Recentemente, ho pubblicato proprio su LinkedIn una piccola guida all’utilizzo di questo social tanto misterioso quanto poco sfruttato in Italia.

Chiudevo il mio articolo con un quesito: a cosa serve LinkedIn?

Oggi cerchiamo di dare una risposta esauriente a questa domanda e qualche consiglio su come sfruttare al meglio il “social professionale”.

Il primo punto da sottolineare è che LinkedIn all’estero è una cosa completamente diversa.

Con la parola ‘cosa’ intendo non solo la percezione di questa piattaforma come strumento professionale, ma anche l’utilizzo che di essa se ne fa.

Provate a fare un giro tra i vostri amici stranieri di LinkedIn: quanti contatti hanno? Come è strutturato il loro profilo? Cosa pubblicano e come commentano?

Un momento: quanti di voi hanno LinkedIn?

 

Gli italiani che non considerano LinkedIn un social importante sono un numero altissimo.

E’ chiaro che anche alcuni stranieri non usano LinkedIn, ma in media gli italiani hanno un rapporto più conflittuale con questo social. Molti hanno meno di 100 contatti e, di questi, la metà sono ex compagni di scuola. Non ricordano la password per accedere, non sanno cosa scriverci, e trovano noioso e inutile riempire tutti quei campi perché “sono una copia del curriculum su carta”. Non capiscono a che servono i gruppi, non sono al corrente del fatto che il profilo può essere impostato in più lingue.

Non usano LinkedIn perché, giustamente, gli altri italiani non lo usano, quindi si può concludere che LinkedIn “non serve”.

 

Il discorso cambia quando si lavora per grandi compagnie o quando si ha interesse a lavorare con l’estero.

Si scopre che LinkedIn è usatissimo. Tante nazioni fanno leva sul profilo personale di LinkedIn per valutare collaboratori e candidati.

In alcune di esse, LinkedIn diventa addirittura il social più utilizzato; a nessuno verrebbe in mente di valutare l’individuo solo tramite il suo profilo Facebook, anzi, la prima cosa che fanno all’estero è proprio cercare il candidato su LinkedIn.

LinkedIn allora diventa una piattaforma fondamentale, se vogliamo acquisire credibilità professionale o anche solo aumentare le possibilità di lavoro. Vi basti sapere che non è infrequente ricevere offerte dirette su LinkedIn da parte di recruiters, senza nemmeno averle cercate e solo perché si è ben impostato il proprio profilo.

Occhio: vi osservano!

Come fare allora per aumentare la propria visibilità?

Provate ad immaginare LinkedIn come una grande festona aziendale, alla quale anche voi siete stati invitati. Per presentarvi al meglio, scegliete il look, calibrate le parole e contate attentamente il numero di cocktails che bevete, perché a quella festa c’è il vostro vicino di scrivania ma c’è anche il vostro capo, e la sala in cui vi trovate potrebbe diventare un’occasione per mettersi in luce, anche in vista di una promozione.

La prima cosa da fare, dunque, è scegliere una foto profilo adeguata. Niente scollature, niente abiti da sera né acconciature da fiera. Niente t-shirts. Fate intravedere un abito elegante, una camicia, una giacca. La parola d’ordine è: siate ordinati.

Siate ordinati anche nel compilare i dati. Riempite tutte le voci richieste e verificate che le date coincidano con il vostro curriculum cartaceo, quello che mandate per i colloqui. Molto spesso queste informazioni non corrispondono, e allora addio credibilità. E vi assicuro che succede molto più spesso di quanto pensiate.

Riempite quelle voci in maniera diversa da come fareste il cv, altrimenti LinkedIn finisce davvero per essere solo una copia inutile di qualcos’altro: e perché qualcuno dovrebbe perdere tempo a leggere sempre la stessa cosa più e più volte?

Un aspetto spesso trascurato, ma in realtà fondamentale, è il seguente: compilate il riassunto di voi stessi. Aiuta le aziende a capire subito chi hanno davanti. Se dall’altra parte c’è un selezionatore, o una persona esperta di comunicazione, sarete inquadrati fin dalla prima riga… anche se quella riga non c’è.

LinkedIn offre diverse opzioni per mettersi in evidenza: skills, scuole frequentate, lingue conosciute, corsi, certificazioni, iscrizioni a gruppi. Valutate attentamente le vostre mosse, in base alla persona che siete, al mestiere che fate e a ciò che volete mostrare di voi. Scrivete solo quel che siete pronti a dimostrare e che sentite come punto forte. Le bugie hanno le gambe corte, soprattutto quelle virtuali!

