’ di innamorarvi di questo paese come e’ successo a me e non riuscirete piu’ a lasciarlo….ma questa poi e’ un altra storia (e un altro tipo di visto!) 😉

5 commenti
  1. Simona Cumbria UK
    Simona Cumbria UK dice:

    Bellissimo articolo e ben spiegato. Vale più o meno anche per la NZ, almeno quando feci domanda io.

    “Ho sentito parlare di sfruttamento di poveri ragazzi italiani, della difficolta’ di essere emigrante e commenti del tipo: “Mamma mia poverini pur di lavorare sono andati dall’altra parte del modo per raccogliere le zucche nonostante la laurea in ingegneria aerospaziale!”, “Vedi ‘sti Australiani come sfruttano i poveri ragazzi emigranti” “alla fine tutto il mondo e’ paese”, “in Australia si sta peggio che in Italia” e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!

    Potresti sostituire Australia con UK o Francia o USA… Tanti italiani non solo non capiscono il significato del WHV, ma neppure della parola emigrare….. :-/

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  2. Federica Byron Bay
    Federica Byron Bay dice:

    Si é vero to Simona!Ho voluto scrivere questo articolo perché quando sono tornata in Italia e sono venuta a conoscenza di tutta questa polemica la mia faccia é diventata uguale a quella della gallina della foto!!!No wayyyy!!! 🙂

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    • Simona Cumbria UK
      Simona Cumbria UK dice:

      Hahaha ma infatti mi chiedevo che relazione aveva la foto della gallina in alto con il WHV 😀 grazie per la spiegazione! 🙂 Non so perchè sfugga, a molti italiani, il significato dei visti, come vacanza-lavoro/sponsorizzazione/residenza, ecc. Ci sono sempre stati. Io richiesi i moduli per stare in Australia quando il WHV non esisteva ancora, nel 1991. Inutile dirlo che non ero nelle SOL e non se ne fece di niente. Ma miseria, con l’avvento di internet e i motori di ricerca la gente non si informa neppure del visto che prende?
      Io tutta questa ignoranza e naiveté non la capisco… specie quando si deve viaggiare dall’altra parte del pianeta!!!

      Rispondi

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