seychelles-india

Sta facendo sera, l’ultima barca è in partenza.

It was a lovely stay, Seychelles are wonderful! Hope to come back one day!“,

Thanks Sirs, it would be a great pleasure to see you here again! Have a nice and safe trip back home!  Bye Bye!

Si sciolgono le cime, la barca salpa. In lontananza diventa un puntolino che tremola verso il porto.

Gli ultimi ospiti sono partiti.

Erano indiani. Due coppie da Delhi e una da Mumbai.

Esigenti, sfacciati.

Quella sfacciattagine che ti fa chiedere lo sconto anche quando non dovresti, che ti fa estorcere piccoli privilegi non dovuti, che strema e induce l’interlocutore non indiano a cedere per mancanza di risorse immaginative e verbali.

Simpatici, caciaroni.

La signora di Mumbai, una ragazza con la metà dei miei anni, fresca sposa il cui henné su braccia e gambe testimonia  la sua nuova condizione di donna maritata, mi saluta con un bacio sulla guancia ed una strizzatina di occhio.

Irresistibili.

Impossibile dire loro di no, sanno sempre come far girare le cose a loro vantaggio. Gli indiani devono essere per forza imparentati con noi italiani, penso.

Folkloristici.

La nuova coppia arrivata questa mattina mi ha assicurato, mentre passegggiavamo sul pontile e ancora prima di mettere piede alla reception, che un vasto giro di loro amicizie era interessato a venire in vacanza alle Seychelles. Dunque, se li avessi trattati bene, mi avrebbero mandato, come ospiti paganti qui in albergo, una dozzina di persone da loro raccomandate entro la fine dell’anno.

Esigentissimi, in viaggio.

Osservano la camera, la grandezza, l’esposizione, la confrontano con quella accanto, chiedono che venga mostrata loro anche quella situata all’angolo. Poi, dopo aver calpestato il suolo di almeno un paio di alloggi diversi, tornano alla sistemazione di partenza.

Vegetariani.

Non tutti, ma molti. Vegetarianismo che non ha nulla a che vedere con i movimenti green tanto di moda nel mondo occidentale. No. Loro, si sa, mangiano verdure per ragioni di natura culturale e religiosa. La scala degli alimenti si basa su un concetto di purezza. Foglie, legumi, farine, frutta, paste, ghe, latte, noci e semi sono situati in alto. Al livello successivo c’è il pollo, mangiato anche da chi non consuma  carne e riservato a quelle situazioni in cui, sulla tavola, mancano valide alternative vegetariane. Sul fondo della scala, tra i cibi innominabili, si trova il pesce. Neppure un pisello o un fagiolino, se è entrato in contatto con un pesce, viene introdotto nello stomaco di un indiano.

Belli.

Sì, io li trovo belli gli indiani. Belle le donne, con quelle sopracciglia curate e quei capelli neri lucenti. Anche gli uomini sono belli, con le dovute eccezioni.

Irriducibili.

Non mollano mai. Se vogliono qualcosa sanno intrecciare parole e situazioni finché non ottengono quello che desiderano. Volevano la TV in camera quelli di Delhi. Qui non ci sono TV da un decennio, per scelta radical chic del resort. Si sono fatti arrivare, non si sa come, una tv da Mahe e l’hanno piazzata sopra il minibar. La loro camera era l’unica, l’altra notte, che emetteva lampi di luce dalla veranda e da cui uscivano gli echi degli spot pubblicitari.

Tempo fa ho letto un libro che consiglio a chiunque desideri farsi un viaggio nell’anima indiana, inclusa quella  più fosca che si respira nei bassifondi di citta’ come Mumbai. Il titolo del libro e’ “Shantaram” , di Gregory David Roberts.

Ad un certo punto, non ricordo in quale capitolo, è apparsa una frase che ha colpito come una freccia la mia mente:

L’India è l’Italia dell’Asia”.

Credo che l’autore abbia ragione.

shantaram-india-asia-italia

2 commenti
  1. Lorena
    Lorena dice:

    Ciao, ho letto Shantaram l’anno scorso, mi è piaciuto molto. Tra le somiglianze che l’autore trova tra gli uomini indiani e gli uomini italiani c’è il fatto di cantare per strada canzoni d’amore senza vergognarsi, e di passeggiare a braccetto.
    Cose che in Italia stiamo perdendo purtroppo 🙂

    Rispondi
  2. Katia
    Katia dice:

    Ciao Lorena, questo libro mi era stato consigliato anni fa ma solo di recente ho avuto occasione di leggerlo! L’ho molto amato, se non altro per le atmosfere fosche di Mumbai e per l’avermi offerto l’opportunita’ di scoprire molte cose sull’India. E poi si’, e’ vero, gli indiani sono dei gran romanticoni! 🙂

    Rispondi

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