Quando avete fatto tutto, andate a controllare quali di questi dati sono visibili al pubblico e quali no.

Cose poco comuni in un festone aziendale

Ora che avete il profilo in ordine, cosa vale la pena farci?

Usatelo come piattaforma per emergere. Potrebbe tornarvi molto utile e mettervi in contatto con persone insospettabili.

A questo proposito, non abbiate paura di aumentare il numero dei contatti. Se è vero che una volta LinkedIn pretendeva che aggiungessimo solo derivati di vita reale, oggi anche questa opzione è cambiata. Oggi, meno di 100 contatti sono troppo pochi, se volete stare su LinkedIn e sfruttare la piattaforma. Evitate, comunque, di sbandierare pubblicamente che avete migliaia di persone: non siamo al mercato del pesce, non è elegante e non vi giova.

Il consiglio top

Abbiamo detto cos’è LinkedIn, come viene usato mediamente in Italia, come viene usato all’estero e a cosa serve. Abbiamo detto di immaginarci a una festa aziendale e abbiamo ipotizzato come comportarci di conseguenza. Per sfruttare al meglio ogni possibilità derivante da questo social professionale, resta ancora una cosa da fare: darvi il consiglio top. Ed eccolo qui: non usate LinkedIn per rimorchiare!

Incredibile, vero? Sembra banale, eppure continua a succedere. E ancora nessuna Cenerentola si è accasata, in questo modo.

Quindi: rimboccatevi le maniche, armatevi di mouse e pazienza, e siate pronti a fare di LinkedIn il vostro fedele alleato strategico. 

Linkedin-foto-cv

Ciao dalla vostra Paola

Avete dubbi o domande su come scrivere un cv, o sul tema della comunicazione? Lasciate un commento o mandate una mail a thedotsconnection@outlook.com; vi risponderò con un articolo, garantendo il vostro anonimato. Come sempre, tra coloro che ne avranno fatto richiesta e che avranno partecipato attivamente, verrà selezionato un nominativo al mese con il quale faremo insieme una sessione gratuita su skype di orientamento alla comunicazione.
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5 commenti
  1. Maria Grazia Salerno
    Maria Grazia Salerno dice:

    Suggerimenti molto utili. Mi chiedo se io, da insegnante di scuola superiore ultra 50enne, potrei farmene mai qualcosa….!!!! Anche se ancora l’idea di cambiare lavoro mi solletica non poco….! In ogni caso, non ricordo più la mia PW e dovrei riscrivere tutto il mio CV!😏

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    • Paola Ragnoli
      Paola Ragnoli dice:

      eheheh, succede 😉 Chissà, Maria Grazia, che LinkedIn non torni utile anche a lei, in futuro. Magari potrebbe trovare spunti per variazioni al suo lavoro attuale. In bocca al lupo per l’imminente ripresa dell’anno scolastico e mi riscriva, se crede. O mi cerchi su LinkedIn!

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  2. dani
    dani dice:

    Uno dei limiti principali di LinkedIn è che non garantisce la privacy. Chiunque abbia un profilo a pagamento adeguato può sbirciare in quello di un altro, di chiunque altro, senza problemi.
    Bene esaltare le qualità e le potenzialità del network, ma senza sottovalutarne gli aspetti discutibili.

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    • Paola Ragnoli
      Paola Ragnoli dice:

      Dani, grazie per la riflessione. Ciò che lei evidenzia è chiaramente il dilemma primario legato all’utilizzo di internet in generale. Mi ha dato lo spunto per un futuro articolo. Buona giornata!

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  3. dani
    dani dice:

    Lo leggerò volentieri. A proposito della tutela della privacy, però, la questione che pongo è legata esclusivamente a LinkedIn, non al web in generale. Come lei saprà oggi le aziende ricercano anche avvalendosi di altri social, come FB. La differenza principale tra le 2 piattaforme, solo a titolo esemplificativo, è che con FB posso decidere di proteggere i miei dati, la mia storia; con LinkedIn no. Questo, purtroppo, mi impedisce di usare LinkedIn come vorrei, con la sua piattaforma di microblogging, con le sue potenzialità indiscutibili. E’ l’idea che chiunque possa rovistare nel mio CV e tra le mie aspirazioni, compresa l’azienda per cui lavoro, che non convince. Grazie e saluti dall’Italia.

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